Profumo dafne epilogo

il giovedì successivo all’uscita dall’ufficio, Profumo di Dafne trovò una Porsche Cayenne ad aspettarla. Venne fatta sedere nella parte posteriore della macchina dove c’era una donna che non aveva mai visto né conosciuto prima che si era presentata come Mistress Jane. Nella parte anteriore della macchina invece c’era Master Jack con l’autista che le fece presente che durante il viaggio sarebbe stata testata.
Mistress Jane le spiegò che quello a cui erano diretti era uno degli eventi più importanti del jet set europeo amante del bdsm e che le schiave erano state accuratamente selezionate per il loro masochismo e capacità di sottomissione e soprattutto i padroni e le padrone erano tra i più sadici del continente. Le fece presente che lei e i suoi compagni di di sventura erano stati ingaggiati da annoiati ricchi europei per ass****re a uno spettacolo e che quindi ogni errore, ogni comportamento non ritenuto soddisfacente sarebbe stato redarguito pesantamente con un pubblico che spesso incitava alla punizione e al sadismo, Master jack fece poi sommessamente notare che uno di questi era lui e che aveva scelto Profumo di Dafne come partecipante al party.
Mistress Jane diede a Profumo di Dafne dei vestiti da indossare immediatamente e con cui si sarebbe recata al party anche se sarebbe stato più esatto definirli non vestiti in quanto embrava praticamente nuda. Durante il viaggio Mistress Jane armeggiò con la passerina di Profumo di Dafne facendola spesso arrivare alle soglie dell’orgasmo e interrompendosi nel momento topico il che le procurava una frustrazione non indifferente.
Dopo qualche ora arrivarono in una villa che si trovava all’interno di un immenso parco dalla parti di Perugia. Nel parcheggio Profumo di Dafne vide che le macchine dei partecipanti al party erano tutte da sogno da Bentley a Lamborghini ad Aston Martin.
Entrati nella villa c’era un enorme arena specie arena romana dove tra il pubblico si assiepavano i ricchi organizzatori del party, mentre nel palco si trovavano padroni, mistress e schiave.
L’evento si componeva di due parti all’inizio le schiave partecipavano a una specie di giochi senza frontiere con i dominanti presenti e solo le migliori schiave avrebbero poi avuto l’onore di subire una sessione vera e propria, le altre invece sarebbero state selvaggiamente punite per non essere state all’altezza.
La prima prova fu quella dei ganci delle tende: vennero messi dei ganci delle tende sui capezzoli delle schiave e in base al tempo che queste resistevano fu stilata una classifica. Queste sapendo le terribili punizioni che sarebbero spettate alle ultime classificate, in queste prove cercarono di res****re il più possibile e nelle loro facce traspariva tutta la sofferenza che i ganci procuravano sui cappezzoli, infatti questi strumenti hanno la caratteristica di stringere in modo brutale. Il pubblico tra gli spalti sghignazzava sulle difficoltà e sulla sofferenza delle schiave che erano soggette a questa tremenda prova umilandole ancora di più.
Le altre prove non furono più facili: andarono dal solletico brutale con i piedi delle schiave chiusi in una gogna, a clistere, a ingurgitare litri e litri d’acqua senza poter fare pipì, a trasportare carri molto pesanti con persone.
L’ultima prova quella che avrebbe stilato la classfica definitiva della prima fase e avrebbe qualificato una parte delle schiave per le sessioni vere e proprie e un altra parte delle schiave alle punizioni brutali fu quella della cera bollente.
La prova iniziava con la schiava o per meglio dire la malcapitata che veniva distesa in un letto completamente nuda e a cui veniva fatta colare della cera bollente che però non era quella a punto basso di fusione, ma erano cere normali quindi il dolore era decisamente superiore. Avrebbero vinto le schiave che avrebbero chiesto più tardi possibile di interrompere il supplizio.
Profumo di Dafne riuscì a res****re molto a lungo a e comportarsi molto bene in tutte le prove anche se ciò era dovuto più che altro alla disperazione, infatti quello che aveva subito con il bambù sul sederino l’aveva indotta ad avere una forte determinazione per non ripetere l’evento.
Si concluse così la prima fase. La seconda fase iniziò con le punizioni per le schiave che non si erano qualificate. Queste punizioni furono tremende e la cosa provocò ancora più terrore in quelle che dovevano ancora subire il supplizio. La punizione consistette in cinquanta colpi nel sedere delle malcapitate con una frusta a nerbo di bue, cioè una di quelle fruste che si usavano per ammansire i buoi. Le schiave dovevano contare i colpi in modo che tutto il pubblico sentisse il conteggio e se ciò non avveniva il conteggio poteva riprendere da zero per due volte. Poichè tenere un tono di voce normale con questa prova tremenda era praticamente impossibile questo capitò praticamente sempre. Alla fine di queste frustate le malcapitate non riuscivano nemmeno a reggersi in piedi tra gli sghignazzi del pubblico.
Incominciò quindi la fase finale in cui ognuna delle schiave che si erano qualificate per la seconda fase sarebbe stata sottoposta a una sessione con un master o una mistress. In questo caso il giudizio l’avrebbe dato l’applausometro del pubblico.
Profumo di Dafne fu sollevata dal fatto che aveva evitato la terribile punizione del nerbo di bue a cui sapeva di non essere in grado di res****re, ma ancora non sapeva cosa la aspettava.
Profumo di Dafne dovette per la sua prova interfacciarsi con una mistress. La cosa iniziò in modo soft: Profumo di Dafne dovette leccare gli stivali della mistress anche sotto i tacchi, era una cosa a cui era abituata e non ci fece caso.
Era però solo l’inizio a partire dalla seconda prova le cose diventarono più pesanti le vennero fatti ingurgitare tre litri d’acqua e poi le venne ordinato di correre intorno all’arena senza fare pipì cosa che non le riuscì e depositò tutta la pipì per terra. A questo punto la mistress interrogò il pubblico chiedendo cosa avrebbe dovuto ordinare e la risposta fu falla leccare il piscio, falle leccare il piscio. La mistress allora ordinò a Profumo di Dafne di leccare la pipì. Profumo di Dafne leccò la sua pipì, ma con frequenti conati di vomito il che provocò grida di disapprovazione del pubblico che chiedeva di punirla e in quel momento Profumo di Dafne capì che non avrebbe sicuramente vinto in quanto alle altre schiave questo non era successo.
Profumo di Dafne infatti si classificò ultima tra quelle che si era qualificate per la seconda fase. Le sconfitte vennero però a conoscenza che anche loro sarebbero state sottoposte al nerbo di bue. Alla fine di questo trattamento Profumo di Dafne aveva tremende piaghe sul sedere, ma era rinfrancata dal fatto che questa odissea era finita e la schiavitù era finita.

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