Passione riscoperta per gioco! 03

Pensavo continuamente alla cosa più eccitante di quella sera. Mia moglie nuda andava a parlare l’uomo con il cane.
È vero che la siepe la copriva quasi interamente mentre gli parlava, comunque aveva offerto per qualche secondo la stupenda visione del suo corpo nudo. E lo aveva fatto come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Il mattino dopo cercai Angelo, non vedevo l’ora di raccontargli tutto e sentire il suo parere.
Una collega mi disse che non stava bene e che sarebbe venuto nel pomeriggio.
Alle 14,30 entrò in ufficio con il viso scavato tipico delle persone che hanno esagerato con qualche chupito di troppo.
“Ehi Angelo, quando puoi ti devo parlare” Lui fece un cenno con la testa e si sedette alla sua scrivania.
Verso le quattro si alzò per andare nella saletta del caffé. Lo seguii.
“Sai ti devo raccontare cosa è successo ieri sera”
“Scusa Sergio ma non ho testa per ascoltare le storie degli altri. Piuttosto devo farti una richiesta molto particolare. E visto che abbiamo raggiunto un livello di confidenza straordinario sui nostri racconti sulle esperienze sessuali delle nostre rispettive coppie, posso chiedere solo a te.”
“Dai parla, non farmi stare in ansia. Cosa è successo?”
“Ieri sera io e Pia siamo andati in quello spiazzo per scambisti che si trova dietro il parcheggio di quello spaccio di dolci che c’è a Saronno. Volevamo guardare cosa succedeva e magari farci una bella scopatina in macchina. Siamo arrivati verso mezzanotte e c’erano una decina di auto. Dopo un po’ vediamo un uomo che si avvicinava alle macchine ferme e guardava dentro con attenzione. Quando ha raggiunto una macchina a qualche metro da noi il xxx putas finestrino dalla parte del passeggero è sceso e abbiamo potuto vedere il viso di una donna che spuntava dalla penombra dell’auto. Ha cominciato ad accarezzare l’uomo sulla patta dei pantaloni, poi ha fatto scendere la cerniera e gli ha leccato per un po’ il cazzo poi ha cominciato a succhiarglielo. Dopo un po’ lui gli è venuto in bocca. Lei ha raccolto fino all’ultima goccia con la lingua e poi ha fatto risalire il finestrino. L’uomo si è sistemato ed è tornato sui suoi passi per salire sulla sua macchina”
“Credevo che queste cose fossero solo frutto della fantasia ma invece succedono davvero. Chi l’avrebbe detto”
“Non è finita. Pia ha cominciato a dirmi che voleva che anche io facessi la stessa cosa. Io non ne avevo nessuna intenzione. Così cominciammo a litigare. Nel pieno della discussione due colpetti sul finestrino destro ci interruppero. Pia senza darmi il tempo di dire una parola tirò giù il cristallo. C’era un uomo con il cazzo già pronto a pochi centimetri dal viso di mia moglie. Pia ha allungato una mano per prenderlo. Non ce l’ho fatta. Ho messo in moto la macchina e siamo tornati a casa. Tutto il viaggio di ritorno mi sono sentito dare dell’ipocrita, del retrogrado, dell’impotente. Insomma tutti i peggiori epiteti che si possono dare ad un uomo io li ho ricevuti. In effetti avevamo detto che andavamo a guardare e niente altro, quindi mi sentivo ampiamente dalla parte della ragione ma evidentemente il mio cazzo non bastava più a mia moglie. Desidera spingersi sempre un po’ oltre.”
“Beh capisco il tuo turbamento. Vedrai che passata questa fase si calmerà e tornerà quella di sempre.” Gli dissi per rincuorarlo.
“Ma io non voglio che torni ad essere l’addormentata di prima. Ora però forse sta esagerando”
“Ho capito. Ma cosa mi volevi chiedere?”
“Questa è la cosa più imbarazzante che ho fatto nella mia vita. Pia vuole che tu assista ad un nostro amplesso. Senza intervenire ma vuole che tu sia li mentre scopiamo”
“Ma come ti viene in mente un’idea del genere. Io sono un uomo sposato e certe cose non le faccio. Scordatevelo tutti e due.”
“Ti prego Sergio, parla con Laura, fatti dare il permesso. Ne va del mio matrimonio.
“Non ci penso nemmeno. Ti saluto”
Me ne andai arrabbiatissimo e tornai al mio lavoro.
Appena aperta la porta di casa sentii un profumino arrivare dalla cucina. Laura mi aveva preparato una cenetta a base di pesce. Spaghetti alle vongole, ceviche, gamberoni e per finire un simbolico tirami su.
Mentre mangiavamo raccontai dell’avventura di Angelo e Pia della sera prima. E poi le dissi della richiesta di Angelo di fare da spettatore ad un loro rapporto sessuale.
Scoppiò a ridere, tra una risata e l’altra mi prendeva in giro.
“Avrei voluto vedere la tua faccia. Chissà se avessi accettato cosa avresti dovuto fare.” E rideva.
Terminata la cena mi misi come al solito a leggere sul divano mentre lei rassettava la cucina.
“Buona notte Sergio. Vado a dormire perché sono stanchissima.”
Era il chiaro segnale che quella sera lei non aveva voglia di fare sesso e quindi che potevo starmene li a leggere per tutto il tempo che volevo.
Verso mezzanotte andai a dormire anch’io e mi addormentai come un sasso.
“Buongiorno amore. Ti preparo subito il caffé.” Mi disse Laura appena entrai in cucina.
“Sai ho pensato a quello che ti ha chiesto Angelo e credo che dovresti accontentarlo. Se per loro è così importante perché non aiutarli. Non vorrai avere sulla coscienza il loro matrimonio?”
“Tu sei matta. Immagina che imbarazzo. Non ci penso nemmeno. Se il loro matrimonio è finito allora è meglio che se ne facciano una ragione.”
“Ho pensato ad una cosa. Proponigli che gli faremo da spettatori tutti e due. Mi farebbe piacere accompagnarti. Ce ne staremo li sulle poltroncine a guardarli mentre scopano. Magari impariamo qualcosa.”
“Laura, ma cosa ti sta succedendo?”
“Sai” mi disse guardandomi negli occhi “I racconti di quei due mi hanno aperto una porta e mi hanno fatta entrare in una nuova stanza della nostra vita sessuale. Credo che tutti e due dobbiamo loro molto”
Non avevo mai pensato alla cosa da questo punto di vista. Era vero I racconti di Angelo avevano veramente fatto fare un balzo di qualità ai nostri rapporti sessuali e quindi forse avremmo dovuto sdebitarci.
“D’accordo. Ci penserò”
In ufficio Angelo mi lanciava sguardi carichi di vergogna. Doveva essere stato pesante per lui farmi quella richiesta. D’altra parte era sempre stato un buon amico e quindi perché non dargli una mano.

“Angelo ti devo parlare” gli dissi passandogli accanto.
Mi seguì nell’area caffé.
“Ho parlato con mia moglie della tua richiesta di ieri. Lei è d’accordo ad una condizione.”
“Quale?”
“Vuole ass****re anche lei. Ce ne staremo li in un angolo senza intervenire in nessun modo. Muti come pesci immobili come statue.”
“Per me va bene. Come ti ho già detto per noi non è una novità fare sesso davanti ad altre persone. Mia moglie questa volta vuole farlo davanti a qualcuno che conosce.”
“Allora siamo d’accordo, mi farai sapere quando vuoi che passiamo a casa tua e ci saremo”
“Grazie Sergio, e ringrazia anche Laura. State salvando il nostro matrimonio. Dopo la litigata dell’altra sera francamente avevo poche speranze di aggiustare la nostra relazione”
Ero abbastanza stupito dal fatto che Angelo avesse accettato subito senza consultare la moglie ma avevo letto nei suoi occhi la paura e la disperazione di un marito innamorato.
“Laura, Angelo ha detto che va bene”
“Lo so, mi ha già telefonato Pia e mi ha raccontato tutto. La sua versione è un po’ diversa ma alla fine è contenta che ci sia anche io”
“Come sarebbe che c’è un’altra versione?”
“Pare che Angelo da mesi continui a dirle che vorrebbe vederla nuda in mezzo agli altri, che gli piacerebbe vederla succhiare il cazzo di uno sconosciuto, che vorrebbe vederla presa da altri uomini mentre lui sta a guardare. Sai le solite cose che ci si dice per aumentare l’eccitazione mentre si scopa. La differenza sta nel fatto che Angelo queste cose gliele diceva in qualunque posto si trovassero. Al supermercato, passava un ragazzo accanto a loro e lui cominciava con il sussurrale nell’orecchio quanto doveva avercelo lungo, quanto sarebbe stato bello se lei gli avesse fatto un pompino in mezzo alla corsia, e altre cose del genere.
Una sera Pia si è scocciata e ha chiesto ad Angelo di essere portata lungo il viale vicino al cimitero. Si è vestita in modo un po’ vistoso e si è fatta lasciare lì come se fosse una delle tante puttane che costeggiavano la strada. Angelo si è sistemato ad una trentina di metri in modo da vedere bene quello che succedeva e per essere pronto ad intervenire se le cose si fossero messe male.
Insomma, per farla breve, diverse macchine si sono fermate per chiedere la tariffa e per guardare Pia da vicino. Il prezzo richiesto dalla moglie di Angelo era altissimo e nessuno naturalmente avrebbe accettato. L’esperienza che Pia voleva fare era quella di dimostrare a suo marito che anche lei poteva puttaneggiare con altri. Una macchina di lusso si è fermata e il conducente ha accettato la richiesta di Pia che a quel punto non sapendo cosa fare si è messa a correre verso l’auto di suo marito e vi è salita sopra spaventata. Arrivati a casa però è saltata addosso ad Angelo e lo ha scopato con passione. Guidando lei la danza. Quell’iniezione di adrenalina le ha fatto capire che il desiderio di trasgredire era certamente nascosto ma molto potente anche in lei. Da allora cerca di provocare Angelo per portare il loro livello di eccitazione al massimo. Ogni volta sempre di più”
Dopo aver sentito la versione di Pia, che più o meno coincideva con quella di Angelo dissi a mia moglie che ora non si trattava che aspettare l’invito dei nostri amici.
Terminata la cena come al solito mi misi sul divano a leggere.
Laura entrò in salotto in costume da bagno.
“Scusa se ti rompo ma siamo prossimi alle vacanze ed è ora di fare la tradizionale prova costume”
Quella che lei aveva definito “tradizionale prova costume” in realtà non l’avevamo mai fatta ma l’assecondai come se fosse una vera abitudine prevacanze.
“Ecco questo è il primo prendisole”
Aveva indossato un elegante abitino di cotone color tortora, leggermente trasparente. Sulle spalle due sottili spalline sostenevano il poco peso del prendisole. Le gambe erano coperte fino a poco sopra il ginocchio.
“Che ne dici?”
“Classico. Molto elegante.”
Tornò in camera e dopo qualche minuto tornò con un abitino bianco stile impero. Una sottile cintura la cingeva appena sotto il seno sottolineandone la forma. Coscia scoperta a metà. Saltellando come una bimba mostrava tutto il bendidio che stava sotto l’abito.
“Questo ti sta anche molto bene. Però abbi cura di metterti il costume sotto. Se no un copricostume senza il costume non svolge il suo ruolo.”
Laura uscì per andare ad indossare il terzo capo.
Questo era decisamente molto particolare. Sembrava una rete da pesca. In realtà non copriva niente perché le larghe maglie della rete permettevano di vedere tutto quello che c’era sotto.
Naturalmente Laura non indossava il costume e quindi il suo corpo nudo era tutto ben visibile.
“Ecco questo magari eviterei di portarlo in valigia.” Dissi sorridendo.
“Avvicinati.” Mi disse con voce roca.
“Ma cara, siamo in spiaggia. Non vedi quanta gente c’è?” iniziai a giocare.
“Non importa, uno dopo l’altro me li voglio proprio passare tutti. Uno per uno.” Mi rispose stando al gioco.
La raggiunsi in mezzo alla stanza. Mi diede un bacio profondo e mi accarezzò prima il petto e poi scese fino all’inguine. Prese la mia mano e se la appoggiò sul seno. La sua lingua inseguiva la mia per poi sfiorarmi con essa le orecchie, il collo per poi rientrare nella mia bocca.
D’un tratto fece un balzo indietro per allontanarsi e corse dall’altro lato del tavolo. Mi guardò come per invitarmi a rincorrerla. s**ttai per prenderla di sorpresa, ma lei fuggì dall’altra parte della stanza. Fece per salire i gradini che portavano alle camere da letto. Ma si fermò. Si sedette sul terzo scalino e divaricando leggermente le gambe mi disse con la stessa voce di prima.
“Ecco, adesso puoi prendermi” sottolineando il doppio significato della parola “prendermi”.
La raggiunsi e ricominciai a baciarla. Passai la lingua sul collo e poi scesi sul seno. La rete del copricostume faceva svettare ancora di più i capezzoli che erano straordinariamente eretti.
Laura salì di uno scalino mantenendo la stessa posizione. Mi trovai così al cospetto della sua figa, stupenda e perfettamente proporzionata.
Inizia a leccarla delicatamente tutt’intorno. Cercavo il clitoride tra le maglie della rete. Mentre la leccavo decisi di strapparle quella maledetta rete tanto sexy ma decisamente fastidiosa. L’afferrai e con forza la strappai. Sentii un sospiro da parte sua e poi prese ad assecondare i movimenti che facevo con il capo per raccogliere ogni centimetro quadrato della mia lingua. Mi prese la testa e la spinse con forza sul suo clitoride. Dopo un attimo iniziò quella leggera vibrazione che sapevo avrebbe portato ad un intenso orgasmo.
Infatti iniziò a sussultare e ad emettere il gemito che annunciava il raggiungimento completo del piacere. Premeva il mio viso sempre più forte contro la sua figa e mi tolse quasi il fiato. Finalmente lasciò la presa e si lasciò andare in uno stato quasi catalettico. Mi sollevai e non potei fare a meno di ammirarla in quella posizione. Sdraiata sugli scalini con le gambe aperte, la figa riluceva dell’umidità della mia saliva e dei suoi umori. La testa leggermente piegata, gli occhi chiusi e il respiro pesante. L’immagine della donna appagata.
Andai in bagno a darmi una rinfres**ta e tornai nel soggiorno. Pensai di non rivestirmi. Quindi rimasi nudo.
Lei era ancora nella stessa posizione. Io mi sedetti su divano e attesi. Dopo qualche minuto si mise in piedi. Andò alla vetrata che dava sul giardino. Immaginai per vedere se anche questa volta qualcuno aveva assistito al nostro incontro. Spense le luci di casa ed accese quelle soffuse dell’esterno.
Una penombra bluastra invase la stanza. Si avvicinò al divano e mi prese per una mano e mi trascinò a terra sul tappeto. Il gesto mi colse di sorpresa e battei l’osso sacro in modo deciso.
Si sdraiò di schiena su di me ed iniziò a contorcersi. Strofinava le natiche sul pene e poi lo stringeva tra gambe. Un body massage che durò alcuni minuti fino a portarmi ad avere un erezione importante. Solo allora si alzò in piedi e si girò verso di me. Lentamente si accucciò fino ad appoggiare le labbra della sua vagina al mio glande. Inizio a premere ma in un attimo la sua figa mi aveva completamente inghiottito il cazzo. Iniziò un movimento verticale con una flemma devastante. Prendeva e lasciava il mio pene contraendo ad ogni passaggio i suoi muscoli inguinali.
Il ritmo aumento, le sue mani mi accarezzavano i testicoli, le sue mani si aggrappavano alle mie cosce per imprimere più forza e raggiungere le più recondite profondità. Sempre più veloce. Io assecondavo il suo ritmo spingendo sempre più forte ad ogni colpo. Ogni sussulto la faceva gemere ma lei ne voleva ancora e sempre più forti.
La guardai in viso. Scuoteva la testa muovendo a destra e sinistra la massa dei suoi capelli ricci e neri. Rivoli di sudore le colavano sul collo e sul seno. Ciocche di capelli le si erano incollate al viso dandole ancora di più l’aspetto a****lesco del godimento più puro e intenso. Sempre più forte. Poi una prima contrazione seguita subito da un’altra più intensa. Dalle sue labbra usci un sussurro.
“Cazzo, vengo di nuovo”.
Non resistetti e le innondai la figa del mio liquido. Un fiume di piacere che entrava in lei proprio mentre stava raggiungendo un altro orgasmo.
Mentre con i lombi continuava a muoversi per cogliere le ultime stille di piacere si chinò su di me e mi baciò dolcemente. Poi bisbigliò:
“Questa potremmo rifarla e fargliela vedere ad Angelo”.

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