Passione riscoperta per gioco… 07

Verso le 17,30 ci alzammo dal letto e ci preparammo per la sera.
Io mi misi un paio di Bermuda e una t-shirt di Springsteen. Laura invece si mise una minigonna a balze e una camicia bianca annodata in vita. Come sempre molto era sexy.
Quella sera, dopo cena, avremmo dovuto ass****re alle performances amorose di Pia e Angelo quindi non saremmo andati a fare la passeggiata in riva al mare.
Verso le 7 arrivammo nel porticato dove si cenava. Angelo, come al solito era ai fornelli. Mentre Pia si prendeva gli ultimi raggi di sole pomeridiano distesa su una chaiselongue di midollino.
Aveva un bikini nero da cui strabordavano le poppe.
“Stasera linguine alle vongole e branzino al forno con patate”
“Meraviglioso” dissi.
Laura era andata da Pia e probabilmente le stava raccontando di quello che era successo nel pomeriggio. Io mi misi a guardare le notizie sul mio Ipad.
Angelo annunciò che la cena sarebbe stata in tavola da li a cinque minuti. Pia si alzò si levò il reggiseno e gli slippini del costume per mettersi un caffettano nero molto scollato con ricami arabi sul petto e sulle maniche.
Mi accertai che Angelo avesse indossato qualche vestito. Mi tranquillizzai quando vidi che dietro al grembiule c’erano un paio di jeans neri.
La cena come al solito fu ottima. L’atmosfera divenne immediatamente allegra e vivace. Pia, forse per prepararci al dopocena, introdusse qualche argomento piccante. Il più gettonato, sicuramente ispirato da quanto aveva detto Laura, fu: Cosa si intende per tradimento? Seghe e pompini valgono?
Angelo, ignaro di quello che era successo alle nostre mogli in barca quella mattina, espresse il suo parere.
“Io partirei dal bacio. È il più intimo contatto amoroso che si può avere con la persona che ami. Un bacio intenso e profondo, è a mio parere un tradimento con la C maiuscola”
“Vorrai dire con la T” intervenne Pia.
“No, con la C di corna”
Tutti scoppiammo a ridere.
“Ma un pompino in fondo è un bacio intenso e profondo. Solo che invece di essere sulle labbra è sul pene” replicai.
Non potei non notare una smorfia di disappunto di mia moglie.
“No un pompino è un modo di dare piacere più legato al sesso che al sentimento. Il bacio contiene tutte due le componenti. Il sentimento e il sesso. Un bacio appassionato ti fa tirare un po’ il cazzo”.
“Hai ragione.” Dissi “Un pompino non è un atto di tradimento se non c’è un bacio.” Espressi quel concetto per fare capire a Laura che l’episodio della mattina era ormai perdonato e non le avrei certamente serbato rancore.
Gli altri tre presero un amaro centerbe della zona. Era servito gelato e tutti ne gustarono almeno tre bicchierini.
La più vispa sembrava proprio Pia che iniziò a saltellare per il giardino come una ninfa. Ogni saltello scopriva le sue cosce pienotte ma certamente piacevoli da vedere. Il seno si intravedeva dalla scollatura del caffettano. Angelo le corse dietro e Laura di li a poco si buttò in quella danza goffa, sgraziata ma colma di trasgressione.
Dopo cinque minuti di quei movimenti forsennati Pia sia lasciò cadere per terra esausta. Aveva le gambe completamente nude fino all’anca e un po’ di peluria faceva capolino dal suo ventre.
Laura le si avvicinò per coprirla ma Angelo la fermò deciso.
“Lasciala così” disse “non trovi che sia meravigliosa?”
“È vero” rispose mia moglie “fa venire anche a me la voglia di baciarla che non sono mai stata attratta dalle donne”
Angelo, si inginocchiò accanto alla moglie. Cominciò ad accarezzarle le gambe, dapprima sugli stinchi per risalire lentamente fino alle ginocchia. Le massaggiò prima le rotule poi passò nell’incavo posteriore. La cosa doveva piacere particolarmente a Pia perché prese a dimenarsi ed a socchiudere le gambe. Come ad un segnale prestabilito le accarezzò la parte interna delle cosce risalendo di qualche millimetro in più ad ogni passata.
Mia moglie era ad un metro da loro. Anche lei in ginocchio. Lo spettacolo l’aveva catturata totalmente. Si torceva le mani nervosamente. Qualche stilla di sudore le colava sul viso per poi cadere sulla camicetta bianca. Era eccitata e ogni tanto buttava la testa all’indietro con la splendida massa di riccioli che accentuava il movimento. Il suo sguardo passava dalle mani di Angelo al viso in estasi di Pia.
Angelo con il suo lento massaggio alle cosce della moglie era giunto alla sua figa. Come avesse pigiato su un interruttore, non appena sfiorò il clitoride Pia aprì le gambe mettendo a disposizione dei nostri occhi e delle mani del marito le labbra della sua vagina leggermente imperlate dei suoi umori.
Laura s**ttò in piedi, andò sull’amaca a prendere un cuscino. Corse dalla coppia che non aveva interrotto i preliminari. Delicatamente sfiorò i lombi di Pia aiutandola a sollevare il bacino. L’amica fece leva sui piedi ed inarcò la schiena. Subito mia moglie tirò su il caffettano dell’amica fino a sopra l’ombelico ed infilò il cuscino sotto La donna.
La nuova posizione consentiva ad Angelo di avere la figa della moglie più aperta quindi rapidamente vi infilò un dito dentro iniziando il massaggio della parete interna.
Pia si gustava ogni momento della masturbazione che il marito le offriva. Entrava ed usciva dal suo corpo accarezzando il clitoride all’esterno e il punto G all’interno.
Si mise in mezzo alle sue gambe e sostituì la mano con la lingua senza perdere il ritmo.
Leccò, baciò, succhio quella vagina che ben conosceva e che sapeva come portare all’apice del godimento.
Pia venne.
Angelo rialzò il viso dal pasto erotico che aveva appena concluso. Si levò i pantaloni e pose il glande sulle grandi labbra della moglie. Una piccola pressione e il suo cazzo fu come aspirato dentro la figa della moglie. Cominciò a pomparla con forza ma l’eccitazione che era salita nel corpo e nell’anima del mio amico lo portarono all’orgasmo rapidamente.
Fece un balzo indietro ed eiaculò sul prato. Vedevo la sua delusione negli occhi e vedevo lo sconforto sul viso della moglie.
Lo sguardo di Pia incontrò il mio e sentii la sua voce dire.
“Ti prego Sergio, finisci quello che ha iniziato Angelo”
“No Pia, gli accordi non erano questi.” Dovevamo solo ass****re al vostro amplesso. Non potrei mai fare questo ad Angelo e a Laura”
Alle mie spalle mi giunse la voce di Angelo.
“Ti prego Sergio. Scopala”
“Ma cosa stai dicendo. Siete diventati matti voi due?”
“Ti prego Sergio Scopala” questa volta era stata mia moglie a parlare.
“Laura. Anche tu dici questa cazzata”
Laura si alzò in piedi, venne verso di me. Mi baciò profondamente facendomi sentire la sua lingua all’interno della mia bocca.
Con una mano dietro la nuca premeva la mia bocca sulla sua. Con l’altra iniziò ad accarezzarmi il cazzo. Fece scendere la zip ed estrasse il mio pene, ormai durissimo. Si inginocchio ed iniziò a leccarmelo e a succhiarlo. La sua lingua mi faceva sempre un effetto dirompente. La testa mi si svuotava e mi concentravo solo più sulle mie sensazioni e sulle mie emozioni.
Laura si mise in piedi ed afferrando saldamente il mio uccello mi porto verso Pia che era ancora sdraiata sul prato con il cuscino sotto le reni. Mia moglie sembrava una sacerdotessa dell’amore. Mi fece inginocchiare tra le gambe dell’amica. E guidò il mio pene all’interno della vagina bollente di Pia.
Fu mia moglie che inizio a spingermi delicatamente dentro la donna. Come se fosse un volano Il mio corpo partì ed iniziò dapprima lentamente per poi aumentare il ritmo nel giro di un paio di minuti. Pia fremeva sotto ogni colpo. Sembrava cercasse di prendere ogni centimetro del cazzo che la penetrava sia in lunghezza che godendone su tutta la superficie. Sembrava un’idrovora aspirante che trascinava dentro di se il palo di carne che la stava stantuffando.
Gridò fortissimo. Pensai di averle fatto male o che un insetto l’avesse punta. Invece stava godendo. Il suo corpo sembrava colto da una crisi nervosa sussultava e si torceva nello spasimo dell’orgasmo. Mi spinse via e chiamò il marito perché desiderava essere baciata da lui mentre ancora stava godendo del piacere provocatole da un altro uomo.
Mi alzai in piedi stupito. Il mio pene, come se si fosse offeso, si stava ritirando quando Sentii Laura avvicinarsi e dirmi:
“Ora ti aggiusto io mio caro ed unico amore”
Si sfilò rapidamente gli shorts di jeans, e levò la maglietta. Si trovò nuda sul prato con la luce delle numerose torce alla citronella che illuminavano il giardino. Si mise carponi e mi incitò a penetrarla in quella posizione.
Devo dire che non sono un estimatore della posizione della pecorina ma non mi sembrava il caso di sottilizzare.
Avvicinai il mio ventre alle sue natiche ed infilai il mio uccello, che nel frattempo era tornato in splendida forma, dentro di lei. Mi stupii della quantità di umore che bagnava la sua figa.
Cominciai a pomparla, ma furono sufficienti veramente pochi colpi per far si che il suo corpo iniziasse a vibrare e la sua bocca ad emettere il gemito che annunciava l’orgasmo. Stavo per lasciarmi andare anche io e riempirla del mio sperma quando vidi Angelo e Pia avvicinarsi a noi due.
La donna si sdraiò sotto di me ed inizio a leccarmi i testicoli e il perineo. Il marito invece si mise davanti a Laura con il cazzo a qualche centimetro dalle sue labbra.
Non sapevo se godermi il momento o alzarmi mandando tutti al diavolo. Anche se della mia posizione non era visibile quello che stava accadendo al pene di Angelo, capii dai movimenti della testa di mia moglie che ormai era stato aspirato all’interno della sua cavità orale e mentre io la scopavo da dietro ogni colpo spingeva il cazzo del mio “amico” a fondo nella bocca di mia moglie.
Come era già successo poco prima Angelo ci mise poco a raggiungere l’orgasmo che venne nella bocca di mia moglie.
Appena estratto il cazzo dalla bocca Laura girò il capo verso di me e mi lanciò uno sguardo di complicità e soddisfazione e sussurrò.
“Finalmente.”

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