Mirko

admin   28 febbraio 2017   Nessun commento su Mirko

E’ successo quando ero alle superiori: ora di ginnastica (classica situazione, lo ammetto), quel giorno i ragazzi della mia classe erano tutti impegnati ad allenarsi per il prossimo torneo di calcetto; io, invece, me ne stavo seduto in panchina, io e il calcio non siamo mai andati d’accordo (ed in generale con la “ginnastica fatta a scuola”!).

Tutto procede come sempre (naturalmente, nel frattempo mi stavo gustando lo spettacolo di dieci ragazzi in calzoncini e magliette sudate!), quando il mio compagno di banco Mirko, che manco a farlo apposta mi piaceva da matti, viene malamente spintonato a terra! Sembra che si sia fatto male, il professore decide quindi di mandarlo in infermeria; io mi fiondo come volontario per accompagnarlo.
Lo aiuto ad alzarsi, e pian piano ci avviamo.
Il solo fatto di stringere il suo fianco, e sentire il suo braccio attorno al mio collo… beh, mi fece sentire ‘sveglio’, ma tentai di non pensarci: insomma, lui stava male (vano moralismo…)!
Arrivati in infermeria, Mirko viene visitato: niente di grave (per fortuna!), ma comunque non potrà giocare per almeno tre o quattro giorni.

Ritorniamo in palestra, il professore decide di mandare Mirko negli spogliatoi, non può più giocare per oggi! Lui è veramente incazzato, voleva allenarsi, ed ora, a causa di questo antipatico imprevisto, forse non potrà nemmeno partecipare al torneo!

Lo accompagno negli spogliatoi, tentando di consolarlo un po’; dopo qualche minuto di chiacchiere, si alza in piedi ed inizia a levarsi le scarpe: “Credo che mi farò una doccia… spero serva a calmarmi”, dice.
Un’improvvisa vampata di calore mi travolge. Annuisco, e balbetto una roba assurda, del tipo: “Oh beh, sì, certo… fai bene… caldo… nervoso… eh, sì”!

Lui fa un sorrisino (il suo sorriso!), poi come se niente fosse (beh, in effetti è un gesto comune), si toglie la maglietta! Non vi dico cosa ho provato in quel momento!
Vedere il suo corpo, i suoi pettorali (non troppo scolpiti, come piace a me), un po’ di peli biondi nel centro, gli addominali, il bordo delle mutande in vista… ero in paradiso!
Continuiamo a parlare, o meglio è lui a parlare, io sono imbambolato, ormai ogni sforzo di calmarmi è fallito, mi sto eccitando… e di brutto… la visione di quel corpo snello, ma allo stesso tempo modellato, mi fa andare in estasi! La conversazione diventa solo un fioco rumore di sottofondo, la mia attenzione è completamente catalizzata dallo “spogliarello”.

Da questo momento, il tempo sembra rallentare: pochi attimi che resteranno per sempre impressi nella mia mente!

Le sue mani che slacciano il filo dei pantaloni, che li tirano giù, mettendo in mostra le mutande, le cosce snelle e tornite, i polpacci sodi.
Si siede, e con una lentezza esasperante (o forse era la mia distorsione del tempo a far sembrare lento il suo gesto), si toglie i calzini: è in mutande! Riesco ad intravedere la forma del suo cazzo… oddio, sto per svenire!
Cerco di non far notare che lo sto fissando lì, quindi alzo lo sguardo e dico qualcosa… che naturalmente non ricordo (che probabilmente non aveva senso!), lui risponde, si alza in piedi, e poi, con un gesto veloce, si toglie le mutande! E’ completamente nudo davanti a me!
Fortuna che ero a sedere, altrimenti sarei caduto!

Bellissimo!

Non mi vengono in mente altri aggettivi per definire lo spettacolo, il suo corpo completamente nudo, il suo cazzo! Vederlo nudo, vedere i peli biondi del pube, il suo arnese a riposo, le palle che sembrano incorniciare questo stupendo quadro! E’ tutto troppo bello per esser vero!
Lui non sembra per niente imbarazzato, credo sia normale per uno che pratica molti sport farsi vedere nudo; si volta verso il suo zaino per prendere il sapone e l’asciugamano, permettendomi così di ammirare il suo bellissimo fondoschiena! Sodo, ben proporzionato, senza traccia di peli; lo spettacolo dura poco, ma il ritorno alla vista frontale certo non mi dispiace!

Ad un certo punto, smette di parlare e lo guardo in faccia: spero di non averlo insospettito!
Per fortuna non è così, assume un’espressione un po’ maliziosa e dice: “Qui ci vuole una bella sega, è il modo migliore per calmarmi!”.

Io mi aggrappo all’ultimo briciolo d’autocontrollo che mi rimane e, tentando di dare un tono scherzoso alla mia voce, rispondo: “Ehehe, schifoso! Mi sa che la tua doccia durerà più del solito, eh?”. Lui ride, e va nelle docce (naturalmente, io non mi perdo nemmeno un secondo della sua “passeggiata”, gustando tutti i più piccoli particolari del suo corpo).

Resto solo nello spogliatoio, sento l’acqua che inizia a scorrere, la mia mente non riesce ad allontanare il pensiero di lui che sotto la doccia si farà una sega! Lui che toccherà il suo cazzo prima molle, poi duro, grazie a movimenti calmi e misurati della sua mano, che diverranno sempre più veloci e brutali, fino a culminare in un orgasmo!
Santo cielo! Ho un’erezione talmente forte che si vede perfino attraverso i jeans!
Dalle docce sento lui che con una voce scherzosa grida: “Oh, sì! Sto godendo!”.

E’ troppo! Non ce la faccio più! Mi slaccio i pantaloni, mi abbasso le mutande e tiro fuori il cazzo: è durissimo, ha una voglia matta di ‘venire’, e chi sono io per non accontentarlo?

Chiudo gli occhi, con una mano inizio a masturbarmi, il suono dell’acqua mi fa da colonna sonora: penso a lui nella doccia che si sta segando, non sapendo che lo sto facendo anch’io, e penso agli altri ragazzi che si allenano in palestra come se non stesse succedendo niente di strano; è una sensazione strana e al tempo stesso malinconica.

Mi alzo, senza pensare vado nelle docce, vedo lui di spalle, non capisco bene cosa sta facendo, forse si sta già segando, mi avvicino fregandomene di bagnarmi, non dico una parola, comincio a baciargli il collo, mentre con una mano scendo lentamente fino a sentire il suo cazzo, inizio a masturbarlo. L’altra mano, nel frattempo, sta esplorando il suo corpo, gli accarezzo i pettorali, gli addominali, e di nuovo su fino al viso, ha un fisico bellissimo!
Si gira, ci guardiamo per un attimo negli occhi, iniziamo a baciarci con una furia ed una voracità inaspettate! Ci baciamo per tutte le ore passate accanto, per tutte le parole che ci siamo detti, per tutti gli sguardi che ci siamo scambiati, per le battutine, per i litigi… ci baciamo, ed è bellissimo!
Si mette in ginocchio e me lo prende in bocca: magnifico, sento la sua calda bocca che avvolge il mio cazzo, la lingua che mi massaggia la cappella, lentamente comincia a succhiarmelo… è una sensazione divina; lo faccio continuare per un po’, poi gli prendo la testa tra le mani e dolcemente lo alzo, ci baciamo nuovamente, scendo e gli bacio i capezzoli, i pettorali, gli addominali; non voglio lasciare nemmeno un centimetro quadrato della sua pelle inesplorato!

Arrivo al suo cazzo, senza esitare un attimo lo prendo in bocca, sento lui emettere gemiti di piacere, aumento il ritmo, la voglia di farlo godere è alle stelle.
Mi ferma, mi fa alzare, inizia a masturbarmi, lo faccio anch’io, ricominciamo a baciarci, sento il suo cazzo nella mia mano, è duro, pulsante, non vede l’ora di scoppiare! Anch’io sono al limite, sto per ‘venire’, e il solo pensiero di farlo davanti a lui e con lui, non fa altro che accelerare il tutto… ecco, ci sono! Sta arrivando anche lui! Sì, è stupendo! Ci siamo!!!

“Aaahhh”.
“Cosa? Che hai detto?”

Riapro gli occhi, per un attimo non mi rendo conto dove sono, poi in mezzo secondo lo realizzo, era tutta una fantasia… o quasi… sono realmente venuto, sui pantaloni di Mirko!
O cavolo! Tiro fuori il fazzoletto dalla tasca e tento una sommaria pulizia dei pantaloni. Sento l’acqua della doccia che si chiude! Disperato, rivolto i pantaloni per tentare ulteriormente di nascondere ogni traccia di sperma ed abbasso lo sguardo: ho sempre il mio arnese fuori!
Con un gesto violentissimo, lo rimetto al suo posto, mi volto e vedo spuntare lui, con l’asciugamano legato in vita, i capelli ancora bagnati, che mi guarda perplesso:

“Hai detto qualcosa?”
“Che? No… cioè, sì, ti volevo dire che… ehm… mi sa che il prof ci ha chiamato!”
“Ah, ok: mi vesto e andiamo!”

Il cuore mi batte all’impazzata; spero non si accorga del ‘regalino’ sui pantaloni!
Si toglie l’asciugamano e con esso inizia ad asciugarsi i capelli; lo spettacolo è sempre fantastico, non c’è che dire! Il suo corpo ancora un po’ bagnato è, se possibile, ancora più eccitante di prima!
Mi accorgo che lo sto fissando nuovamente (per fortuna che i miei bollenti spiriti s’erano un po’ calmati!), e aggrappandomi all’unica cosa che mi viene in mente, dico:

“Allora, ti sei calmato?”
“Beh, sì; ora va un po’ meglio, mi sento anche più rilassato!”, e fa un sorrisino che lascia ben poco all’immaginazione.
“Ecco cos’era quell’odoraccio!”, faccio io, tentando di mascherare la vampata di eccitazione che mi coglie di sorpresa.
“Però… si sente davvero!?! Che odore, oddio!”, dice annusando l’aria.
Tento di mantenere la calma: “E te l’ho detto che si sente fino a qui, no?”
Lui fa un sorrisetto da bambino birichino, del tipo: “Che ci vuoi fare? Però, almeno ora mi sono calmato!”
“Ehehe, beh, quello sì, meno male!”

Sorride e comincia a rivestirsi; per fortuna, non sembra accorgersi delle macchie sul pantalone, e una volta rivestito, ci dirigiamo in palestra: lui più calmo, io con ancora in mente gli stupendi attimi in cui l’ho visto completamente nudo ed ho sognato di fare l’amore con lui!

Nota: non conosco l’autore di questo racconto, cui ho apportato delle modifiche sintattiche a mio avviso migliorative, lasciandone però invariato il contenuto; naturalmente, resto disponibile a citarlo, qualora qualcuno sapesse indicarmelo.
La stesura dovrebbe risalire a circa quindici anni fa, epoca in cui ero solito ricercarne in rete per appagare il piacere della lettura e contemporaneamente ovviare alla mancanza di alternative cartacee in libreria in cui potessero identificarsi i giovani gay.

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