Schiava sessuale – la festa (svolgimento)

Quando depose a terra il bicchiere, una volta pieno della mia sborra, ora vuoto, fu come se s**ttasse un segnale. Gli uomini si avvicinarono, tutti insieme, la sollevarono da terra, spogliarono del poco che indossava, e venti mani cominciarono a frugarla ovunque, sul corpo e dentro. Chi le infilò due dita in bocca, chi nel retto, chi in figa, altri le morsero i seni, le cosce… Era circondata da mani e bocche che si sfamavano di lei, un orgia di piacere, i sensi infiammati, stimolazioni continue. Fu deposta sulla sedia da dentista, che venne regolata verso il basso. Cominciava la festa. Uno ad uno, gli uomini si spogliarono e mostrarono le loro notevoli verghe. Uno le si infilò nelle gambe e dritto nella sua figa, senza lubrificarla, tanto era fradicia da fare schifo. Un secondo le andò alle spalle, infilandogli il cazzo in gola. Due si fecero di lato, e lei li segò con mestiere. Gli altri si misero, letteralmente, in fila. Quello dentro la figa uscì un momento, la sollevò di peso per mettere in mostra il culo, e se lo prese senza tante storie. Un quinto uomo si mise davanti a lui, scavalcandolo, e si pose sopra le tettine di lei. Non erano tette da spagnola, arrivavano giusto a formare due coppette, ma lui non voleva segarsi con loro, le martellò con il cazzo, sopratutto sui capezzoli, che poi torse senza tanti complimenti. Lei guaì nonostante la bocca piena, poi squirtò quando sentì il primo scaricarsi nel suo retto, pur con addosso il gommino. Finchè si facevano la bocca, potevano stare senza, quando penetravano uno o tutti e due i buchi, dovevano mettere il preservativo, era una regola, anzi, era l’unica regola, della serata. Il suo posto fu preso subito da un altro, che fece il percorso inverso: prima le penetrò il culo, e finì in figa. Nel frattempo, quello che le scopava la gola non era ancora venuto, creando un pò di malumore in quelli che aspettavano, così feci cenno a lei di sbrigarsi. Mollò per un attimo i due che stava segando, con una mano prese i coglioni ed infilò il medio dell’altra mano dell’ano del tipo, che, stimolato prostaticamente, sborrò all’istante, un fiume di sborra che lei ingoiò con ingordigia. Subito un altro le si fece sotto, e lei riprese a segare i due che le vennero sulla pancia. Sotto con altri due con la mano, mentre un terzo le scopava la figa, ad un ritmo così elevato che la sentiva bruciare. Questo si limitò a scoparla lì, e quando le sborrò sulle tette, le lavò per intero. Quando tutti gli invitati alla festa, escluso il mio amico, ebbero raggiunto il primo orgasmo, ci facemmo avanti noi. Sollevai la mia troietta dalla sedia, e presi il suo posto, me la impalai sul cazzo, sfondandole il culo come adoravo fare, ed il mio amico la dilatò davanti. Lui aveva il mio permesso di penetrarla senza preservativo. Proseguimmo la doppia a lungo, quando stavamo per venire, lui uscì dalla figa e mi raggiunse nel suo culetto, per un doppio clistere di sborra mastodondico, che lei approvò con l’ennesimo orgasmo squirtante. Quando uscimmò, colò sborra e squirt a terra, e quando la vidi scendere a terra, e leccare i liquidi, capii che io quella donna l’avrei adorata per sempre.

La presi per i capelli, sollevandole la testa da terra, e le diedi da leccare il mio cazzo e quello del mio amico. Quando ebbe eseguito il compito, la presi in braccio e portai in bagno, dove le feci una doccia veloce, prima con il mio piscio, e poi una vera e propria. Tornò nel salone pulita, e di nuovo fu presa dai dieci uomini, palpata ovunque, ed infine deposta sul tavolo. Uno sopra il tavolo a scoparla in bocca, uno sotto di lei a farle il culo, uno in piedi in mezzo alle sue gambe a scoparla in figa, e due ai lati a farsi segare con le mani. Erano in dieci, fecero due gruppi, e continuarono ad usarla fino a quando tutti e dieci, in un buco o nell’altro, nella sua bocca o sul suo corpo, raggiunsero l’orgasmo. Il tavolo non ispirava me ed il mio amico, quindi passammo alla cavallina. Lì si sarebbe svolta la parte sadomaso della serata. Fu legata mani e piedi con i vari arti alle estremità della stessa, con la testa rivolta a sinistra, a pancia in giù. Ad ognuno dei partecipanti fu fornito un attrezzo con cui colpirla sulle natiche e sulla figa, completamente esposte. Le misi una ball gag, e fui il primo a cominciare. Le diedi cinque colpi di verga sulla zona perineale, poi toccò al mio amico, che la colpì con la cinghia dei pantaloni, sempre cinque colpi. Toccò poi agli altri. Uno usò un frustino da cavallerizza, un altro una frusta a nove code, un terzo una canna di bambù. Gli altri usarono: cinghia, frustino, rattan cane, verga, un profilato di alluminio, di nuovo la cinghia, e per ultimo un frustino con sopra attaccato il filo elettrico. La zona ne uscì violacea, striata di colori vivi, ed il dolore che provò, fu veramente intenso. Tanto dolore non fu comunque vano, visto che lei, nonostante il dolore ed i colpi subiti, era bagnata fradicia, ed aveva 12 cazzi in mostruosa erezione pronti di nuovo per lei. Fu fatta accomodare sul divano, e li tutti, nessuno escluso, usufruirono della sua bocca, in pompini attivi (loro che le scopavano la bocca) o passivi (lei che li pompava). Ingoiò tutti e dodici le sborrate, non perdendosene una singola goccia.

Per concludere la serata in bellezza, la portarono sul letto matrimoniale. In quel talamo di lussuria, la cosa venne organizzata a gruppi di tre, con un uomo di fiducia del mio amico che avrebbe fatto parte del nostro terzetto finale. Un uomo sotto di lei, lei nel mezzo, uno sopra, ed uno a cui dedicare mani e bocca. Doppie penetrazioni continue, con lei sdraiata ed aperta sia sulla pancia sia sulla schiena, con quello che si beccava la bocca e le mani in alternanza con gli altri. Alla fine, quando si coordinavano, che stavano per venire, si riunivano ai piedi del letto, lei sdraiata con la testa verso di loro, e le scaricavano la sborra dove preferivano. Qualcuno le venne sui seni, altri sul viso, altri preferirono fargliela nuovamente ingoiare. Così procedetterò tutti e tre i terzetti. Quello in cui eravamo presenti io ed il mio amico, invece, si svolse diversamente, perchè io e lui ci alternammo dentro i suoi buchi, ormai aperti, dilatati, esausti, mentre il suo uomo di fiducia si faceva lavorare il cazzo con mani e bocca. Il nostro finale fu diverso, non essendo legati ai preservativi, al contrario di prima, la chiusura fu affidata ad una doppia penetrazione vaginale, che si concluse con un doppio cream pie. L’altro le venne in faccia, imbiancandola, lei la raccolse tutta portandosela alla bocca, poi scese con la mano a coppa sotto la figa, e raccolse tutta quella che ne uscì, per poi berla avidamente.

La serata si concluse nella vasca idromassaggio. Tutti si fecero un bel bagno rilassante, ed alla fine, svuotata la vasca, le donammo tutti la nostra pioggia dorata, che lei ingoiò per quanto possibile. Dopo una doccia rinfrescante per lei, tornammo nel salone a rivestirci, lei fece in due secondi, io ci impiegai qualche secondo in più. Sgomberato il salone da servitori silenziosi ed efficienti, tornammo li poco dopo per trovarci una tavola imbandita, dove ci saziammo egregiamente. Alla fine della cena, il dessert fu nuovamente la mia troia, che girò sotto il tavolo a spompinare fino a riceveer la crema tutti i presenti. Fatto questo, tornammo alla macchina, e le feci fare il viaggio di ritorno attaccata al mio cazzo, mentre guidavo a velocità modesta nel tragitto verso casa. Quando fummo arrivati a casa, la feci staccare, me la portai sopra, con la pancia sul volante, e la inculai fino a farla l’ennesimo clistere di sborra della serata. Quando mi ebbe ripulito il cazzo, salimmo in casa, e ci infilammo a letto a dormire.

FINE

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