Visione a luci rosse….

Stavolta allego una lettera ricevuta da un amico alcuni mesi fa, quando la mia lei mi promise che sarebbe venuta con me in un cinema a luci rosse, con la mini e senza mutandine, per “vedere cosa sarebbe successo”. Io, per evitare brutti o sgraditi incontri, misi qualche annuncio nelle becheche elettroniche e ovviamente ricevetti decine di risposte. Finii per accordarmi con un amico, con il quale fissai data, ora e luogo dell’appuntamento “casuale”. Tutto procedeva per il meglio, ma… mezz’ora prima di partire mia moglie mi disse che non se la sentiva più.
Ah, la volubilità femminile! Non potevo, né soprattutto volevo, obbligarla e quindi andò tutto a monte.
Telefonai a quell’amico e, vergognandomi non poco, gli spiegai che non se ne faceva più nulla.
Lui non si arrabbiò come avrebbe potuto e, qualche giorno dopo, mi spedì questa mail.
Buona lettura!
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Caro Sergio,

non ti preoccupare per sabato scorso, perché non solo non mi hai rovinato la serata (sono tornato a casa, dicendo che l’appuntamento di lavoro era saltato), ma, pensando alla serata che avrei dovuto trascorrere con te e la magnifica Daniela, ho passato un pomeriggio davvero molto divertente.
Come ti dicevo per telefono, avevo raccontato a mia moglie di aver parlato con un mio vecchio amico e che era disposto anche lui a divertirsi in modo discreto in un cinema a luci rosse. Il fatto che io lo conoscessi ha tranquillizzato la mia lei e quindi dove siamo andati?
Al cinema XXXXXX (era eccitante pensare che di lì a poche ore ci sarei ritornato, con un ruolo diverso e, soprattutto, con Daniela al posto della mia dolce metà e tu al posto del mio amico).
Mia moglie si è preparata di tutto punto (calze chiare trasparenti, reggicalze bianco, culotte, gonna cortissima con abbottonatura davanti, scarpe col tacco, maglietta aderente). E sopra un cappottone che la copriva integralmente. Durante il tragitto verso il cinema abbiamo parlato del più e del meno, ma si sentiva dalla sua voce sia l’alto eccitamento che una certa “paura”. Siamo arrivati al cinema e siamo entrati, sotto lo sguardo “arrapato” del vecchio bigliettaio, che sicuramente ci ha riconosciuti perché non era la prima volta che ci andavamo, anche se non con quelle intenzioni. Appena entrati (siamo andati ovviamente sopra) si è fatto avanti il mio amico Tony, a cui ho presentato subito mia moglie, la quale ha risposto con un ampio sorriso.
Questo mi ha tranquillizzato, in quanto avevo timore che all’ultimo momento si potesse tirare indietro (come purtroppo, invece, è successo ad Daniela). Così ci siamo accomodati nel posto più appartato che ci fosse (visto che le quattro persone che c’erano erano tutte dietro, ci siamo messi nelle prime file). Le file sono sistemate una più alta rispetto a quella davanti e le ginocchia sono allo stesso livello dello schienale davanti. Non ci avevo mai fatto caso in precedenza, ma, come vedrai dopo, questa volta me ne sono accorto.
Dopo qualche minuto sullo schermo compaiono due stalloni che si lavorano una gran bella ragazza.
Sembrava di buon auspicio la cosa. A questo punto attacco.
Comincio a toccare mia moglie sulle cosce, facendo scorrere la mano fino a sollevarle leggermente la gonna. Il mio amico, come da accordi, rimane fermo a guardare. Ho continuato così per qualche minuto, ma, caso strano, vedevo mia moglie come paralizzata. Era immobile e non fiatava. A questo punto ho lanciato il segnale al mio amico e anche lui, partendo dalle ginocchia, ha portato la mano sulle cosce, con un leggero strofinio dall’alto verso il basso. Niente. Cominciavo a preoccuparmi.
Poi ho cominciato a parlarle, dandole “istruzioni”. E come per incanto le gambe si sono allargate, i primi tre bottoni della gonna (cinque in tutto) si sono aperti e una dolce manina ha cominciato a strofinare il cazzo di Tony. Le mie parole l’avevano tranquillizzata e si era finalmente lasciata andare. Abbiamo continuato così per dieci minuti buoni, con il respiro di mia moglie sempre più pesante e le mani di Tony sempre più audaci. A questo punto ho effettuato l’operazione più arrapante per me. Toglierle le mutandine. Mi eccita da matti e lo avevamo già fatto altre volte, io e lei, ma mai in presenza di un altro.
Sbottono gli ultimi due bottoni della gonna che rimane appoggiata sulla poltrona e il panorama viene fuori integralmente. Cosce spalancate con il bel reggicalze in mostra. Comincio a scostarle le mutande da un lato mentre Tony (lo avevo avvertito) fa la stessa operazione dall’altro lato.
Le mutande scendono e le faccio fermare all’altezza delle ginocchia. È questa la cosa eccitante. Se arrivasse qualcuno, sarebbe molto più difficile ricomporsi subito. A questo punto Tony slaccia la cerniera dei suoi pantaloni e tira fuori il cazzo. Io prendo la mano di mia moglie e l’appoggio sul suo cazzo. Lei comincia a tirargli una bella sega. Ne approfitto per tastarla fra le gambe e scopro che è già bagnata, lubrificata al massimo. Lo sapevo che una situazione del genere avrebbe eccitato anche lei!
Ero completamente partito. Era la prima volta che vedevo mia moglie con il cazzo di un altro in mano, per di più intenta a divertirsi in maniera sfrontata. Ero eccitato, la infilavo le dita nella fica, che lei allargava più che poteva, ma al tempo stesso pensavo tra di me: «Certo che è proprio una gran porca!». E, come tu sai, per me questo è un bellissimo complimento, non certo un’offesa. Se che anche tu la pensi così.
A questo punto ho tirato fuori il mio cazzo e le ho chiesto di chinarsi a leccarlo un po’, cosa fatta prontamente. Era quindi tutta piegata su di me, con il mio cazzo in bocca, il cazzo di Tony nell’altra mano, e il culo visibilmente in mostra, cosa di cui Tony ha subito approfittato, cominciando a palparla. L’ambiente era davvero bollente.
Il problema è che le nostre evoluzione non sono passate inosservate. Un ragazzo è venuto a sistemarsi nella poltrona dietro la nostra ed è rimasto lì per un po’ di tempo mentre noi continuavamo tranquillamente ad accarezzarci (potevamo fermarci, a quel punto?). Solo che, non contento di ciò che vedeva da dietro, ha deciso di passare nella fila davanti a noi, sulla poltrona in linea con la mia, e si è completamente girato. Penso che lo spettacolo sia stato per lui sublime: in ordine avrà visto le mutande ormai appoggiate a una sola caviglia (gliele avevamo sfilate per facilitare le operazioni!), le gambe larghe, la fica spalancata e ben visibile, perché mia moglie se la depila spesso (anche in questo abbiamo gli stessi gusti, tu e io!), e le sue due mani impegnate su due cazzi ben dritti. Mia moglie, con mio grande piacere, non si è fatta intimidire dallo spettatore. Anzi, sembrava davvero orgogliosa di esibirsi di fronte a un terzo maschio, e ha continuato senza dire nulla. Così siamo andati avanti per circa una decina di minuti: lei in mezzo a me e a Tony, le gambe divaricate al massimo, che sembrava guardare con distacco il film, “tradita” solo dal respiro un po’ ansimante, mentre maneggiava i nostri cazzi turgidi e noi ci davamo il cambio nell’infilarle le dita nella fica e nel massaggiarle la parte interna delle cosce.
A un certo punto lo stronzo ha rovinato tutto. Invece di continuare a guardare, ha allungato una mano e le ha detto: «Sei una gran troia». Non so se è stata la mano o le parole, ma a questo punto mia moglie purtroppo è ritornata alla realtà, si è ricomposta come un missile e si è alzata in piedi. Io e Tony l’abbiamo seguita immediatamente e, come da accordi con Tony, ci siamo salutati lì nel cinema.
Ovviamente io e mia moglie abbiamo continuato a casa nostra e ti garantisco che è stata la scopata più bella della mia vita. E, mentre ero intento a scopare, pensavo quello che sarebbe potuto succedere con te e tua moglie (non molto dissimile da quello successo con mia moglie, credo). Poi, purtroppo, è arrivata la tua telefonata per annullare l’appuntamento.
Pazienza. Sarà per un’altra volta.
Ciao. .

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