Nn e mia ma mi eccita molto nn cancelatela grazie

“Ora ti faccio vedere come vanno trattate le troiette come te!” disse e mi spinse con violenza addosso al muro di cemento. Con una mano mi tenne fermi i polsi dietro la schiena, mentre con l’altra mi dava dei fortissimi colpi sul culo, con la mano aperta. Avevo paura e sentivo le chiappe bruciarmi ad ogni colpo, lo imploravo di smetterla ma per tutta risposta mi arrivò un pizzicotto violentissimo all’interno coscia. Gridai con tutto il fiato che avevo in gola il mio dolore, lui mi lasciò i polsi e mi fece girare. “Spogliati cagna!” mi ordinò. Lo feci senza fiatare, non solo perchè avevo paura, ma anche perchè il mio corpo e il mio cervello stavano avendo strane reazioni: mi stavo eccitando. Mi spogliai fino a rimanere completamente nuda davanti ai suoi occhi che mi guardavano soddisfatti.

Mi ordinò di inginocchiarmi con le mani dietro la schiena, poi si slacciò la cintura dei pantaloni, abbassò la lampo e tirò fuori il suo cazzo già duro. Era molto grosso, come lunghezza era nella media, ma il diametro era paurosamente grande, svettava fiero e maestoso. Me lo infilò prepotentemente in bocca, e con una mano mi spinse la testa verso di sè, fino a farmelo arrivare in gola. Un conato di vomito mi salì in gola, ma lui mi teneva ferma e non potevo muovermi.Cominciò un lento movimento,scie di saliva mi colavano ai lati della bocca.Chiusi gli occhi per non vedere la mia vergogna riflessa nei suoi “tieni gli occhi aperti e guarda quanto sei troia!!”mi disse, continuando a scoparmi la bocca. Poi si tolse all’improvviso da me e indirizzò un fiotto di sperma sulle mie mutandine, abbandonate a terra. Le prese con una mano e me le infilò in bocca, avevano un sapore acre e volevo sputarle, ma due giri di scotch intorno alla mia bocca me lo impedirono.

Si rimise l’uccello nei pantaloni, ma li lasciò aperti, e mi portò in un angolo dove c’era un lettino ginecologico. Mi ci fece sdraiare sopra, mi passò una cinghia attorno alla vita e la legò stretta sotto al lettino. Mise i miei piedi nell’apposito appoggio e li legò,passò anche una corda intorno alle ginocchia tirando la corda all’infuori e legandola alle gambe del letto, in modo che non potessi chiudere nè le gambe nè le ginocchià che rimanevano oscenamente aperte. Infine mi legò le braccia sopra la testa assicurando la corda al lettino. In questo modo era impossibile per me qualsiasi movimento, non potevo muovermi e non potevo gridare… e il solo pensiero di essere completamente in balia della sua perversione mi fece bagnare la figa all’inverosimile. Lui dovette capirlo, perchè avvicinò un dito al mio sesso e lo trovò completamente fradicio “ma allora sei proprio una cagna in calore!Ora ci penso io a farti passare la voglia di scopare!” e mi diede uno schiaffo sulla figa che mi lasciò senza fiato. Tentai di gridare, ma il bavaglio intriso di sperma che avevo in bocca tramutò l’urlo in un gemito soffocato. L’uomo si allontanò per alcuni secondi e quando tornò aveva in mano delle mollette. Capii le sue intenzioni e cominciai a sudare freddo. Lui non mi degnò di uno sguardo e cominciò a mettere le mollette sui miei capezzoli, erano estremamente strette e gemetti di dolore. Ma quello era niente se confrontato a ciò che provai quando mise le mollette sulle labbra della mia figa:un dolore lancinante mi attraversò per tutto il corpo fino al cervello. Non contento, l’uomo si divertì a tirare quelle mollette, provocandomi fitte incredibilmente dolorose.

Poi prese una frusta, tipo quelle che usano i fantini, e mi guardò negli occhi intensamente: potevo vedere la luce sadica che faceva guizzare le sue pupille. Spaventata cercai di divincolarmi, ma le corde e le cinghie che mi trattenevano mi impedirono qualsiasi movimento. Mi sentii del tutto impotente. La frusta si abbattè sulle mie cosce con sconcertante violenza. una, due, tre volte.Le mollette saltarono via, facendomi impazzire di dolore. Urla soffocate cercavano di uscire dalla mia bocca. Continuò a frustarmi anche sul resto del corpo: il ventre, le braccia, le gambe…e per finire anche la figa. Io non riuscivo neanche più a gridare, piangevo solamente. Poi finalmente si fermò, posò la frusta e cominciò a massaggiarmi la figa. Dopo tanto soffrire mi sembrò di rinascere. Certo il dolore c’era sempre, le frustate che mi aveva dato lì avevano lasciato il segno, ma pian piano la mia fighetta si bagnò, i miei umori impregnarono la sua mano, allora con un movimento deciso mi infilò due dita fino in fondo. Gemetti per il piacere misto a dolore. Le sue dita andavano aventi e indietro dentro di me, portandomi a vette di piacere immenso, ansimavo nel bavaglio ormai zuppo di sperma e saliva, le guance bagnate di lacrime e i capelli appiccicosi di sudore. Prima che potessi venire si fermò “brutta troia, non ti è permesso godere!!”disse e mi ritrovai frustrata dal mancato piacere. Volevo urlargi di continuare, di farmi venire, ma non potevo. Mi sentii sconfitta e umiliata. Intanto aveva di nuovo tirato fuori il suo cazzo dai pantaloni, già in tiro. Lo appoggiò sulla mia figa ed io trattenni il respiro, ansiosa di sentirlo dentro di me, ma poi si scostò, come ripensandoci. Lo vidi prendere un oggetto nero, un plug da culo. Lo mise sul mio buco del culo e cominciò a spingere, ero terrorrizzata e istintivamente contrassi i muscoli per impedire a quel mostro di entrare nel mio stretto buchino. Ma fu inutile, continuò a spingere finchè sentii le pareti del mio ano dilatarsi al massimo, la pelle mi tirava, mi sentivo spaccata in due e piangevo senza ritegno. Quando entrò tutto mi sentii come se fossi impalata. nuovamente appoggiò la sua cappella sulla mia figa e spinse fino a far sbattere le sue palle sull’oggetto che avevo nel culo. Un’ondata di piacere mi attraverso per tutto il corpo, misto al dolore per i precedenti maltrattamenti. Si mosse velocemente dentro di me ed ogni volta che il suo cazzo spingeva per affondare in me anche il plug si ficcava a fondo nel mio culo ormai sfondato.Sentirmi riempita davanti e dietro mi faceva impazzire. Potevo sentire l’uomo che ansimava per il grande piacere e questo mi fece godere all’inverosimile, gridavo senza ritegno dentro il bavaglio vicinissima all’orgasmo. Lui se ne accorse…e si fermò!Cazzo si fermò!!Volevo urlare di rabbia..”non puoi godere senza il mio permesso, puttana!Ogni volta che lo farai mi fermerò” disse mentre ricominciava a scoparmi. Nuovamente mi portò ad un passo dall’orgasmo e ancora si fermò…pensavo che sarei impazzita!Quando ricominciò a chiavarmi mi imposi di non godere, ce la misi tutta per trattenermi il più possibile, ma l’impossibilità di godere mi eccitava ancora di più. cominciai a piangere, volevo venire, ma non potevo, volevo muovermi ma non potevo fare nemmeno quello!E quando ero sicura di essere ormai sull’orlo della pazzia, l’uomo disse le paroline magiche che mi liberarono: “ora puoi venire lurida cagna” e affondò due colpi secchi che mi fecero esplodere in un orgasmo potente e liberatorio, mentre la sua sborra mi riempiva la figa e il plug nel culo mi faceva godere di un doppio orgasmo.

Poi si sfilò da me, rimise il cazzo nei pantaloni, stavolta chiudendoli, e se andò..lasciandomi lì, legata e aperta, con la sua sborra che colava dalla mia figa, il mostro nero nel culo e la voglia di essere di nuova selvaggamente scopata.

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