Passione riscoperta per gioco! 02

Passarono un paio di settimane. La routine si stava lentamente riappropriando della nostra vita sessuale.
Non avevamo mai parlato di quanto era successo quella sera. Né del suo scosciamento sulla pista da ballo né dei palpeggiamenti al bancone del bar.
Devo dire che però mi interrogai molto sul mio comportamento e sulla mia erezione inattesa nel momento in cui avevo visto mia moglie toccata nelle parti intime da un perfetto sconosciuto.
Parlai con Angelo della cosa. Ormai, la vita sessuale delle nostre coppie era diventato argomento di discussione quasi giornaliero.
Lui e la moglie erano tornati per un’intera settimana nel campo naturista sull’isola.
Avevano affittato un bungalow ed avevano passato le sere a passeggiare nel villaggio dove coppie scambiste ed esibizioniste si mostravano ai passanti mentre scopavano senza limiti.
Erano stati invitati a partecipare diverse volte ma Angelo aveva sempre declinato l’invito.
Gli chiesi come mai fosse stato lui a tirarsi indietro. Sua moglie sarebbe stata d’accordo?
“Eh si, Pia ormai non la fermo più. Vuole provare tutto.” Disse Angelo. “Pensa che ha voluto andare in un pornoshop insieme a me ed ha comprato un sacco di roba che non sappiamo come utilizzare.”
Non riuscii a non ridere. Angelo mi sembrava veramente disperato e la sua ricerca della trasgressione stava prendendo una brutta piega.
Una volta arrivato a casa raccontai l’esperienza di Angelo e Pia a mia moglie. Ridemmo di gusto tutta la sera pensando alle espressioni dei due durante l’esperienza sull’isola, e nel negozio di articoli per il sesso.
Laura si alzò per andare a letto, mentre io lessi qualche pagina di un libro che mi stava appassionando.
Tornò in salotto con una leggera vestaglia che le arrivava alle caviglie. Erano anni che non la indossava e mi stupii di vedergliela addosso. Mi passò accanto. Ogni passo l’avvicinava alla porta finestra che dava sulla terrazza. Ogni passo le scopriva le cosce. Ogni passo mi dava un brivido di eccitazione.
Tirò le tende, fece scorrere la porta e raggiunse una delle due ampie poltrone in vimini che stavano sulla terrazza rialzata della nostra villetta.
Quell’angolo della casa era il nostro orgoglio. Era a favore dei raggi solari quasi tutto il giorno e ci si poteva distendere su quelle meravigliose poltrone che mi erano costate un occhio, a leggere un libro ascoltare musica o semplicemente a fare nulla. Le poltrone, come ho detto erano veramente molto belle. Avevano la dimensione di un letto a due piazze sormontate da una specie di baldacchino anch’esso di vimini intrecciati.
L’unico problema di quell’area era che le piante che avevamo piantato per isolare quel nostro piccolo paradiso dalla vista di chi passava davanti a casa nostra, non erano ancora sufficientemente alte quindi la barriera era formata da una siepe di bosso alta un metro e mezzo a ridosso alla cancellata che invece era alta un paio di metri. La siepe avrebbe raggiunto presto l’altezza della cancellata isolandoci completamente dal mondo esterno. Le piante invece avrebbero creato delle aree d’ombra e una barriera visiva da eventuali case alte che pensavamo avrebbero potuto costruire in zona.
In realtà in quella parte della città il piano regolatore aveva previsto solo abitazioni residenziali alte al massimo due piani e quindi nessun palazzo che potesse interferire con la nostra privacy.
Mentre questi pensieri edilizi mi avevano attraversato in un lampo la mente, Laura si era distesa sulla poltrona. La veste da camera ormai non la copriva quasi più. Le gambe erano nude ma dal mio punto di visto non riuscivo a vedere cosa portava sotto la vestaglia. Mi alzai e la raggiunsi. Sotto era nuda.
“Accendi le luci del giardino per favore, non mi va di stare al buio.” Obbedii. Erano le 23 ed a quell’ora non passava più nessuno. Tornai accanto alla poltrona e vidi che Laura nel frattempo ave sciolto il nodo che teneva ancora uniti i due lembi del leggerissimo capo d’abbigliamento e si propose alla mia vista in tutta la sua statuaria bellezza. Sembrava essersi truccata delicatamente e alla luce dei lampioncini del giardino mi appariva ancora più bella.
Non perse tempo. Fece scendere in un attimo la zip dei pantaloni e mise a nudo il mio cazzo ormai in completa erezione. Se lo portò alle labbra e cominciò a baciarlo. Con una mano iniziò ad accarezzarmi le natiche e ad insinuarsi delicatamente tra esse. Leccava ed accarezzava, se lo infilava il più possibile in gola per poi estrarlo e picchettarlo con la punta della lingua. Mi tirò sulla poltrona accanto a lei e accarezzandomi la nuca mi fece capire che desiderava anche lei un’esplorazione orale delle sue parti intime.
Ho sempre amato moltissimo il sapore dei suoi umori. La sua figa ne era già piena e quindi iniziai a passarle la lingua sul clitoride per poi scendere ed entrarle dentro per cercare di raggiungere la sorgente del suo piacere.
Laura si girò. S’inginocchiò sollevando il bacino, appoggiò la schiena alla poltrona ed infilò la testa tra i due cuscini.
Avevo di fronte a me la sua figa perfettamente proporzionata. Le grandi e le piccole labbra erano umide e brillavano alla luce della notte. Ripresi a lapparla in ogni parte con sempre più forza. Le infilai prima un dito e poi un secondo e le massaggiai le pareti interne della vagina. Prese a sussultare sempre più forte. Poi giunse il gemito soffocato dai cuscini. Tolsi le dita e smisi di leccarle il clitoride e guardai il suo corpo scuotersi negli spasmi dell’orgasmo. Il seno aveva preso a danzare, il movimento del corpo portava le mammelle avanti e indietro e ad urtarsi l’una contro l’altra. L’orgasmo di una donna è veramente un evento meraviglioso. Avviene dentro al corpo e come un terremoto raggiunge l’esterno con vibrazioni intense.
Rimase un paio di minuti ferma a godersi fino all’ultima goccia l’orgasmo che l’aveva attraversata nel corpo e nell’anima.
Si girò mi guardò e mi disse.
“Ora scopami”.
Appoggiai la punta del pene alla sua vagina e spinsi lentamente. Quando arrivai in fondo iniziai il movimento inverso ma sempre con una lentezza esasperante. Aveva girato il viso da un lato e si stava mordendo delicatamente le nocche della mano destra. Aumentavo il ritmo fino a raggiungere la giusta velocità per darle piacere senza che il mio godimento giungesse troppo presto.
Ero in ginocchio e pompavo con attenzione. Per trattenermi da un orgasmo prematuro però cercavo di distrarmi e cominciai quindi a guardare le bellezze del mio giardino.
Solo allora mi accorsi che non eravamo soli. Un uomo era fermo dall’altra parte della cancellata e ci stava osservando attentamente.
“Laura, c’è uno che ci sta guardando. Andiamo dentro.”
“L’ho visto, è un quarto d’ora che è li. Non ti preoccupare. È quello del 29 che porta fuori il cane. Dai continua così, non smettere”
Continuai a scopare mia moglie con forza ma la mia attenzione ora era concentrata sull’uomo.
Immobile. La sua espressione sembrava essere stupita come se non volesse guardare ma non riuscisse e staccarci gli occhi di dosso.
Le contrazioni della figa di mia moglie mi riportarono subito a quello che stavamo facendo. Le vibrazioni del corpo di Laura portarono in un attimo il primo fiotto di sperma dentro di lei. Lei iniziò a gemere. Stavolta il suono non era più ovattato dai cuscini e si sentì perfettamente nel silenzio della notte.
Mi lasciai cadere su un fianco.
Laura, non attese i soliti due minuti ma si alzò subito e, completamente nuda si diresse verso l’angolo della cancellata dove si trovava ancora l’uomo.
“Buona sera sig. Testa. Ci scusi, ma sa com’è, ci vogliamo bene e ci piace dimostrarcelo a vicenda.”.
“Scusi signora Laura, non ho mai spiato nelle case della gente” disse il signor Testa con un tono di scuse. “Passavo di qua con il cane e non ho potuto non vedere. E poi non sono riuscito più ad andare via. Mi scusi, non sono un guardone”
“Stia tranquillo. Non c’è niente di male. Le è piaciuto lo spettacolo?”
“Me ne vergogno molto ma credo di essere venuto nei pantaloni insieme a voi”
“Bene, sono contenta. Beh. Buonanotte”
“Arrivederci signora Laura e anche a lei signor Sergio”
Mentre pronunciava quelle parole mi parve di scorgere un sorriso malizioso sul viso di quella persona che avevamo così sconvolto.
Laura, come la più consumata delle puttane entrò in casa con un passo lento e leggermente ancheggiante.
Entrai anch’io in casa e la raggiunsi sotto la doccia. Dopo esserci insaponati e sciacquati a vicenda Laura s’inginocchiò e cominciò a leccarmi il cazzo. La sua lingua percorreva tutta l’asta mentre le sue mani mi accarezzavano i testicoli, le natiche fino ad accarezzarmi l’ano. Le riempii la bocca quasi subito. Il suo discorso con il sig. Testa totalmente nuda mi aveva eccitato moltissimo e poi avevo proprio voglia di uno dei suoi pompini.
Raggiungemmo il letto. Ci scambiammo il bacio della buona notte e ci sistemammo per un buon sonno ristoratore.
“È stato molto divertente scopare con qualcuno che guarda. Aveva ragione Angelo.”
“Devo ammettere che non avrei mai pensato di provare un piacere così intenso nel saperti consapevole di essere guardata mentre ti scopavo. E poi devo ammettere che, il vederti andare nuda verso di lui a parlare come se fosse la domenica in piazza, mi ha eccitato da morire”
“Buona notte amore. E mi raccomando, racconta tutto ad Angelo”

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