L’addestramento di una sissy slave – 6

Un mese di femminilizzazione, servitù e addestramento presso Domina Melany (Dea dalla Pelle d’Ebano e stupenda Mistress Transex professionista), per la tenera sissy slave Monique. – Giorni 9-10

Giorno 9.

Oggi niente appuntamenti, come ogni domenica, per cui, svolte le faccende domestiche del mattino, avrò la giornata abbastanza libera.
Ho ancora la pelle un po’ arrossata dal sole preso ieri. Ma ho messo una crema doposole gentilmente fornitami dalla Padrona e il bruciore si è attenuato. In compenso la mia pelle ora ha un bel colore mattone, molto caldo. Più tardi, visto che sono aperti anche di domenica. andrò al centro estetico per la penultima seduta di lettino abbronzante, per fissarlo.

Mi chiama la Padrona, dalla sala di ricevimento clienti. Mentre la raggiungo cerco mentalmente di ricordare se alle volte avessi dimenticato di mettere a posto qualcosa, durante le pulizie appena concluse. Mi pare proprio di no.
La trovo vicino alla rastrelliera degli abiti fetish, li sta facendo scorrere con la mano, osservandoli uno ad uno.

-Monique…ti ho già detto cosa pensavo di fare la notte tra il 14 e il 15?

-Veramente no…non mi pare, Signora.

-Ah no? Beh…è uguale, te lo dico adesso…per quella sera ho un invito per una serata a tema fetish…una festa privata nella villa di un amico. La organizza ogni anno…

Mi limito ad ascoltare in silenzio, mentre lei mi parla continuando ad osservare gli abiti.

-…stavo pensando di portare anche te, se te la senti.

In che senso me la “dovrei sentire”? Qui c’è qualcosa sotto…

-Beh…non saprei…potrei sapere di che si tratta, Signora?

-Si certo…vedi…è una serata particolare e se decidi di venire dovrai saperti comportare…Non ti nascondo che pensavo di andarci da sola, quest’anno. Fino a qualche giorno fa, avevo dei dubbi che saresti stata pronta per il 14…

-E adesso ritiene che io sia…pronta, Signora?

-A dire la verità non ne sono sicura. E’ per questo che te ne sto parlando. Vorrei evitare di fare brutte figure.

-Farle fare brutte figure è sicuramente l’ultima cosa che vorrei, Signora, ma veramente non ho la più pallida idea di cosa si tratti…non so se…

-“Non so”…”non saprei”… Se stai un attimo zitta e mi dai il tempo di spiegare, magari capisci di cosa si tratta e poi mi dici se te la senti o meno!

Ammutolisco.

-Dunque…come ti stavo dicendo è una serata particolare, per cultori della dominazione…saranno presenti Dom/Domme, ciascuno/a con i propri schiavi, più altri invitati non catalogabili in questi ruoli, ma comunque interessati all’argomento. Tutti però devono attenersi rigidamente a determinate regole…

La cosa m’intriga, anche se mi spaventa un po’.

-…si farà sesso, ovviamente, ma anche SM. I rapporti sessuali saranno esclusivamente e tassativamente di tipo protetto, il sadomaso non dovrà provocare danni permanenti, ma ti avviso che potrà implicare anche del dolore vero…richiederà una certa capacità di sopportazione…non sarà una passeggiata, insomma.

Si interrompe un attimo per osservare una mia eventuale reazione. Deve aver letto nell’espressione del mio volto una certa preoccupazione, perché si affretta ad aggiungere:

-Bada bene, saranno presenti solo persone che si conoscono e del tutto responsabili, è esclusa la presenza di matti e dilettanti pericolosi. Per tua maggior tranquillità, gli schiavi presenti rimarranno comunque sempre sotto il controllo dei rispettivi Padroni, che potranno decidere di far interrompere qualunque “attività” nei loro confronti, qualora la giudicassero eccessiva. Per cui…spettando a me, nel tuo caso, l’ultima parola, dovresti sentirti sufficientemente tutelata, no?

Beh…insomma…non proprio al 100%, direi, penso tra me e me, ma rispondo:

-Ovviamente, Signora.

-Comunque prima di prendere una decisione fatti spiegare meglio come funzioneranno le cose… Gli schiavi presenti si considereranno a disposizione di qualunque Dom/Domme e non potranno rifiutarsi di servire, in qualsiasi modo venga loro richiesto; ciò può includere semplici comandi riguardanti il servizio di cibi e bevande, ma anche pubbliche esposizioni e/o umiliazioni, richieste di prestazioni sessuali e l’obbligo di sottoporsi, senza diritto di rifiuto, ad eventuali punizioni anche corporali qualora, ad insindacabile giudizio di uno/a qualsiasi dei Dom o delle Domme, avessero svolto in maniera non soddisfacente i servizi richiesti. Il Legittimo Padrone dello schiavo (chi lo ha cioè condotto con se alla serata) ha diritto di interrompere in qualsiasi momento la somministrazione della punizione. Gli Ospiti, cioè coloro che non hanno condotto con sé alcuno schiavo, avranno gli stessi diritti dei Dom nei confronti di un qualsivoglia schiavo, ma non potranno infliggere punizioni. Qualora lo ritenessero necessario, dovranno prima chiederne l’autorizzazione al Legittimo Padrone. Infine i rapporti tra schiavo e schiavo saranno di tipo paritario: nessun diritto, nessun dovere.

Immaginavo una cosa del genere, anche se meno codificata. Mi azzardo a chiedere:

-Una domanda, se posso…Signora. Ma…come si fa a distinguere un Dom da un Ospite?

-Hai ragione, buona domanda. E’ tutto dettagliatamente spiegato nell’invito. Più tardi te lo farò avere così potrai capire meglio il sistema.

-Grazie, Signora.

-Voglio che tu prenda la decisione di partecipare o meno liberamente, non sentirti obbligata ad accettare solo per farmi contenta. Ogni persona presente alla festa deve essere adulta e CONSENZIENTE, non forzata in alcun modo. Mi aspetto però totale rispetto delle regole e obbedienza alla tua Padrona, nel caso decidessi di accettare. Una volta fatta la tua scelta, se positiva, dovrai andare fino in fondo. Per questo ti invito ancora una volta a pensarci bene. Non devi darmi una risposta subito. Mi comunicherai la tua decisione domattina. Ora va pure alla tua seduta al centro estetico.

***

Giorno 10.

Girare per Roma “en femme”, anche di giorno, ormai non mi spaventa più. Me la prendo comoda, anzi, guardando le vetrine, camminando piano e assaporando la sensazione unica che ne deriva. Merito anche di Raffaella, le va riconosciuto, che ogni volta, dopo la seduta di lettino abbronzante, perde una mezz’ora del suo tempo a truccarmi perfettamente (sto cercando di carpirne tutti i segreti). Non credo si faccia nemmeno pagare dalla mia Padrona, per questo. Ho capito che prova una certa simpatia per me e gliene sono riconoscente.

Ripenso alla questione della festa sadomaso. Mi intriga da matti, ma ho ancora qualche remora ad accettare. Mi dico che magari, nonostante tutta la pomposità della spiegazione, le regole ferree etc. etc., alla fin fine dovrebbe trattarsi di un semplice raduno per appassionati del genere intenti soprattutto a festeggiare il Ferragosto…sono certa che alla fine tutto si risolverà in un po’ di manfrine SM, tanto per dare colore all’ambiente. Magari Melany ha caricato volutamente la seriosità della cosa, tanto per mettermi alla prova…ma si! Deve essere per forza così…queste cose succedono solo nei romanzetti erotici da quattro soldi… Certo che però…se fosse tutto vero…mm…non sono un cuor di leone, lo ammetto.

Suono al citofono, mi viene aperto. Trovo socchiusa anche la porta di casa, ma la mia Padrona non si vede. Evidentemente dopo avermi aperto, si è rintanata nella sua stanza per riposare. Non so ancora se più tardi uscirà o meno. Mi ritiro nella mia cameretta…

Sto togliendo i miei abiti da “libera uscita” per rindossare quelli di “servizio” quando noto una busta da lettere, di carta color crema, sul letto. Deve essere il famoso invito cui aveva accennato prima Melany. Apro la busta, estraggo un cartoncino rigido, piegato in due, e inizio a leggere…

Ci avevo azzeccato: è l’invito. Oltre all’indirizzo, la data e l’ora, sono sommariamente ricordate le regole per i partecipanti. Apprendo così che i Dom e le Domme dovranno rendersi facilmente individuabili a mezzo di una coccarda di colore rosso, ovunque applicata, ma in maniera visibile, gli Ospiti a mezzo di una coccarda di colore verde, gli schiavi e le schiave invece, dovranno esporne una, di colore bianco, applicata all’obbligatorio collare. Schiavi e schiave dovranno essere condotti al guinzaglio, al momento del loro arrivo in loco, e successivamente “liberati” in sala. Durante la serata, uno schiavo o una schiava che dovessero essere agganciati al guinzaglio dovranno essere considerati indisponibili fino al loro rilascio.

Ok…tutto molto intrigante e divertente, ma abbastanza irreale, a me sembra.

Decido che domattina comunicherò la mia risposta e che sarà affermativa. La vita, in fondo, è una sola e non posso perdermi una cosa del genere. per tutto l’oro del mondo.

***

La mia Signora e Padrona deve aver passato la notte fuori. La ho attesa fino a tardi, nel caso necessitasse di un po’ di “sollievo (leggi: pompino), ma poi non ce l’ho fatta più e sono crollata.
Mi suona la sveglia alle 6,30, come ogni mattina, e, come ogni mattina, mi occupo delle mie incombenze domestiche. La porta della stanza della Signora è chiusa. Segno che sta riposando. In cucina trovo un suo biglietto sul tavolo: Sveglia spostata alle ore 13,00.

Alle 13,00 in punto, dopo aver bussato, entro nella sua camera con la colazione. L’aria condizionata deve essere rimasta accesa per tutta la notte, perché si gela.
Poggio il vassoio con la colazione sul comodino, poi tento di riscuoterla delicatamente per una spalla.

-Sono le 13,00, Signora.

Si rigira pigramente, mantenendo gli occhi chiusi, afferra la mia mano e mi attira a se. Cado a faccia avanti sul letto accanto a lei, non so come comportarmi. Lei sembra continuare a dormire. Provo a sussurrare un discreto:

-Ehmm…Signora…sarebbe l’ora della sveglia…

-Zitta! Dormi anche tu…qui con me…

Non so cosa fare. Non si è mai comportata così con me, prima d’ora. Non che la cosa mi dispiaccia, intendiamoci, ma sono un po’ spiazzata. Slaccio le scarpe, le lascio cadere in terra e mi allungo accanto a lei. La colazione, sul comodino, si starà raffreddando.

Mi passa le braccia attorno alla vita, avvicinandomi a sé. Mi giro su di un fianco, dandole la schiena, assumendo una posizione “a cucchiaio”. Il suo respiro sul mio collo, il suo profumo, di cui è impregnato il cuscino, mi pervade le narici.

Il silenzio, come suol dirsi, è assordante. Mi lascio scivolare in quel meraviglioso abbraccio, forse mi addormento un po’, anche. Mi risveglio dopo un tempo imprecisato, lei dorme ancora, stringendomi a sé col braccio sinistro. Ogni centimetro del suo corpo aderisce al mio, ne percepisco il calore. Rimarrei così per l’eternità, dipendesse da me. Ho i suoi capelli avvolti attorno al mio capo, in una morbida nuvola scura dal profumo intossicante, sento distintamente il suo sesso riposare nella spaccatura delle mie natiche, è eretto ed emana calore, io non indosso mai mutandine in casa, a lei deve essersi sollevato il babydoll che usa come camicia da notte. Non mi sono mai sentita meglio in vita mia, ma non oso muovermi per paura di svegliarla, per paura che questo stato di estasi debba in qualche modo aver fine.

Al di là di ogni mia più rosea aspettativa, oltre ogni mio più audace pensiero, lentamente, quasi impercettibilmente, sento la sua pelle ritrarsi dalla mia, per poi tornare a riaderirvi con mozioni ritmiche e ripetitive, non so se sia sveglia o meno, ma, inequivocabilmente, sta simulando un amplesso. Mi abbandono all’estasi, con una mano faccio in modo di aprire al suo sesso caldo l’accesso alla parte più intima di me, con l’altra rimuovo il plug lasciandolo cadere in terra accanto al letto. La sento farsi strada tra le mie natiche frementi, puntare il suo enorme sesso contro l’indifesa entrata della mia “figa”, spingere…spingere…spingere…fino a penetrarmi completamente, a possedermi dolcemente ma implacabilmente. Emetto un lungo gemito di piacere e di dolore al tempo stesso: mi sento invasa, posseduta, ma non ho mai provato nessun piacere paragonabile a questo, in vita mia…

Mi è montata sopra, premendomi la faccia contro il cuscino. Mi sta possedendo nel più delicato dei modi, con dolcezza, ma inesorabilmente. Le braccia passate sotto le mie ascelle, le sue mani strette attorno alle mie spalle, il ritmico movimento del suo bacino che si adatta al mio. Sono in estasi. Mi sorprendo a sentirmi pronunciare frasi un poco abusate, da romanzetto rosa o al massimo da novella erotica:

-Fammi tua, si…sono tua…sono tua, prendimi…

E così fa, rilasciando il suo sperma dentro di me durante un lungo orgasmo appassionato. La sento lentamente rilassarsi, il suo respiro farsi di nuovo regolare. Rimaniamo così ancora un po’, io sotto di lei, lei dentro di me. Le carezzo le mani con le mie.

La sento uscire da me, scivolarmi lungo la schiena e riguadagnare la posizione supina. Sento il suo sperma colare lentamente fuori dalla mia “figa” violata, ma non oso ancora muovermi.

-Monique…ma…che ore sono!? Ti avevo detto di svegliarmi alle 13, e guarda che ore sono!

Mi volto verso di lei, ha in mano un orologio da polso che prima doveva essere poggiato sul comodino: indica che mancano pochi minuti alle 13,30.

-Ma…credevo che…

-Niente se e niente ma! Ti avevo ordinato una cosa precisa e tu non l’hai fatta. Dovrai essere punita per questo, lo sai, vero?

Sono sbigottita, non capisco il perché di questo suo improvviso cambio di atteggiamento nei miei riguardi. Non è possibile che rinneghi così platealmente quello che è successo tra noi soltanto pochi istanti fa… è come se volesse cancellare questo suo momento di debolezza e, negandolo, ristabilire le dovute distanze tra di noi. Ci rimango un po’ male, lo ammetto, ma se è questo che vuole…

-La colazione dov’è? Si sarà freddata, scommetto! Vai subito a prepararmela di nuovo poi appena me la avrai servita, vai di là ad aspettarmi nella sala delle punizioni. Oggi non avrai il privilegio di vestire la tua Padrona.

Ma che cavolo! Mentre sono in cucina a rifare il caffè ripenso a quanto accaduto, provo a cercare di capire cosa posso aver fatto per provocare una reazione del genere, se ho sbagliato qualcosa… no, non è possibile, non è dipeso da me. Per quanto possa sembrare assurdo, è lei che evidentemente vuole così.

Le servo nuovamente la colazione, poi vado ad aspettarla nel camerino delle punizioni.

Sono stata ancora una volta assicurata per polsi e caviglie alla croce del supplizio, mi è stata appena comunicata l’entità della punizione che mi è stata comminata: 20 colpi di “flogger”. Mentre conto a voce alta, come richiestomi, i colpi che si abbattono secchi su di me, non riesco a non trattenere un sorriso.

Puoi frustarmi quanto vuoi, penso mentre sorrido, sfogare tutta la tua rabbia su di me, ma in realtà è la TUA debolezza, che stai punendo, non la MIA…

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