Misteri che tali non sono

Da giovani si fanno le cazzate.
Ad essere onesti si fanno anche da vecchi ma… con molta più cognizione in causa, di solito.
Non avevo trent’anni ma ero già da tempo un frequentatore di queste donne ‘con qualcosa in più’. Salvo casi rari, e tutto sommato senza mai perdere il controllo, non mi ero mai ritrovato in situazioni di pericolo. In questi frangenti, non c’é bisogno di spiegare, i rischi sono sempre molti e di svariata natura.
Uno dei maggiori e più sottovalutati è sicuramente il ritrovarsi a scopare senza protezione, per incoscienza generalmente.
Quella sera d’estate avevo bevuto troppo, cosa alquanto inusuale, trascinato da una compagnia di amici in birreria, ambiente a me virtualmente sconosciuto.
Salutati i presenti in tarda serata, la logica avrebbe imposto di proseguire direttamente per casa ma… quell’impropria botta alcolica mi aveva cancellato ogni residua inibizione e, peggio ancora, aveva compromesso il sacrosanto istinto di conservazione.
Guidando già ubriaco, in modo che a pensarci oggi mi provoca soltanto rabbia e sgomento, arrivai comunque all’altezza di Cervia, dove approcciai un’ombra nera lungo la strada. Dovessi dirvi esattamente che tipa era andrei in difficoltà… piuttosto standard, se vogliamo: giovane, bel fisico d’ebano con due tette troppo grosse ed abbastanza mal fatte da un chirurgo economico… Era relativamente vestita, rispetto a quel che si vedeva lungo quella strada, ed il viso, troppo truccato, appariva eccessivamente liscio ed impersonale. Dal finestrino, prima ancora di ogni altra cosa, mi chiese se l’accompagnavo a casa, ‘vista l’ora’. L’ora ! Era tardissimo ! Non me ne ero neppure accorto… da quanto giravo a vuoto ? Comunque acconsentii senza pensarci troppo e, come dal nulla, si unirono altre due sue amiche all’equipaggio.
La mia autostoppista (?) si presentò ed intavolò pure una conversazione della quale ricordo giusto qualche frammento, ma già la memoria dell’evento inizia a diventare nebulosa… Poi è stato tutto una specie di sogno, un’esperienza onirica della quale, con gli anni, ho ricostruito a grandi linee gli eventi, pur non escludendo di averli in qualche modo inconscio pure modificati. Di fatto arrivai alla casa dove abitavano assieme le tre signorine, da qualche parte nella periferia di Cervia. Saranno ormai state le quattro di mattina, forse le tre e qualcosa… La mia ospite mi chiese se volevo unirmi a loro per ‘divertirsi’ prima di andare a dormire. Ora… in origine non c’era nessun programma riguardo farsi una serata in questo modo e (previdente lo sono comunque sempre in per certi frangenti) in tasca avevo soltanto la patente e poco più, tanto da chiedermi che cazzo c’ero andato a fare in ‘tour’… Devo aver declinato l’offerta, adducendo la corretta motivazione e preparandomi a salutarle, credo… sta di fatto che una delle altre due, che focalizzo come una nera spigolosa e piuttosto maschile, si mise a parlare con quella frenesia tipica dei brasiliani, additandomi alle altre e ridendo sguaiatamente. Insomma… mi ritrovai in qualche modo nel loro appartamento, un tugurio pieno di caos, quasi addormentato su di un divano che aveva di certo visto tempi migliori. Forse il quasi è riduttivo. Mentre boccheggiavo, combattendo una battaglia impossibile contro il sonno e l’alcool, mi ritrovai in mano un bicchiere generosamente carico di un qualche superalcolico che, inconsciamente, trangugia in un colpo. Qui inizia il grande buio. Poi sono soltanto scene, flashback inverificabili. Ho l’immagine di un cazzo nerissimo che mi veniva spinto in bocca a forza, di molte mani che mi tolgono i vestiti senza complimenti. Vividi pochi secondi, con una delle mie carnefici che parla ad un enorme cellulare, un oggetto estremamente raro ed elitario all’epoca.
Poi… Poi mi risvegliai, infreddolito ed intorpidito, in preda ad un furioso mal di testa. Ero dentro la mia macchina, malamente parcheggiata in uno squallido sterrato di campagna, completamente nudo. A fatica mi guardai intorno: i miei vestiti erano stati buttati malamente per l’auto. Recuperando lucidità, cercai la patente che trovai subito. Le chiavi erano inserite nel cruscotto, a quadro acceso. Altro di mio non c’era, ma non era comunque una grossa perdita…
Intorno nessuno, l’orologio dell’auto (il mio swatch da 4 soldi era sparito) segnava le dieci. In effetti realizzai che ero in un vero e proprio campo arato senza abitazioni nelle vicinanze: forse non mi aveva visto nessuno altrimenti, realizzai, qualcuno avrebbe chiamato la polizia.
Mi vestii in fretta e… prima sorpresa. Ai polsi avevo dei segni, come delle abrasioni. Ad una più attenta analisi fu facile intuire si trattasse del segno di legacci di corda, stretti comunque senza convinzione. Molto più preoccupante in resto: rivestendomi mi resi conto di essere impregnato di colla ovunque… aspetta… ovviamente non era colla… Il mio sedile era inzuppato di sperma, seccato eppur ancora m*****o: da dove fosse venuto era fin troppo chiaro. Mi toccai ovunque: non sembravo avere altri residui se non dall’ombelico in giù, ma fra le gambe ero davvero un disastro. Mentre l’adrenalina data dalla preoccupazione faceva velocemente sparire i fumi di quella maledetta sbornia, tornavo velocemente a casa, maledicendomi ad ogni metro: intanto un sordo dolore iniziava a salirmi dal retto, come degli spasmi. Saltando le scale che portavano al mio appartamento controllavo di non incontrare nessuno: i miei pantaloncini estivi erano visibilmente imbrattati. A casa rimasi un’ora sotto la doccia e rimasi a lungo sconsolato guardandomi in mezzo alle gambe… per fortuna sono molto elastico, ma quel giorno mi ritrovavo davvero l’equivalente di una figa slabbrata.Dormii per il resto della giornata. Nei giorni seguenti tentai di ricostruire l’accaduto, tutto sommato palese ma comunque pressoché assente nel mio ricordo. Quel che è successo è talmente chiaro… Le signorine si devono essere divertite un mondo a riempirmi il culo di aborra senza riguardo ! Chiaro che i mesi seguenti furono pesanti: per fortuna non sono ipocondriaco e conosco abbastanza l’argomento, tuttavia avevo vissuto un’esperienza ad altissimo rischio quindi mi tenni sotto controllo più del solito, con ripetuti esami ematici ed usando molto di più ogni precauzione, per salvaguardare me ma anche gli altri. La fortuna mi diede assistenza e non ebbi problemi. Poteva comunque essere un disastro, in quello come da tanti altri punti di vista. In epoca odierna immagino mi sarei ritrovato 1000 foto esplicite in giro per la rete ! Comunque rimane una rabbia: aver fatto evidentemente una mega scopata bareback, che sarebbe sicuramente il sogno di molti mio compreso, e non ricordarsene affatto…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *