Una strana storia d’amore e di passione – Quarta p

Marika mi toglie il cazzo finto e poi, dopo aver rimesso la sedia in posizione, mi slega. Mi fa alzare e subito mi prende letteralmente per le palle e mi trascina verso un muro dove prende una specie di sbarra con delle cinghie. Molla la presa ai testicoli e “tira su le braccia come se fossi su una croce e resta fermo”; mi piazza la sbarra dietro le spalle e poi fissa i miei polsi al palo con le cinghie; c’è anche un collare che mi viene messo al collo. Poi passa dietro di me, si china e mi dice di piegarmi in avanti. Altro moto di paura e vergogna, ma ormai… non avrebbe più senso ribellarmi ora. Armeggia dietro di me e sento di nuovo il suo dito che cerca di infilarsi; ora però la resistenza è decisamente minore, visto che mi son tenuto un cazzo finto ben piantato dentro fino ad ora ed il mio buco deve essersi adattato. Lei ovviamente lo sente e mi fa: “Finalmente vedo che hai capito. Più ti ribelli e più soffri. Meno lo fai e più godi. Semplice, non trovi? In ogni caso, tutti quelli che sono qui, si divertiranno un mondo, sia che tu collabori, sia che resisti. Anzi, alcuni degli ospiti godono ancora di più a domare e torturare chi si ribella.” E ridacchia. Fa un paio di dentro e fuori ed aggiunge un secondo dito; ancora un po’ di dentro e fuori con rigiramento delle dita ed inizio a sentire una sorta di calore che mi sale dalla pancia con le gambe che mi so ammollano. Credo che se ne accorga e mi dice “Ok, ora possiamo passare ad ingioiellarti.”
Ingioiellarmi? Che vuol dire? Sento subito qualcosa di freddo che spinge contro il mio buco; non potendo vedere nulla posso solamente immaginare; la circonferenza di quell’affare però è ben più grande delle sue dito ed emetto un gemito; mi intima di stare buono e visto che stavo oscillando cercando di sfuggire alla penetrazione mi prende per le palle tirandomele indietro verso di se; una nuova spinta e l’affare entra facendomi un male cane; d’istinto mi rialzo ma una nuova spinta lo fa entrare dentro del tutto e…. il dolore sembra attenuarsi; rimane, certo, ma ora sembra sopportabile.
Marika si rialza e soddisfatta mi fa: “Ora hai un bel brillante che ti spunta da culo e al tempo stesso abituerà il tuo culo ad aperture più decenti. Certo, siamo ancora lontani dal normale, ma ci arriveremo, non ti preoccupare.” E ride guardandomi in faccia con soddisfazione.
Mi gira e vedo un gruppetto di persone che stavano osservando la scena; ci sono trans, donne e uomini; alcuni completamente vestiti, altri completamente nudi; alcuni seduti, altri in piedi, altri ancora coinvolti in palpeggiamenti vari; in particolare noto una signora intorno ai 50, vestita con qualcosa di lungo ed ampio, ci guarda con gli occhi socchiusi seduta su una poltrona in vimini con le gambe spalancate e la gonna copre la testa di quella che sembra una ragazza accovacciata tra le sue cosce; immagino si stia dando da fare con la bocca sulla sua vagina. Le trans invece sono nude, in piedi; una ha il cazzo ben piantato nella bocca di un ragazzo che succhia rumorosamente inginocchiato; un uomo si è tirato fuoi il cazzo e se lo sta smanettando allegramente mentre vicino a lui un altro sta smanacciando le tettone della bella ragazza che gli sta davanti in piedi tutta nuda e con le braccia nascoste dietro la schiena mentre una signora seduta a fianco si occupa di frugarla tra le gambe.
“Signore e signori, mi spiace ma dobbiamo andare, la Signora ci attende. Buon proseguimento.” Ed a quelle parole si sente un coretto di delusione e proteste, ma Marika non si lascia distrarre e dopo avermi agganciato una sorta di guinzaglio alla gabbietta mi trascina dietro di se.
La seguo di nuovo per i corridoi della villa in cui ogni tanto incrociamo qualcuno che mi squadra; in particolare una bella signora, un po’ rotondetta ma comunque con un gran bel viso, direi sulla sessantina, mi fa una radiografia completa poi chiede a Marika di fermarsi un momento: “Scusami Marika, ma è lui?” Chiede curiosa mentre mi prende per i fianchi e mi fa fare un giro completo.
“Si è lui.”
“Beh, però Monica poteva scegliere un po’ meglio, non credi?”
“Lo sai Anna, al cuor non si comanda.”
“Dillo a me, mi sono innamorata di una checca che ora starà succhiando qualche cazzone da qualche parte per poi portarmelo a far vedere come un trofeo…” E ridono insieme.
“Vabbè, dai, andiamo dalla Signora che sono proprio curiosa di ass****re.”
Ass****re a cosa? Che cavolo stanno pensando queste?
Ci fermiamo davanti ad una porta, Marika bussa e subito una voce femminile dice di entrare. E’ una specie di salotto abbastanza grande, con tendoni attorno sulle pareti ed una posta finestra grande che da sul parco. Al centro ci sono delle poltrone ed un divano molto grandi disposti attorno ad un tavolo basso ed ampio. La Signora è seduta con le gambe accavallate su di una poltrona, mentre ai suoi lati ci sono in piedi, entrambi bendati e completamente nudi, una gran bella donna con tette belle grandi ed un fisico burroso (avrà intorno ai 35 anni) porta un collare al collo; dall’altra un uomo, con delle pinzette ai capezzoli e le gambe segnate; l’uomo ha un gran cazzo che gli penzola moscio tra le gambe e sembra segnato anche quello. Ai piedi della signora dormicchia un Alano enorme e nero. Sul divano ci sono una splendida ragazza sui 20-25 anni, bionda e completamente nuda, una signora in carne sui 50-60 anni ed un travestito piuttosto giovane, sui 20 anni, anche lui mezzo nudo con addosso solo calze velate bianche autoreggenti ed un paio di scarpe sempre bianche col tacco alto a sipillo; è completamente glabro ed è truccato da battona.
Davanti a loro, sdraiato tra il tavolo ed il divano, c’è un uomo peloso ed incappucciato. Indossa solo un perizoma di pelle nero ed i tre gli appoggiano sopra i piedi: chi sulla faccia, chi sulla pancia e chi sul perizoma. Su un’altra poltrona è seduto un uomo con barba e capelli bianchi dall’aria seria, molto alto e grosso; da seduto non saprei dire esattamente quanto alto ma è davvero imponente. L’ultima poltrona è vuota.
Un po’ in ombra e defilati agli angoli della stanza ci sono quattro enormi uomini vestiti con camicia bianca e pantaloni neri, tre sono neri e rasati ed uno moro, sembra di carnagione olivastra.
Hanno tutti lo sguardo rivolto a noi e la Signora ci accoglie con un lieve sorriso: “Finalmente! Siamo tutti molto curiosi di conoscerti Andrea, Monica mi ha raccontato tutto di questi giorni e notti che avete passato insieme e sinceramente stento a credere a quanto ho sentito.”
Che cavolo le avrà raccontato quella pazza? Ma soprattutto perché?
“Sai, Monica è stata la mia amante e schiava per qualche anno. Eccezionale ragazza, mai conosciuto nessuno con il suo intuito, la sua intelligenza, la sua apertura mentale ma soprattutto il suo grandissimo cuore e bontà. Certo, sa essere una stronza incredibile, magari non proprio quanto me…” e ridacchia “ma comunque non ho mai conosciuto nessuno con la sua crudeltà e perfidia. Insomma, tutto ed il contrario di tutto racchiuso in un corpicino semplicemente delizioso. Direi quasi che incarna la perfezione, si. E tu vorresti privarci di una simile dono del cielo?”
“Veramente io non voglio privare nessuno di alcunché…” stavo iniziando a rispondere quando sento un colpo feroce ai genitali che mi piega in ginocchio. Quella troia di Marika mi ha mollato un pugno. Mentre sono piegato Marika mi sussurra feroce: “Qui parli solo quando ti viene detto, non prima. Capito? Ed ora rimani in ginocchio e chiedi scusa alla Signora.” E mi molla uno strattone alla gabbietta ancora attaccata al guinzaglio.
Eseguo dolorante: “Mi scusi Signora.”
“Non importa, tranquillo. Sei nuovo e non conosci ancora bene le regole che vigono in questa villa. Vedi, questo è una sorta di regno dove io, decido tutto, poi ci sono i miei amici, che vedi qui al mio fianco, poi a scendere ci sono i miei collaboratori, gli amanti e poi ci sono gli ospiti dei miei amici, che nella quasi totalità dei casi sono schiavi e schiave dedicati al nostro piacere, mio e quello dei miei amici. Anche dei miei collaboratori, perché no? Ma prima veniamo sempre io ed i miei amici. Al di sotto degli ospiti, quindi degli schiavi, in questo momento ci sei tu. Questa è la scala gerarchica qua.”
Schiavi??? Ma questi pazzi da dove sono usciti? Inizio ad irritarmi e la Signora sembra accorgersene dal suo sguardo nei miei confronti.
“Dai, vieni Andrea”, mi dice quasi con dolcezza allungando una mano verso di me, ”alzati e vieni qui da me.”
Mi alzo, Marika mi toglie il guinzaglio, e mi avvicino alla Signora passando tra il bestione barbuto ed il tavolo e vado al posto del cane che si alza pigro e va ad accovacciarsi davanti al finestrone.
Quando sono davanti a lei mi mette le mani sui fianchi ed inizia a scrutarmi, passa con dolcezza una mano sotto lo scroto e con un dito dell’altra mano infilato negli spazi della gabbietta carezza e stuzzica il mio pisello. Poi sale senza mai staccare le mani dalla mia pelle fino ai capezzoli che stuzzica con le unghie. Li ho abbastanza sensibili, sembra, e non appena me li toccano reagiscono praticamente subito irrigidendosi e diventando sempre piuttosto duri. La Signora sorride con un misto di sorpresa e compiacimento per quella reazione così immediata. Abbassa di nuovo le mani ai miei fianchi mi gira. Sono tesissimo. Le sue mani salgono fino alle spalle e poi mi preme le unghie sulla pelle scendendo; mi sta graffiando in modo molto sensuale e provo un brivido di solletico e piacere; quando è all’altezza delle mie chiappe me le prende e le palpa per saggiare la consistenza, poi con i pollici mi apre le chiappe.
“Ma è pure ingioiellato!” E’ l’omone barbuto.
La Signora risponde subito con voce calma: “Certo mio caro, pare che il so fiorellino, sia ancora inviolato, quindi dobbiamo considerarlo un vero e proprio gioiellino e come tale abbellirlo.” E ridacchia.
Poi con un buffetto all’interno coscia mi fa aprire le gambe. Con le unghie mi stuzzica lo scroto; provo un po’ di solletico e la pelle subito si raggrinzisce.
“Dai mettiti in ginocchio e alza lo sguardo.” Non avevo notato che sul soffitto ci sono degli schermi cheora si accendono. La scena che mi si pianta davanti mi fa quasi venire un colpo: è Monica che viene scopata selvaggiamente da un negro con un cazzo davvero pauroso mentre è impegniata con la faccia tra le gambe di una donna di mezza età. Un’altra donna, al suo fianco, le tiene le chiappe spalancate e mostra il suo forellino; poi ci sputa sopra e le pianta dentro due dita senza tanti complimenti; le dita poi diventano tre e la donna svanga allegramente e con compiacimento nel suo buchino che si è allargato in modo impressionante. Ci sono altri uomini ed altre donne tutt’intorno ed ognuno incita aspettando il proprio turno per approfittare di quel capolavoro della natura che è il suo meraviglioso corpo. Cazzi bianchi, neri, fighe pelose e glabre, grossi e meno grossi. Tutti attorno avidi di piacere.
Il cazzo, davanti a quella scena a****lesca, inizia a svegliarsi nella sua gabbietta e con il suo risveglio inizia di nuovo il dolore, ma il vederla così mi fa anche male al cuore, così il pisello si rimette a riposo ed il dolore cessa.
La Signora mi osserva con attenzione, mentre gli altri sono occupati a guardare la scena davanti ai loro occhi.
Fa un cenno a Marika che senza dire nulla, prende un bicchiere da un tavolo contro una parete, lo riempie di quella che sembra acqua e glielo porge. La Signora a sua volta lo porge alle mie labbra e mi fa bere.
“Bevi, immagino avrai la gola secca con tutte queste emozioni.” Ha ragione, mi sento la gola arsa e bevo avidamente.
“Piano, non ti strozzare. Ne vuoi ancora? Bene, bevi” Ha un tono ed uno sguardo molto dolce, quasi materno. Con l’altra mano mi accarezza il petto da dietro e mi prende un capezzolo tra le dita strizzandolo e rigirandolo piano.
“Mmmmm che bei capezzolini sensibili che hai, sono una vera delizia. Hai finito di bere? Sei a posto? Bene, continua a guardare quella porca di Monica. Guarda come lecca, succhia e si fa scopare con tanto ardore. Sai? Lei gode veramente. Molte attrici fingono, alcune, a volte, raggiungono l’orgasmo per davvero. Lei invece gode sempre, con chiunque e qualunque cosa faccia. Quella ragazza è in-cre-di-bi-le. Pensa che una volta l’ho fatta scopare persino da Axel (e accenna al cane) e lei ha goduto come una pazza. Pensa che si è infilata il suo cazzo pure nel culo. E non una volta sola!!!
Sei proprio sicuro di volerla? Guarda che soffrirai immensamente. Credimi è meglio se vi lasciate in fretta prima che soffriate tremendamente entrambi. Lei poi non merita di soffrire, assolutamente no. Non ho mai conosciuto nessuno con la sua bontà d’animo. Se non fosse così troia direi che è una santa.
Pensa che non ha mai rifiutato nessuno; davvero, nessuno! Lei, bella come una dea si è fatta scopare da porci schifosi e orrendi e si è tuffata tra cosce umide ed orrende di chiunque glielo chiedesse! Fortunatamente molti sono intimiditi dalla sua bellezza e non osano.”
Racconta tutto questo per farmi male, e lo fa con una dolcezza incredibile sta troia.
Da parte mia inizio a piangere senza nemmeno accorgermene, mentre il pisello inizia a risvegliarsi di nuovo. Ma io non sono eccitato, anzi, mi gira pure la testa, ma che cazzo mi succede?
“Ohhhh finalmente il pisellino si risveglia! Ti piace proprio quella troia, vero? Anche se non sei tu a scoparla! Certo però che ce n’è voluto per fartelo rizzare. Mi sa che te lo terrai così fino a domani.” E ride con soddisfazione e malizia.
Nel frattempo il mio pisello cerca di crescere, ma l’unico effetto che ottiene è quello di farmi entrare la plastica nella carne. Dio che male!!! La Signora lo sa bene e con una perfida mano mi accerezza i genitali aumentando il disagio ed il dolore.
Poi scende e mi impugna saldamente le palle; inizia a stringere prima piano, poi sempre più forte fino a farmi gridare; mi chino per proteggermi ma c’è il tavolo che mi blocca; lei non molla la presa; vuole castrarmi???
Finalmente molla la presa e dice a Marika di togliermi la gabbietta.
La trans mi prende per il collare al collo e mi fa sollevare, ho un male incredibile diffuso per tutto il ventre; taglia quel ridicolo lucchettino di plastica e dopo avermi preso per le palle, con l’altra mano impugna la gabbietta me la toglie veloce senza nessun riguardo.
Vedo le stelle e mi piego ma la trans mi strattona forte per le palle impedendomelo e mi fa rimettere in piedi.
Guardo in basso e vedo ina mappa di segni rossi sul mio povero pisello dolorante che però ora può finalmente diventare duro. Mi toglie infine l’anello intorno ai genitali e mi lascia. Che sollievo.
Dura però molto poco perché la Signora mi dice di salire sul tavolo e di sdraiarmi.
Eseguo e Marika si precipita a bloccarmi le caviglie alle gambe del tavolo legandole con delle corde. Prima una poi anche l’altra fino a che mi ritrovo con le gambe spalancate. Nel frattempo un uomo mi ha bloccato anche la sbarra legandola al tavolo. Bene, ora non mi posso più muovere. Terrore.
La Signora si sporge verso di me e mi sussurra dolcemente: “ Tranquillo, non ti succederà nulla di brutto, a meno che tu non voglia, chiaramente.” E sorride aggiungendo “Dai, goditi lo spettacolo, notevole, vero?”
Interviene il barbone “Ahhhh che femmina, pensa che ha goduto anche quando me la inculavo io. Credo sia l’unica. Le altre hanno sempre urlato e pianto tutte, dall’inizio alla fine. Anche le trans. Vero Marika?” La trans ha uno sguardo di panico e annuisce. Lui sogghigna soddisfatto.
Interviene la signora sul divano: “Silvia, ti spiace se nel frattempo mi faccio ripulire un pochino? Questa checca mi ha scaricato un barile di sborra nel culo!” E ridacchia
Silvia, la Signora si chiama Silvia!!!
“Fai pure cara, tanto io e Marika adesso ci divertiamo con altro. Marika prendi l’occorrente.”
Oddio che hanno intenzione di fare? Ma come cazzo ho fatto a mettermi in questa situazione di merda?
Intanto la signora dal divano si alza e… minchia!!! Ma che è? Un culone cellulitico viene verso di me e… Buio!!! Me lo piazza direttamente sulla bocca mentre la sua figa pelosa mi preme sul naso. Apro la bocca per respirare quando sento una stretta forte alle palle ed una voce che mi dice “Leccala bene, avanti pezzo di merda, altrimenti ti ci faccio una marmellata con questi due fagioli!” E’ il ragazzo travestito!
Mio malgrado mi metto a leccare sotto la minaccia di sto imbecille che giuro me la paga.
La culona si struscia sulla mia faccia e fa scivolare il mio naso tra le pieghe della sua figa fradicia di sperma e umori che colano sul mio viso; mentre cerco di leccare sento anche il sapore dello sperma sulla mia lingua; ma che schifo! Mi tocca pure ingoiare la sborra di sto demente.
“Dai porco, infilami la lingua nel culo, tanto lo so che ti piace, siete tutti uguali voi uomini, un buco e perdete la testa. C’hai pure il cazzettino dritto, visto? Che ti dicevo? Sei un porco come tutti!!”
La culona si agita su di me ed io fatico non poco a trovare aria mentre le infilo la lingua nel culo .
Qualcuno mi afferra per il cazzo e lo scappela quasi con violenza e subito dopo sento un bruciore forte e concentrato sulla cappella.
Lancio un urlo che si perde nell’intestino della culona e lei sembra apprezzare visto il gemito che caccia. Ancora una fitta al mio pisello!!! Ora capisco! Mi stanno colando sopra della cera da una candela!!!
Non posso che urlare in quel culone e quella figa pelosa sopra il mio viso e dimenarmi per cercare di sfuggire a quelle bruciature, quando la Signora (Silvia per gli amici) chiede: “Qualcuno si sieda su questa specie di anguilla pelosa, per favore.”
“Io, io, io ,io!!!” Il travestito non se lo fa ripetere e divertito si siede proprio sulla mia pancia bloccandomi al tavolo e spaccandomi il fiato.
La tortura continua fino a che il calore diventa meno intenso ma diffuso su tutta la cappella. Me l’hanno praticamente ricoperta completamente da uno spesso strato di cera.
La culona viene viene tremando e riempiendomi la faccia di umori: sugli occhi, nel naso, in bocca. Ma almeno non è sperma.
Si alza e al suo posto si piazza la ragazza giovane che era di fianco a lei. “Vedi di farmi godere, altrimenti ti garantisco che ti faccio davvero male.” E mi strizza i capezzoli torcendoli con cattiveria. Urlo e lei si siede subito su di me soffocandomi con la sua figa. Inizia subito a strusciarsi facendo sfregare il mio naso contro il suo buco del culo che ha evidenti segni di uso recente. Ad un certo punto il travestito se ne esce con un “Ma perché non iniziamo ad allargarlo?”
“Ottima idea.” Gli fa eco il vocione del barbone. “Marika, prendi quell’affare per cortesia”.
Intanto qualcuno mi libera una caviglia sostituendo la corda con quella che sembra essere una specie di cavigliera in pelle. Finito di agganciarmela passano all’altra caviglia. Finisco col ritrovarmi le gambe spalancate come prima che però evidentemente sono bloccate da una sbarra. Mi tirano su le gambe e le legano ad una corda che credo scenda dal soffitto.
Bella posizione: sdraiato di schiena su di un basso tavolo con una ragazza che si sta facendo leccare la figa, un travestito seduto sulla mia pancia e le gambe spalancate e tenute in alto. Ora sono di nuovo completamente esposto. Sento che qualcuno armeggia tra le mia gambe per afferrare il brillante che mi esce dal culo e tira; tira forte mi strappa quel tappo dal culo con un gemito da parte mia che scalda ancora di più la signorina seduta sulla mia bocca che tra l’altro mi sta facendo anche male per lo sforzo della continua e forzata attività.
Il tappo viene sostituito subito: mi ungono bene il buco e qualcuno si occupa di infilarmi due dita dentro rigirandole senza troppi complimenti per ungere ulteriormente anche l’interno del mio ano. Mi fanno gemere ma non sembrano preoccuparsene molto, anzi, la ragazza apprezza i mie gemiti dentro la sua figa e continua ad ansimare sempre più forte per finire con un ululato ed inondami la faccia con un vero e proprio spruzzo che mi coglie di sorpresa.
Intanto le dita vengono finalmente tolte ed al loro posto inseriscono quello che credo sia un normale cazzo finto. Sento poi un rumore strano e regolare. Non capisco cosa sia e nemmeno posso alzare la testa per guardare, dato che la ragazza è ancora seduta sulla mia faccia ma dopo poco il fastidio al culo aumenta piano fino a diventare vero e proprio dolore. Capisco ora cosè quell’affare che mi hanno messo: un cazzo gonfiabile che mi sta letteralmente spaccando il culo. Urlo e cerco di dimenarmi ma i due seduti su di me si lasciano andare completamente e mi bloccano giù. A quel punto il travestito (almeno credo fosse lui) mi piglia le palle in mano e strattonandomele mi urla “Fermo o giuro che questi due fagioli te li strappo via.”
Mi blocco e finalmente smettono anche di pompare ma il dolore non cessa.
La ragazza si alza ed il travestito prende il suo posto, solo che al posto di piazzarmi una figa sulla bocca cerca di infilarmi la sua mazza in bocca. Cerco di res****re serrando le mascelle e finisce che lui si incazza di brutto e riprende a strattonarmi le palle.
“Troia che non sei altro apri sta cazzo di bocca! Aprila o esci di qua con le palle in bocca!”
A quel punto la Signora decide di intervenire e senza dire una parola posa un mano sul travestito che si blocca all’istante; poi scende su di me e mi sussurra in un orecchio: “Monica ti ha detto che devi darmi retta?”
“Si Signora!”
“Ti ha detto anche che devi fare tutto quello che ti viene ordinato altrimenti sarebbe finito tutto tra voi?”
Cazzo no, mi ha detto di eseguire, non che la storia sarebbe finita!
Mi faccio coraggio e rispondo: “Non esattamente Signora; Monica mi ha detto di eseguire le sue indicazioni e le sue richieste come fossero le sue, null’altro.” Poi, con le fitte di dolore che mi salgono dal culo, aggiungo convinto fissandola negli occhi: ”E così sarà Signora. Soddisferò tutte le sue richieste, le sue.”
Respiro profondamente e continuo: “Non sono gay, ma se lei desidera che io succhi questo ragazzo, lo farò. Per il suo piacere.”
Mi fissa seria per qualche istante, poi con uno sguardo compiaciuto sentenzia: “Molto bene, davvero molto bene.”
Poi carezzandomi la fronte sussurra: “Sai, questa sera subirai cose che la maggior parte delle persone trova aberranti, tanto che alla fine sarai una persona completamente diversa, migliore. Te lo garantisco.”
Fa una breve pausa e continua “Ora vorrei proprio vedere come succhi il cazzo di questo frocetto che gioca a fare lo stallone bisex. Sai, mi eccita molto guardare uomini come te forzarsi per compiacermi. Lo trovo tremendamente sexy. Anche Monica è come me, lo sai? Per questo è da sempre la mia preferita, direi quasi la mia alter ego.”
E mi sorride dolce e maliziosa. Ma quanto è affascinante questa Silvia? E’ bella, altera ma senza arroganza, modi eleganti, è sensuale, credo anche piuttosto intelligente. Insomma una meraviglia. Potrei proprio innamorarmi di lei. Ma ho Monica in testa, anche se non ho ancora capito se sia per una mera questione di sesso o ci sia anche altro. Ma a proposito, dov’è ora? Che starà facendo?
Sono immerso in questi pensieri quando il frocetto mi ripresenta il cazzo semieretto davanti alla bocca.
La Signora è ancora lì accanto a me che mi osserva con attenzione ed io apro la bocca per accogliere quel cazzo e darle così soddisfazione. Il frocetto emette un mugolio di piacere ed inizia a muoversi come volesse scoparmi la bocca.
Proprio in quel momento riprende a sussurrarmi:“Sai, Monica in questo momento sta facendo le stesse cose: sta succhiando un cazzo mentre un altro la sta inculando per bene.”
Ma come ha fatto? Mi legge nel pensiero?
Interviene la signora che avevamo incrociato nel corridoio e che fino a quel momento sembrava sparita: “Marika, passami quel frustino che tolgo la cera a questo pisellino. Silvia, ma quanta roba gli hai dato? Guarda come è rimasto duro.” E sento che me lo afferra con forza. Roba? Cazzo, ecco perché non si rammollisce: mi hanno dato del Viagra o qualcosa di simile per farmelo indurire…
“Silvia, dopo che lo avrò ripulito, ti dispiace se lo assaggio? Son proprio curiosa di verificare le parole di Monica.”
“Ma certo cara, fai pure. Poi sono proprio curiosa anch’io.”
E subito una fitta tremenda al pisello!!! Mi sta staccando la cera sulla cappella a colpi di frustino!!!
Il travestito si blocca un attimo e mi urla: “Cazzo fai coglione??? Cosa sono quei denti??? Se li sento ancora ti giuro che ti faccio pentire di essere nato, brutta checca di merda.”E mi da una strizzata violentissima ai capezzoli piantandomi dentro anche le unghie.
“Ora mi hai stufato! Lui è di assoluta propietà di Monica e ovviamente anche mia. Finisci e vattene! Non voglio più sentire i tuoi insulti: sei una checca frustrata e isterica della peggior specie, un imbecille maleducato che non conosce nemmeno le regole basilari dell’educazione! Sei qui perché una mia amica ti ha voluto portare e da quando sei arrivato non hai fatto altro che comportarti con arroganza e maleducazione con tutti i miei servi; MIEI, capito? Non tuoi! E questa è una mancanza di rispetto verso di me e tutti i MIEI ospiti, amici, amanti o servi che siano. Anzi, non finire nemmeno. Hakim!!! Johnatan!!! Sbattetelo fuori!!! Ma prima portatevelo di la e spiegategli cosa succederà se mai gli venisse in mente un giorno di dire che è stato qui!!!”
La Signora mi difende!!! Difende me!!! L’ultimo arrivato!!! E con quale grinta!!! Arrivano due armadi uno di colore che letteralmente lo sollevano di peso e lo portano fuori senza tanti complimenti.
“E se tu hai qualcosa da obiettare…” Rivolgendosi alla culona che prima avevo dovuto ripulire.
“No Silvia, anzi, hai fatto benissimo e ti prego di perdonarmi. Non accadrà mai più! Te lo giuro!”
Ora la culona è docile come un agnellino impaurito.
“Molto bene.” Risponde la Signora “Anna continua pure, e tu, perdonami!” Rivolgendosi a me.
Lei chiede perdono a me??? Questa donna può fare di me ciò che vuole! Tutto ma proprio tutto. Le sorrido e chiudo gli occhi come a dirle ora sono pronto per davvero! Sembra che lo capisca e mi sorride dicendomi “Grazie.” E posa le sue labbra sulla mia fronte.
La bella signora Anna accovacciata tra le mi gambe riprende a frustarmi il cazzo. I colpi fanno un male cane ma resisto. Stoico, mi scendono lacrime dagli occhi ma non grido. Mi inarco, ma creco di rimanere immobile.
“Questo è un vero gioiellino!” Esclama la signora Anna. “Scusami Silvia, ma proprio non resisto più.” Ed in un batter d’occhio fa sparire il mio cazzetto nella sua bocca, tutto, fino in fondo. Lo succhia con avidità, quasi con violenza, facendomi sentire anche i denti. Poi mi afferra i testicoli ma non mi fa male. Sento due tre pompate ed il fallo nel mio retto si allarga ancora. Gemo.
Apro appena gli occhi e vedo Marika in piedi vicino alla Signora. Si alza il vestito, sposta le mutandine e scopre un arnese davvero grosso anche se ancora non duro con due bei coglioni che penzolano. Mi guarda con desiderio e mi ficca quelle due palle direttamente sulla bocca.
“Succhiamele dai, lo sappiano tutti che stai sbavando da quando mi hai vista. Monica ci ha detto tutto delle tue fantasie trans, anche se sei terrorizzato; beh, stasera perderai tutte le paure. Succhiamele dai…”
La Signora mi sussurra sensuale “Fai come ti ha chiesto voglio proprio vederti col suo cazzone in bocca e poi bere tutto il suo latte. Ne fa tantissimo sai? Io lo so bene, me ne ha riversato in bocca dei litri” Ridacchia “Mi raccomando, trattala bene. Se lo farai, lei ti farà impazzire di piacere. Sa come fare e lo fa anche molto bene. Lasciati andare…”
Mi rilasso e prendo in bocca quelle palle gonfie; prima una, la succhio e ci gioco con la lingua; passo alla seconda e le riservo lo stesso trattamento. Sembra gradire e si sposta per darmi infilarmi in bocca il cazzo. Lo prendo e succhio. Si mette meglio ed inizia a scoparmi in bocca, prima piano, poi sempre più a fondo. Mi batte in gola ed ho conati ma cerco di res****re e ricoprendo così il suo cazzo di saliva che diventa sempre più grosso e duro. Mi fa male la mascella ma cerco di res****re.
Intanto tra le mie gambe la bella Anna mi sta facendo impazzire: ha smesso di succhiarmelo per prendersi in bocca entrambe le palle e se le rigira in bocca mugolando.
Poi smette e sento: “Qualcuno può occuparsi di me mentre succhio? Marvin, vieni qui e scopami come sai fare. Questo cazzetto mi ha messo una voglia matta. Devo essere un lago!” E si rimette a succhiarmi lo scroto.
Con la coda dell’occhio vedo un’ombra nera che si avvicina e si mette dietro la signora ed armeggia. Dopo poco sento che la signora inizia a muoversi ritmicamente. La stanno scopando ed a giudicare da come si muove devono darle dei bei colpi forti.
La Signora si alza e va verso Anna che viene scopata per bene. Almeno a giudicare dai mugolii. Poi sento: “Maiala che non sei altro. Lasciane un po anche per me!”
Una risata.
Una mano mi accarezza il pisello poi sento un calore sulla cappella ed un contatto molto piacevoli. Poi mi sento succhiare. Mi stanno succhiando in due. Non può essere. La Signora mi sta succhiando il pisello? A me??? Non capisco più nulla: il cazzo in bocca insieme alle due bocche mi stanno mandando fuori e sono sul punto di venire quando la bocca che mi succhia il cazzo smette e sento: “Non ancora, non è il momento! Resisti ed aspetta a venire!” E’ la voce della Signora!
Minchia come faccio??? Mi ero persino dimenticato del cazzo finto piantato quando le pompate ricominciano ed il dolore insieme a loro. Mi sento squarciare e l’orgasmo si allontana drasticamente.
La scena deve mandare parecchio su di giri Marika che si muove sempre più veloce e mi manda il cazzo sempre più giù in gola. Faccio fatica anche a respirare ma Marika non si preoccupa; evidentemente le contrazioni della mia gola devono procurarle molto piacere. Il cazzo sembra irrigidirsi ancora di più e lei si ritrae un poco e viene. Mi sta letteralmente inondando la bocca. Mando giù ma un mi esce dalla bocca. Continua a sborrare. Minchia mi fa soffocare, non riesco ad inghiottire tutto. Mi va anche di traverso ed inizio a tossire. Lei esce e finisce di sborrare sulla mia faccia. Mi ripiglio e lei con la faccia sudata mi guarda e ansimando mi dice:
“Hai una bocca accogliente ed hai resistito anche quando te l’ho infilato in gola. Sei stato molto bravo. Sei una bocchinaro nato! Era come te lo aspettavi? No, non rispondere, se ti è piaciuto riprendimelo in bocca” Apro immediatamente la bocca e lei sorridendo me lo reinfila e questa volta aggiunge: “Si, ripuliscimelo e fammelo tornare duro che voglio ricompensarti per il bel lavoretto.”

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