Lato B

admin   10 febbraio 2017   Nessun commento su Lato B

Ho sempre amato sculacciare. Da bambino sculacciavo i miei compagni di scuola, quando sono cresciuto mi è stato fatto capire che il gesto non era così innocente come pensavo, e quindi ho dovuto, a malincuore, smettere. Con il maturare, ed il raggiungimento della maturità, con gli ormoni che imperversavano nel mio corpo, ho cominciato ad apprezzare il lato b femminile. Sopratutto nella bella stagione, con hot pants o vestiti attillati che lo mettono in evidenza, la mia libido sale di livello. Un bel lato b, seppur coperto dai vestiti, mi fa eccitare più di una donna nuda vista dal davanti.

Con la mia prima fidanzatina provai a sculacciarla, per gioco, e fu un disastro. Si arrabbiò molto, e litigammo furiosamente. Ci lasciammo qualche giorno dopo. Passai diverse ragazze, nessuna di queste fu entusiasta quando sentì la mia mano sul lato b, pur dopo esserci conosciuti per bene. Quindi cambai tattica. Decisi prima di portarle a letto, e, nel mentre, sculacciarle. Questo funzionò, alla grande. Mentre le penetravo da dietro, alla pecorina, sculacciarle le eccitava, ed a me faceva schizzare sborra a fiumi.

Come in ogni cosa, con l’abitudine subentra la routine, la noia, e quindi non mi accontentai più di sculacciare semplicemente, durante il sesso. Mi attrezzai con ogni genere di oggetto atto alla sculacciata. Paddle, di legno e pelle, fruste, canna, ed ovviamente mano nuda. Cominciai a frequentare gente all’interno del circuito s/m della città, e lì potei sfogare appieno le mie voglie. La sculacciata a****lesca, quella data senza controllare la forza, senza nessuna pietà, e con il solo scopo di eccitarmi a dismisura, divenne la mia preferita. Quando le chiappe diventavano rosso scuro, quasi viola, allora raggiungevo l’apice, e sborravo sul culo striato senza nemmeno bisogno di toccare il cazzo.

Aggiunsi un ulteriore step, con le donne amanti dello spanking. Dopo averle sculacciate per bene, fatto divenire il culo bello scuro, le penetravo analmente. Alcune al momento della penetrazione emettevano ululati da far venire la pelle d’oca, sentendo il mio nerbo violare il loro anfratto più segreto, e completamente a secco, senza lubrificazione. Quello mi eccitava ancora di più, e le scopavo con foga a****le fino a quando non facevo loro una pera di sborra dritta nel culo. Quando ne uscivo le costringevo a berla, raccogliendola con le mani a coppa.

Ad un certo punto nemmeno questo bastò più, così mi venne l’idea di affondare nel culo un bel plug enorme, per dilatare il buco, mentre le colpivo sul culo, e toglierlo dopo che avevo flagellato il lato b, per vedere l’ano dilatarsi per gli spasmi dati dal dolore. Quando vedevo come si apriva, lo allargavo di nuovo con il mio cazzo, fino a concludere con un clistere di sborra bollente.

Da lì scesi ulteriormente le scale della depravazione, arrivando a dilatare l’ano con la mia mano, con dei fist fucking devastanti, mentre scopavo la figa, e praticamente mi facevo delle seghe dentro il corpo della cagna di turno, non prima, ovviamente, di averla sculacciata per bene. Quando stavo per venire, uscivo dalla figa e ricoprivo ogni centimetro del lato b di calda sborra.

Il culo è la mia ossessione, colpirlo ed arrossarlo, penetrarlo e dilatarlo, la mia passione. Farcirlo con la mia sborra, dilatarlo con il mio cazzo e la mia mano, sculacciarlo con attrezzi o mani nude, ciò che mi eccita maggiormente.

Conobbi Lucy in un locale bdsm. Minuta, poco seno, capelli neri (tinti o naturali? non so…) tagliati a caschetto, piercing sulla lingua, vestita di latex solo dove consigliava il comune senso del pudore. La parte bassa fasciata in una minigonna aderente che fasciava un lato b da urlo. La classica fessura da monetina. Avete presente come è fatta la donna con il culo perfetto? No? Ve lo dico io. Sotto la figa, dove cominciano le cosce, ci deve essere una fessura, data dal perfetto tondeggiare delle natiche, che ricorda la fessura delle monetine dei videogiochi. Lì la fessura era praticamente doppia. Aveva un culo così perfetto che le natiche sembravano tenute su con il marmo. La approcciai con l’intenzione di saggiare quel culo, a tutti i costi. Non potevo farmelo sfuggire. Il primo impatto fu negativo, lei mi salutò giusto per educazione, e sgattaiolò via. Potevo forse arrendermi? Ovviamente no. La seguii e riprovai ad approcciarla. Lei si limitò a guardarmi per qualche secondo, poi si dileguò senza proferir parola. Nel frattempo mi era salita una così violenta erezione che faticavo a camminare dritto.Usci dal locale per sfogare l’eccitazione, mi stava scoppiando. Sborrai su un vaso di fiori, mi girai e la urtai. Mi guardò sorridendo, gettò uno sguardo sulla sborra che gocciolava dalle foglie, mi scansò, si mise in ginocchio e cominciò a leccarla via, facendomi nuovamente eccitare. Mi invitò con un dito ad avvicinarmi, e me lo prese in bocca, famelica. Ora, sia ben chiaro, apprezzo una pompa ben fatta come ogni uomo, ma io miravo più in basso. La staccai dal mio cazzo e glielo feci capire. Si alzò, guardandomi dritto negli occhi, e mi sorrise con malizia infinita. Prendendomi per il cazzo, mi portò in un privè, mi fece sedere e si pose a due passi davanti a me, offrendomi il panorama del suo lato b statuario. Con un singolo movimento, sfilò la minigonna e dilatò le natiche, mostrando un ano molto dilatato. Senza darmi il tempo di parlare o fare qualunque cosa, fece due passi indietro, mi mostrò un prolasso di prima categoria, poi si sedette su di me, impalandosi sul mio cazzo. La sollevai di peso, gettandola a terra, testa premuta sotto il mio piede, e cazzo a stantuffare a mille all’ora quel culo apertissimo. La sculacciai con foga, sentendo l’orgasmo sopraggiungere a grandi e potenti ondate. Con il culo ben arrossato, mi tirai fuori, lei si esibì in un secondo prolasso da antologia, quindi si girò e si dissetò alla mia fonte, ingoiando ogni fiotto. Notando che l’esibizione del suo ano mi eccitava da impazzire, riprese la posizione a pecora, sculettando in modo provocatorio. La fistai senza pietà, e lei non fece una piega, anzi, venne come un’ossessa durante il fisting, ed alla fine, inculata e stantuffata per breve periodo, venni anche io, dentro il suo ano dilaniato.

Mi diede il suo numero, e replicammo all’infinito. Il lato b perfetto.

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