L’addestramento di una sissy slave – 11

Un mese di femminilizzazione, servitù e addestramento presso Domina Melany (Dea dalla Pelle d’Ebano e stupenda Mistress Transex professionista), per la tenera sissy slave Monique. – Giorni 18, 19, 20.

Giorno 18.

Stamani calma piatta, solita routine: faccende di casa, colazione, la mia Signora che va fuori per lo shopping (ho provato a contare quante paia di scarpe abbia, ma ho dovuto rinunciare dopo aver perso il conto un paio di volte). Nel pomeriggio un solo cliente cui la Signora si è dedicata a lungo, probabilmente con l’intento di ottenere un extra sulla parcella, visti i tempi di magra.

Sto preparando qualcosa per cena, dato che stasera è previsto di rimanere in casa, quando la mia Signora e Padrona si affaccia in cucina. Ha il cellulare in mano.

-Monique…ma tu lo sapevi che l’amico di Italo voleva organizzare qualcosa?

Ahia…ho imparato a conoscere quest’aria distaccata…quando fa così vuol dire che è incazzata. Cerco di assumere un’aria innocente.

-Ah si…Luigi mi aveva accennato qualcosa a tale proposito, l’altro giorno riaccompagnandomi a casa, ma aveva detto che avrebbe chiamato lui per mettersi d’accordo con lei, Signora.

Mi guarda negli occhi, senza parlare, per qualche secondo che a me sembra interminabile, poi:

-Monique…queste cose me le devi dire. Non è certo questo il momento di mandare all’aria un’occasione del genere. Per caso hai qualcosa contro Luigi e non me l’hai detto per questo?

-Ma no! Figuriamoci…credevo veramente che ci tenesse a parlare direttamente con lei, Signora… magari non era ancora sicuro…

Mentisco spudoratamente io. Ma lei non ci casca e rincara la dose:

-Non mentire con me…tanto me ne accorgo. Avevo già notato, l’altro giorno, che lui non è di tuo gradimento. Lascia che ti insegni una cosa, bella: un cliente che paga, e tanto, deve essere SEMPRE di tuo gradimento! Capito? Questo Luigi è un cliente d’oro, a quanto pare, visto quanto ha sborsato l’altra sera per te, pertanto vedi di fartelo piacere!

Sono sinceramente mortificata per la piega che sta prendendo la situazione, davvero non avrei mai voluto creare un danno economico a Melany. Tento goffamente di rimediare.

-Signora, davvero non era mia intenzione… ascolti, io quei soldi non li ho toccati… mi piacerebbe che li prendesse lei, in fondo è stato tutto merito suo…

Invece che rabbonirsi, sembra incazzarsi ancora di più, alle mie parole.

-Non ho bisogno dei tuoi soldi e non li voglio! Cosa ti sei messa in testa ora, di pagarmi?

-Non intendevo offenderla, Signora…

-Allora non dire cazzate e vedi di comportarti seriamente, d’ora in poi, altrimenti ti rispedisco a casa tua su due piedi!

Non replico. La sola idea di essere congedata prima del tempo e non vedere più Melany mi paralizza.

-Ora ascoltami bene. Lui vuole organizzare per dopodomani, non so ancora se qui o a casa sua, ovviamente pretende che ci sia anche tu. Non ti costringo ad accettare, ma troverei quantomeno cortese da parte tua valutare bene la cosa. E’ disposto a pagare per un’intera serata…e tanto! Se la cosa andrà in porto tu avrai la tua parte, io la mia. Non ho nessuna intenzione che qualcuno possa mai dire che ti ho sfruttata, mi capisci bene? Prima che tu dica si o no te la voglio dire tutta, però. Non abbiamo ancora parlato dei dettagli, ma da quello che ho potuto capire non si tratterà di una cosa normale come l’altra sera, stavolta cerca qualcosa di più, diciamo…
trasgressivo. Niente di violento, ovviamente, ma la cosa potrebbe includere umiliazioni anche pesanti. Per questo richiede la mia presenza in veste di Domina. Sarò io infatti a “condurre le danze”…sia per te che per lui. E non fare affidamento sulla nostra intimità per sperare che io sia meno severa di quanto dovrei: sul lavoro non conosco mezze misure. Farò quello per cui sono pagata e non ti farò sconti di alcun genere. Ne va della mia professionalità. C’è anche la possibilità che sia presente un’altra persona, non so ancora bene con quale ruolo, ma so che si tratterebbe di una donna, sua amica, che avrebbe manifestato il proprio interesse a partecipare. Ora fa pure le tue valutazioni e poi fammi sapere cosa hai deciso. Tieni presente però che richiamerà tra un’ora per avere conferma, ho lasciato la cosa in sospeso, per il momento.
Fatto questo discorsetto, mi lascia lì e si ritira nella sua stanza.

Devo fare mente locale. Detta come l’ha detta, la cosa non sembra una passeggiata. Conosco Melany abbastanza bene per non dubitare della sua affermazione in merito al non fare sconti di sorta. Inoltre il caro Luigi mi mette molto a disagio col suo essere appiccicoso oltre ogni mia sopportazione. Il fatto poi dell’eventuale presenza della sua amica non migliora certo le cose. L’ultima volta che ho avuto a che fare con una femmina biologica ho finito per l’essere pubblicamente frustata per via delle sue isteriche, quanto false, accuse.
D’altra parte, come sempre in questi casi, non voglio tradire la fiducia di Melany facendole perdere un ingente guadagno. Non c’è che dire…sono proprio in un bel casino.

La decisione va presa e anche rapidamente, però. Non voglio usufruire dell’intera ora concessami, per non risultare troppo riluttante, specie se, come credo, finirò per dare la mia disponibilità. Prendo il coraggio a due mani e vado a bussare alla porta della mia Irascibile Signora.

-E’ permesso?

-Entra pure.

La sua voce è sufficientemente gelida da abbassare di almeno dieci gradi la temperatura dell’ambiente.

-Ecco…se posso, vorrei confermarle la mia totale disponibilità.

Le comunico, una volta entrata.

-Sei sicura Monique? Non tollererò ripensamenti, lo sai, vero?

-Nessun ripensamento, Signora…anzi volevo anche dirle che mi dispiace per il malinteso, non credevo…

-Va bene, va bene…

Mi interrompe lei, brusca, poi, cambiando del tutto argomento:

-Lascia pure stare di preparare la cena, tanto stasera ho deciso di uscire.

Rimango un po’ delusa, avevo già “fatto la bocca” (è proprio il caso di dire) al solito rito del pompino serale da somministrare al suo splendido Pitone Nero, ma capisco che non è aria. Mi congedo da lei con un umilissimo:

-Come preferisce, Signora.

***

Giorno 19.

Stanotte Melany è rientrata talmente tardi che, pur essendo rimasta sveglia fino alle 2 passate, non la ho sentita rientrare. Alle 11 in punto comunque, non avendo ricevuto altre disposizioni in merito, le ho servito puntualmente la colazione. Una specie di mia piccolissima vendetta personale per avermi lasciata da sola ieri sera. So che quando fa così tardi non le piace essere svegliata senza aver fatto almeno 8 ore di sonno, ma mi sono sentita abbandonata ed essendo in più gelosa di lei come una ragazzina, ho deciso di prendermi questa misera rivincita.

-Buongiorno, Signora, la colazione.

-Ma che razza di ore sono?

Mi risponde con una voce impastata di sonno e gli occhi che faticano ad aprirsi.

-Le 11 in punto, come al solito…oh…avrei dovuto svegliarla più tardi, forse?

Gioco a fare l’ingenua io. Non mi risponde nemmeno, limitandosi a guardare fisso davanti a sé. Mi sa che è ancora incazzata con me per ieri.
L’aiuto a tirarsi un po’ su e le sistemo il vassoio con la colazione.

-A proposito di quell’incontro con Luigi, Monique…

Mi parla con aria noncurante, sbocconcellando una fetta di pane tostato.

-…allora…è fissato per domani alle 20 qui da noi. Ci sarà anche la sua amica.

Ho l’impressione che abbia capito il mio giochetto della sveglia alle 11 e che, invece di darmi soddisfazione lamentandosi, abbia deciso di rifarsi dandomi notizie da me poco gradite. Decido di non darle soddisfazione neanch’io, mostrandomi impassibile.

-Bene, Signora.

-Dato che si tratterà di una serata speciale, ho pensato che per l’occasione sarà il caso che tu abbia le tue tette. Abbiamo fatto bene ieri l’altro a fare una prova, così sappiamo già come fare e non perderemo tempo. Ovviamente dovremo fare in modo che siano pronte all’ultimo momento, per fare in modo che ti durino per l’intera serata. Magari stavolta le faremo un po’ più abbondanti per farle durare un po’ di più…

Mmm… magari avrei fatto meglio ad essere un po’ più cauta… alla fine vince sempre lei. Ci mancava solo la tortura delle tette!

***

La mia Perfida Signora è uscita per lo shopping mattutino, al solito. Come sempre, prima di vestirsi l’ho aiutata a fare la doccia. Una doccia particolarmente lunga durante la quale ha indugiato più del solito nel farsi insaponare e massaggiare in punti “strategici”, per aumentare la mia agonia facendomi sbavare senza concedermi di più. Particolarmente dura è stata l’applicazione della crema dopo-doccia per il corpo, che oggi ha preteso doppia. Come ho già detto, in queste occasioni mi è concesso di avere totale accesso a tutte le parti del suo statuario corpo, comprese quelle più intime, e passare le mie mani su tutto quel ben di Dio, come sempre, mi lascia diciamo…accaldata.
Sarà meglio dedicarmi alle faccende di casa per pensare ad altro.

***

Due clienti nel pomeriggio, per uno dei quali la sessione è stata particolarmente lunga (e remunerativa, credo). Seconda doccia della giornata per la mia Padrona, seconda sofferenza per me.

Anche stasera è andata a cena fuori abbandonandomi qui da sola. Non mi va di cucinare, mi farò un panino.

Consumato il mio solitario pasto, non so proprio cosa fare. Mi sto annoiando e la consapevolezza di essere volutamente ignorata da Melany non contribuisce a tirarmi su il morale. Decido di andarmene a dormire. Domani sarà una lunga giornata…

Giorno 20.

Mi sono alzata prestissimo e ho sbrigato tutte le faccende già prima delle 10. Dopo la colazione la Padrona ha accuratamente scelto l’abbigliamento di entrambe per l’appuntamento che stasera dovremo avere con Luigi e la sua amica: per lei “catsuit” in cuoio nero che lascia però esposte le zone più “strategiche” (leggi culo, cazzo e tette), sandali, sempre neri, cadendo dai quali potresti salvarti solo aprendo un paracadute, e lunghi guanti in morbida pelle a mezze dita, per me corsetto in latex rosa “pink” con due grossi anelli metallici inseriti al posto del reggiseno. In pratica sono due grossi anelli metallici in cui infilare le tette (che ancora non ho), la giarrettiera è incorporata al corsetto, così come i due anelli. Calze rosa velatissime e sandali di vernice rosa dai tacchi appena meno alti dei suoi, completeranno il mio abbigliamento assieme ad un collarino rosa da cagnetta.

Metto tutto da parte, poi mi dedico alla cura personale della Signora, come ogni mattina.

Completate le abluzioni di routine, dopo essersi vestita, la mia Meticolosa Padrona passa ad esaminare che sia tutto in ordine nella sala principale, la seguo come una cagnolina mentre si accerta che sia tutto pulito e perfetto. Sembra soddisfatta.

-Monique…vai in camera mia, prendi la sedia in cuoio rosso, quella con la spalliera alta, e portala qui.

Boh…non capisco a cosa possa servirle qui la sedia ma mi affretto ad obbedirle. Vado e torno in un lampo, con la sedia.

-Ora fai posto accanto alla sedia che uso abitualmente io e metticela accanto.

Sposto di lato il trono dorato della mia Signora, facendo spazio sulla pedana rialzata su cui si trova, e gli sistemo accanto la sedia che ho appena portato.

-Può andar bene così, Signora?

-Perfetto.

Sto quasi per chiederle per chi è quella sedia, ma poi decido che se finora non me lo ha detto evidentemente preferisce così e me ne astengo.

-Ora esco. Sarò di ritorno per le 18, tu fatti trovare pronta. Per quell’ora ti voglio perfettamente pulita dentro e fuori, truccata e pettinata, ma non ancora vestita. Dovremo pensare alle tue tette prima di vestirci e non voglio perdere tempo. Prepara le sacche con la soluzione salina, gli aghi e tutto l’occorrente. Ricorda di mettere in frigo un paio di bottiglie di champagne, anche. A dopo.

***

La mia Padrona è in ritardo, sono quasi le 18,30 quando le apro la porta di casa, preparata come richiesto.

-E’ tardi Monique, hai preparato tutto?

-Certamente, Signora.

-Allora indossa il tuo corsetto, vatti a mettere sulla sedia ginecologica e aspettami lì intanto che mi spoglio.

***

Stavolta la Padrona mi è sembrata molto più sicura durante tutta l’operazione di “costruzione” delle mie tette a base di soluzione salina, penso, mentre si muove attorno a me con indosso solo il suo kimono dorato. Nessuna esitazione, sembra che lo abbia fatto decina di volte, non soltanto due con questa.

-Stavolta ne metteremo un po’ di più, capito Monique? Forse dovrai stringere un po’ i denti, perché ho intenzione di usare almeno un cinquanta per cento in più di soluzione salina. L’altra volta si sono riassorbite troppo in fretta…

Ohmmamma…un 50% in più! E io che già sentivo il fastidio della tensione la volta scorsa!

Il corsetto è molto stretto e gli anelli premono bene tutt’attorno alle tette, impedendo al liquido di espandersi al di fuori dell’area di queste. Le osservo aumentare lentamente di volume fino a raggiungere dimensioni considerevoli, decisamente superiori a quelle dell’altra volta.
Anche l’aspetto è molto più “prorompente”, grazie all’effetto dei due anelli contenitivi. Anche se me le sento molto indolenzite, credo che l’effetto finale sarà notevolissimo.

E lo è veramente! Posso esserne ben certa una volta che, terminata l’operazione e messi a posto gli strumenti usati, prima di raggiungere la mia Signora in camera per la vestizione, mi affaccio per un rapido controllo allo specchio del bagno. I miei nuovi seni, turgidi e voluminosi, prorompono dagli anelli metallici come quelli di una pornostar. I miei capezzoli, per quanto piccoli, sono duri come sassi per via dell’eccitazione. Al diavolo l’indolenzimento, se il risultato finale è questo!

***

Alle 20, suona il citofono. Sono Luigi e la sua amica, puntualissimi. Apro il portone del palazzo e mi metto ad attenderli accanto alla porta di casa. La Padrona è già sul suo trono nella sala principale. Ho il cuore in gola, non so bene a che tipo di esperienza prenderò parte tra poco, ma la cosa mi eccita da morire…

Continua.

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