UN SABATO SPECIALE

admin   10 febbraio 2017   Nessun commento su UN SABATO SPECIALE

“Come va? dormito bene?”… quelle parole mi portarono fuori dal dormiveglia…
Aprii gli occhi ma la mascherina mi oscurava tutto. Selina me la tolse e vidi
la luce della mattina. “Sveglia, mica vorrai dormire tutto il giorno?” disse e
aggiunse maliziosamente “sai che abbiamo da fare, vero?”.
Cominciai a ricollegare il tutto, mi ero addormentato la sera prima con la mia
padrona ed eravamo stati sullo stesso letto, io con le mani bloccate dietro la
schiena con le polsiere in cuoio, lo stesso dicasi per le caviglie…mi resi
conto di avere in bocca una gag-ball fissata con una cinghietta di pelle dietro
la nuca e il plug gonfio nel culo…ero stato tutta la notte in quelle condizioni
mentre Selina aveva dormito ovviamente con la sua tenuta da domina, stivaloni
a mezza coscia, giubbino in pelle e naturalmente guanti in latex al gomito che
coprivano le maniche…il tutto, ovviamente, rigorosamente nero.
Sentii la mano guantata scivolare verso l’inguine e tastarmi i testicoli separati
con l’elastico con forza, mugolai per il fastidio, ma fui rassicurato (?!)…
“Tranquillo, non è ancora ora, ci divertiremo più tardi…”
Nel frattempo mi sentii tirare e ruotare il plug gonfio che non usciva e mi faceva
male…”Dovresti essere pulito, ma per sicurezza andrai a sciacquarti come
sai…” mi disse, sgonfiò un po’il plug e lo tirò con forza facendomi male, data
la dimensione ancora notevole, e lo estrasse incurante dei miei mugolii di dolore.
Andai in bagno e mi feci un paio di doccette nell’ano, l’acqua tiepida veniva
pulita, potevo andare…
Tornai nella sala attrezzata, Selina era già pronta, aveva indossato una gonnellina
corta in latex e un frustino rigido con la parte finale di cuoio intrecciato con un
nodo all’estremità penzolava minacciosamente dal polso…aveva un grosso manico
nevato dall’aria gommosa…”Appoggiati sul tavolo imbottito con il culo per aria”,
intimò mentre mi bloccava di nuovo le polsiere dietro la schiena. Non me lo feci
ripetere, la vidi prendere una grossa siringa piena a metà di crema lubrificante
con una cannula anale in punta…immaginavo a cosa sarebbe servita…
Infatti me la infilò di dietro fino in fondo lentamente, quindi spremette dentro il
buchino tutto il lubrificante e la estrasse. Sentivo colare qualche goccia di
liquido, poi un dito entrare e scorrere avanti e dietro, poi due…la crema si
spandeva e colava…lubrificò l’impugnatura del frustino e me la infilò tutta nello
sfintere, rimase fuori la parte più sottile, non era difficile trattenerla…
“Alzati e cammina lentamente intorno alla stanza”, ubbidii senza esitazione trasci-
nandomi dietro quella sorta di oscena e umiliante coda sotto lo sguardo compiaciuto
della padrona…ad un tratto sciacciò con la punta dello stivale la parte finale
di cuoio intrecciata del frustino che strusciave per terra, provocado l’estrazione
del manico dall’ano facendomi anche un po’ male…”Imbecille, non sei capace nemmeno
di tenere un frustino infilato nel culo!”. Così dicendo lo raccolse e me lo fece
assaggiare con un una scarica di colpi a ripetizione dati con un rapido e sapiente
gioco di polso. Evidentemente era pratica nell’usare la frusta…
Non osai fiatare per il trattamento, e attendevo ciò che sarebbe accaduto…
Selina prese una maschera in latex con i soliti buchi e molto aderente che mi infilò
in testa, poi fu la volta di una gag- mask gonfiabile che mi infilò in bocca
allacciandola ben tesa dietro la nuca, quindi la gonfiò lasciando la pompetta
penzolante, sentivo la bocca piena invasa da quella palla gonfiabile, quindi le pol-
siere furono spostate sul davanti. “Ora vai sul tavolo imbottito e mettiti su un
fianco con il culo a me e metti le mani in mezzo alle gambe…e non osare muoverti
fino a che non te lo dirò io…in ogni caso dopo che ti avrò punito per la tua
inettitudine…” Accese le telecamere e i monitor affinchè potessi vederla mentre si
preparava per sodomizzarmi con uno strap-on della sua nutrita collezione.
Ne scelse uno di buone dimensioni con delle nervature ben evidenti con una robusta
imbracatura in similpelle e cuoio, con due bei testicoli ed un fallo interno per la
sua fichetta depilata…aveva anche la pompetta a siringa per lo schizzo.
Prese delle robuste cinghie di cuoio e mi legò le polsiere alle ginocchia, mi bloccò
la vita e le cavigie a dei ganci particolari annegati nell’imbottitura del tavolo.
Non potevo muovermi, ero sdraiato su un fianco a sua completa
disposizione, aspettavo il momento in cui mi avrebbe infilato il suo strap-on senza
pietà pompandomi fino allo sfinimento…ero intimorito ma anche eccitato, il mio
cazzo gonfio era lì a testimoniarlo, dovevo trattenermi dal godere senza il permesso
della padrona, pena una ancor più dura punizione.
Selina si tolse lentamente la gonnellina nera di pelle guardandomi gelida, cominciò
ad indossare lo strapon con lentezza esasperante, in modo quasi rituale, sapeva che
mi piaceva guardarla mentre si preparava…la osservavo e la mia eccitazione
cresceva a dismisura, temevo di non riuscire a controllarmi…lo sapeva e insisteva
nel provocarmi, succhiò voluttuosamente il fallo che doveva infilarsi nella passerina
e lo lubrificò abbondantemente, anche se non ce ne era bisogno dal momento che
i suoi umori quasi le colavano fuori dalla vagina…lo introdusse lentamente,
indossò l’imbracatura che sosteneva lo strapon facendo scorrere le cinghie
nelle fibbie fissandosela saldamente alla vita…era pronta per infilarmelo nel
culo, il mio desiderio cresceva assieme all’eccitazione, con passi lenti si portò
davanti al mio viso impugnando quel fallo di gomma come se fosse davvero suo…
“E’ bello! Ti piace vero? Non preoccuparti, lo assaggerai presto…vedo che la cosa
ti eccita…” aggiunse infilandomi la mano guantata di latex tra le cosce e
palpandomi le palle e il cazzo gonfio. “Non è ancora ora però”. Mi tirò indietro
il membro teso facendolo sporgere dietro, quindi prese un cordino di plastica piatto
e me lo girò ripetutamente intorno ai testicoli annodandolo forte, mi faceva quasi
male, poi fece lo stesso intorno all’asta rigida che cominciava ad ammorbidirsi,
quindi annodò la striscetta stretta stretta in modo da rendere dolorosa l’erezione…
Prese un po’ di crema sulle dita e cominciò a ungermi didietro con cura, era quasi
ora, sentii entrare dolcemente un dito, poi due e infine tre ogni volta con più
forza, sentivo il membro cercare di gonfiarsi di nuovo ma mi faceva male…
Vidi nel monitor Selina infilare il grosso replicante in una guaina fallica in
silicone lunga 6 o 7 centimetri e irta di protuberanze a forma di semisfera facendola
scorrere fino alla parte centrale dell’asta… in questo modo al centro era molto più
spesso, me ne sarei accorto durante l’uso (!!).
Lo cosparse di crema con cura…Chiusi gli occhi cercando di rilassarmi…Passarono
alcuni secondi che mi sembrarono interminabili e sentii la punta del fallo strusciarsi
tra le natiche a lungo, quindi fermarsi in corrispondenza del buchino…Selina
mi afferrò con decisione e cominciò a spingere, lentamente ma senza esitazione…
La grossa cappella dello strap-on mi trapassò lo sfintere e cominciò a farsi strada
dentro di me…sentii arrivare la guaina, forzare per farsi strada e infine entrare
dolorosamente…passò completamente con i rilievi che si facevano sentire mentre il
buchino si richiuse un po’ nella parte finale dello strap-on, sentii i testicoli di
gomma battere sulle natiche…poi cominciò lentamente a tornare indietro fino ad
uscire. quindi rientrare di nuovo, poi uscire e rientrare ancora e ancora e ancora…
poi rimase dentro, mi pompava, forte, sempre più forte…la guaina all’inizio
provocava dolore, poi un po’ meno, ma dopo essere stato sodomizzato a lungo senza
pietà, avevo il culo che mi faceva davvero male…nonostante ciò la situazione mi
eccitava ma la corda stretta sul cazzo mi impediva dolorosamente l’erezione.
Selina ansimava in preda ad un orgasmo dirompente mentre mi colpiva con forza le
natiche e mi pompava con degli affondi terribili, facendomi sobbalzare ad ogni colpo
dicendomi che ero la sua puttanella e che meritavo solo che mi sfondasse quel culo
da troia culo come stava facendo… Infine si fermò con lo strap-on infilato fino
in fondo rimanendo così per un tempo che mi sembrò eterno, poi lo estrasse
lentamente. Riaprii gli occhi, ma non feci in tempo a rilassarmi che me lo ritrovai
di nuovo dentro fino in fondo…”Ora avrai il tuo premio, puttanella” mi disse…
e mi svuotò la pompetta per lo schizzo tutta nel culo, sentivo il liquido vischioso
e tiepido dentro in quantità, mi sembrava che cominciasse a colare fuori.
Selina si slacciò lo strap-on e se lo sfilò dalla fichetta grondante, me lo legò
intorno in modo che non si sfilasse e mi lasciò con quel cazzo di gomma nel culo con
la parte che aveva infilato dentro di se oscenamente fuori come una coda. Mi assestò
una pacca sul culo. “Ciao puttanella, a domattina” mi disse e se ne andò lasciandomi
così.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *