L’addestramento di una sissy slave – 4

Un mese di femminilizzazione, servitù e addestramento presso Domina Melany (Dea dalla Pelle d’Ebano e stupenda Mistress Transex professionista), per la tenera sissy slave Monique. – Giorni 2-5.

Stare rinchiusa in questa gabbia non è il massimo, bisogna ammetterlo.
Starsene sdraiate nude sul pavimento è scomodo, alla lunga, ma è l’unico modo per poter distendere le gambe. Sessanta cm di altezza non consentono certamente un’ampia gamma di posizioni.
Sono al buio, fa caldo e mi sento un tantinello abbandonata, la qual cosa, decisamente, non aiuta.
Il butt-plug che porto da stamattina mi dà fastidio, non tanto per la sensazione di avere qualcosa dentro in sé e per sé, quanto per via della parte che rimane esterna: premendo tra le natiche, ne irrita la pelle. Potrei facilmente toglierlo per poi rimetterlo prima dell’arrivo della Padrona, ma mi sembrerebbe di barare… Preferisco tenere le chiappe aperte con le mani, per avere un po’ di sollievo.

In questa situazione non é facile poter prendere sonno, ma alla fine ci riesco. Mi risveglia, dopo un tempo imprecisato, l’impellente bisogno di dover fare pipì. In altri tempi avrei potuto sopprimere questo stimolo, masturbandomi senza venire, ma la gabbietta di castità in cui, da più di un anno, è confinato l’ultimo residuo della mia passata mascolinità, me lo impedisce. Di farla direttamente qui in terra non se ne parla nemmeno: temo proprio che la mia Padrona non approverebbe.

Non so che ore siano, ma la luce dell’alba ormai filtra tra le tapparelle, quando sento la chiave girare nella serratura di casa.

-Come sta la mia cagnetta Monique?

La mia Padrona, in piedi accanto alla gabbia, ha l’aria stanca ma non sembra di cattivo umore. Inizio a sperare nel condono delle mie pene. Apre il lucchetto della gabbia.
Striscio fuori e faccio l’errore di alzarmi in piedi.

-Ti ho forse detto che potevi alzarti? Per quanto mi riguarda sei ancora una semplice cagnetta e le cagnette si muovono sulle 4 zampe…

-Chiedo scusa, Signora.

Faccio io, riguadagnando prontamente la posizione “canina”.

-…e non mi risulta che parlino, nemmeno.

Mi ammutolisco.

-Fino a nuovo ordine sarai confinata nel tuo ruolo. Ti è fatto assoluto divieto di parlare e dovrai rimanere sempre sulle quattro zampe, in mia presenza. Ti è permesso di assumere la posizione eretta soltanto durante i lavori domestici e quando dovrai accudire la mia persona. Dovrai rimanere completamente nuda e consumerai i tuoi pasti, in terra, in una ciotola. Inutile dire che l’uso delle mani per questa operazione non è consentito. Ora vieni ad aiutarmi a svestirmi e poi scompari dalla mia vista.

E per fortuna che non mi sembrava di cattivo umore…

***

La mia condizione canina persiste per altri tre giorni. Sono allo stremo, il dover rimanere a 4 zampe per periodi di ore logora, ve lo assicuro. Al mattino del quarto giorno decido di implorare pietà, il che non è semplice, considerato che mi è vietato parlare: d’impulso mi umilio strofinando il capo contro i suoi piedi, leccandoli ed emettendo una sorta di guaiti contriti.

-Vedo che hai finalmente deciso di sottometterti, Monique.

“Finalmente”? Perché…cos’altro avrei fatto fino ad ora??

-…d’accordo, voglio credere al tuo sincero pentimento: ti sono revocate tutte le restrizioni. Mi auguro ti sia servito di lezione.

-Grazie, Signora.

Dopo oltre 72 ore di forzato silenzio, il suono della mia stessa voce mi risulta quasi estraneo.

-Non ho preso appuntamenti di lavoro, per oggi. In previsione di un paio di impegni che avremo, durante questo fine settimana, ho ritenuto opportuno, piuttosto, prendere appuntamento con l’estetista…

-Benissimo, Signora.

-…con l’occasione vedremo di risolvere anche qualcuno dei tuoi problemi estetici.

Non posso evitare di chiedermi a cosa si stia riferendo, non mi sento tranquilla…

-Ti ho messo qualcosa da indossare sul letto, in camera tua. Vedi di essere pronta per le 14,45 in punto, abbiamo appuntamento per le 15. Andremo a piedi, tanto il salone di bellezza è qui vicino.
Come “andremo a piedi”? Alle 15, poi! Dovrei andare in giro per Roma “en femme” in pieno giorno?? Ma non era meglio che l’estetista fosse venuta qui in casa da noi, invece?! Azzardo un cauto:

-Ma…non verrà l’estetista qui…Signora?

-Normalmente è così, ma, visto che hai assolutamente bisogno di un lettino abbronzante, come ti avevo già detto, andremo noi da lei, almeno per oggi. Da domani ci andrai tu da sola. Ti ho fissato sedute abbronzanti per tutta la settimana.

E’ come se mi fosse caduto un macigno sulla zucca. IO IN GIRO PER ROMA “EN FEMME”, DA SOLA, PER UNA SETTIMANA?!? MA CHE CAZZO!!! Essendo però appena uscita dal mio ruolo canino e volendo evitare di doverci tornare subito, simulo grande entusiasmo e le manifesto profonda gratitudine, prima di tornare ad occuparmi delle mie incombenze domestiche.

***

Ore 14,20

Sto indossando il vestitino a fiori, stile anni ’50, che ho trovato sul letto in camera mia. E’ bianco panna, con stampati motivi floreali dai colori vivaci. Si stringe in vita per poi allargarsi in una gonna molto ampia, è senza maniche e piuttosto scollato dietro. In perfetto stile estivo c’è anche un cappello di paglia a falde larghe e un paio di occhiali da sole. Un borsetta, sempre color panna, e un paio scarpe in tinta aperte in punta, dal tacco non altissimo, completano il quadro. Sotto porto mutandine e reggiseno (opportunamente imbottito…ça va sans dire!) chiari.

Cappello, occhiali e trucco particolarmente accurato fanno sì che la mia immagine, riflessa dallo specchio non sia poi malaccio, anzi…abbastanza femminile e attraente, direi. Sorrido compiaciuta a me stessa.

Il vero problema ora è costituito dall’estetista, non tanto per il fatto di dover per forza di cose essere costretta a rivelare il mio sesso maschile (in fondo, se Melany è cliente lì da anni, non credo si facciano problemi per me), quanto per il fatto che probabilmente sarò costretta a mostrare la gabbietta di castità. Ne sono imbarazzata da morire. Mi consola quantomeno che mi sia stato concesso di lasciare a casa collare e butt-plug…

Ore 14,45

La Padrona e io usciamo dal portone e ci avviamo nel torrido pomeriggio estivo. Anche lei sfoggia un abbigliamento spiccatamente estivo, molto simile al mio.

Per me è la prima volta in pieno giorno, la seconda in assoluto. Vorrei procedere speditamente, per abbreviare il più possibile il tempo di questa mia esposizione pubblica, ma Melany se la prende comoda, si sofferma davanti alle vetrine dei negozi, chiedendo spesso il mio parere su questo o quell’oggetto. Quasi fossimo due vecchie amiche a passeggio insieme. Se non fossi tanto tesa, penso che apprezzerei molto l’esperienza.

Ore 15,00

Finalmente mettiamo piede nel centro estetico. L’aria condizionata ci avvolge rivivificante; nascosto da qualche parte, un altoparlante diffonde musica di sottofondo.

Dietro a un bancone una signora sulla cinquantina, molto curata, ci accoglie con cordialità, addirittura ci viene incontro per scambiare due baci sulle guance con la Padrona. Vengo presentata come Monique, mi limito a sorriderle educatamente stringendo la mano che mi porge.

-Vi stavamo aspettando. Chiamo subito Raffaella…

Su un divano in pelle un paio di ragazze sfogliano delle riviste, gettando appena un’occhiata distratta al nostro indirizzo. Non oso fissarle onde evitare di essere fissata a mia volta. Mi accorgo di avere i muscoli del collo irrigiditi dallo sforzo di non girare il capo, cerco di rilassarmi.

Veniamo fatte accomodare in un camerino al piano inferiore da Raffaella, che ci ha guidate lì, precedendoci giù per una rampa di scale. Intuisco debba essere lei la famosa estetista che viene ogni settimana in casa dalla Padrona, perché tra loro c’è molta familiarità.

-Niente vacanze quest’anno, Raffa?

-Macchè…coi tempi che corrono…altro che vacanze! A proposito…rimani a Roma anche tu, Melany? Te lo chiedo per sapere se per le prossime settimane dovrò venire a casa tua oppure no…

-Si, starò a Roma tutto agosto, in vacanza andrò in Brasile per gennaio, quando lì sarà estate piena…

Il dialogo procede sul più e sul meno per tutto il tempo che la mia Signora e Padrona impiega a spogliarsi completamente e a indossare un accappatoio fresco di bucato ed un paio di ciabattine di quelle “usa e getta”; materiale fornito dalla casa. Né lei, né l’estetista Raffaella mostrano il benché minimo imbarazzo; nemmeno quando la mia Padrona sfila le mutandine liberando così il monumentale sesso che teneva ripiegato all’indietro, stretto tra le cosce d’ebano.

-Che fai…non ti spogli, Monique?

Dice la mia Ciarliera Signora, che solo ora sembra ricordarsi della mia presenza.

-Oh scusa Monique…dimenticavo…tieni. I tuoi abiti puoi metterli nel secondo armadietto…

Aggiunge Raffaella porgendo anche a me accappatoio e ciabattine.

Eccoci…è arrivato il tanto temuto momento di dover mostrare anch’io quello che ho in mezzo alle gambe…e non mi riferisco al pisellino, ma alla gabbietta in cui è contenuto.
Inizio a spogliarmi simulando indifferenza, ma, nonostante l’aria condizionata, mi sento avvampare in viso.
Raffaella, da vera signora, evita di fare accenno alla mia…castità forzata, rivolgendo invece la sua attenzione alla mia assenza di tette, resa evidente dalla rimozione del reggiseno imbottito.

-Ooh…vedo che non hai ancora messo gli impianti, Monique…ero sicura che li avessi. Ottimo reggiseno…effetto molto naturale, non c’è che dire…mi ha ingannata completamente.

-Monique è ancora in fase iniziale di transizione, Raffa…la affido alle tue mani esperte.

Interviene in mio soccorso Melany.

-Ma certamente! Faremo un gran lavoro su di te, Monique, vedrai…d’altronde il materiale di base c’è… sei molto femminile anche così.

-Ehmm…grazie.

Mormoro di rimando io.

-Devi fare il lettino abbronzante, vero?

-Si…

Rispondo io guardando Melany.

-Allora facciamo così…ti faccio vedere dov’è, in modo che, mentre mi occupo di Melany, tu intanto lo fai che guadagniamo tempo.

Indossate ciabattine e accappatoio la seguo nel dedalo di camerini e camerette di cui è composto il piano. Arrivate nella saletta dedicata ai raggi UVA mi aiuta a togliere tutto e a sdraiarmi, mi fa indossare un paio di occhialini, regola un timer e infine richiude sopra di me il coperchio di quella specie di capsula spaziale per appassionati dell’abbronzatura integrale.

-Quando sarà passato il tempo si spegnerà tutto da solo, tu dovrai soltanto pensare ad uscire. Non ti disturberà nessuno, vedrai. Ti metto qui le tue ciabattine. Quando hai finito raggiungici di là che con Melany ho poco da fare oggi e potrò subito occuparmi di te.

Nel tempo che me ne sto sdraiata lì rifletto sul fatto che, grazie alla cortesia e professionalità mostrata da questa Raffaella, in fondo la cosa si sta rivelando meno peggio di quanto mi sarei aspettata, riuscendo persino a rilassarmi un po’. Dopo il tempo prestabilito, metto di nuovo l’accappatoio e le raggiungo (rapidamente per evitare di incontrare altre clienti) nel primo camerino.

Aspetto che Raffaella termini di fare la ceretta alla Padrona, poi tocca a me prenderne il posto sul lettino.

-Depilazione integrale, Raffa: cera anche per lei. Poi, come ti ho spiegato, il trattamento completo…mi raccomando. Intanto vado a fare qualche spesa, sempre che trovi qualche negozio aperto. A che ora pensi che sia pronta, per poter ripassare a prenderla?

-Beh…per tutto quello che mi hai detto mi ci vorrà un po’…credo verso le 19,30 potrebbe andare bene.

-A dopo, allora, grazie Raffa.

Detto ciò si riveste, bacia sulle guance Raffaella, e se ne va.

Oddio sono rimasta qui da sola! E che sarebbero tutti questi trattamenti di cui parlavano??

***

Nelle successive 4 ore ho modo di scoprirlo.

La mia pelle subisce trattamenti dai nomi per me esotici ed inquietanti quali “scrubbing”, “peeling” ed altri di cui nemmeno ricordo il nome, vengo depilata con ceretta a caldo anche nelle zone più intime e nascoste del mio corpo, massaggiata e incremata con almeno 5 tipi di diverse lozioni, subisco pedicure, manicure e ricostruzione con allungamento delle unghie delle mani, mi viene applicato smalto (“french” style), le mie sopracciglia vengono ulteriormente assottigliate, accorciate e conformate. Durante i massaggi, Raffaella nota i segni sbiaditi dei colpi di canna subiti durante il mio primo giorno di “training” (cavolo! Li avevo completamente dimenticati!) e mi chiede come me li sia procurati, ma al mio silenzio in merito, lascia cadere il discorso.

Per ultima cosa mi viene applicato un make-up che pare uscito della tavolozza di un Raffaello, più che da quella di una semplice Raffaella…

Mentre mi aiuta a rimettere la parrucca, rimossa precedentemente al trucco, e prima di permettermi di rimirare allo specchio la sua opera oramai completata, Raffaella ci tiene a farmi una precisazione:

-Ai tuoi capelli non faremo niente, per oggi. Per il trattamento dei tuoi capelli naturali e l’applicazione delle “extensions” Melany ha fissato per venerdì prossimo a casa sua, per cui inutile intervenire adesso che avevamo poco tempo.

Sto per obiettare che per le extensions non ho ancora del tutto deciso e che magari potremmo eventualmente riparlarne in seguito, quando la ragazza si sposta di lato, liberando la visuale tra me e lo specchio. Rimango senza parole. Rimodellando leggermente ma sapientemente i lineamenti che fino ad oggi avevo sempre ritenuto regolari si, magari anche gentili, ma comunque riconoscibilmente maschili, questa ragazza ha saputo compiere un vero miracolo. Non solo ora ho l’aspetto di una donna, ma di una donna molto attraente. Ha addolcito i tratti, messo in risalto gli occhi e le labbra dando luce e profondità al mio sguardo e totale femminilità al mio volto.

Mi alzo in piedi e passo a specchiarmi in uno specchio a parete, grande, che mi permette di vedere l’intera figura. Rimiro le lunghe gambe già lievemente abbronzate, dalla pelle liscia e luminosa come seta, i piedi curatissimi, le mani dalle dita che le nuove unghie rendono ancor più allungate e delicate e ancora quel volto incredibilmente femminile…
Abbraccio Raffaella in un tenero e silenzioso abbraccio femminile, da donna a donna. Cerco di esprimerle tutta la mia gratitudine per aver saputo tirar fuori da me quella donna che ormai mi piace così tanto pensare di essere.

Ore 19,45

Ho letto sul volto della stessa Melany una certa sorpresa quando, tornata a prendermi, carica di pacchi e pacchetti, mi ha vista riemergere dal piano inferiore del centro estetico con la mia nuova, femminilissima, immagine. Ora, mentre camminiamo lentamente fianco a fianco verso casa, non sto provando più nessuna tensione, nessun imbarazzo, ma solo orgoglio e compiacimento, nell’incrociare gli sguardi dei maschi con gli occhi puntati su di noi.

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