La prima volta in quattro

era da qualche giorno che ne stavamo parlando senza troppo impegno. da quando lei aveva confessato che non di rado amava toccarsi mentre lo immaginava posseduto da un’altra, forse perchè cosi poteva osservarmi meglio, forse perchè immaginandomi con un’altra poteva permettersi di arrivare anche dove lei provava vergogna ad arrivare, ma in fin dei conti era un altro pezzo di vita da condividere, un nuovo sapore da assaggiare insieme.
Ci stavano preparando. era da qualche giorno che ci confrontavamo sul come e dove, ne abbiamo pensate tante, ma per la prima volta avevamo deciso di tenerci sul sicuro, di incontrare una coppia come noi, coetanea, di conoscersi e di vedere come andava. Un po al chi vivrà vedrà, ripromettendoci che se fosse andata allora avrebbero cercato anche altro, si sarebbero spinti ancora più lontano.
L’appuntamento per le 19.00 in un noto locale del centro, un caffe non troppo elegante ma sicuramente caldo e familiare, non uno di quei posti freddi e asettici che se dovessi fermarti per più di un qualche minuto metterebbe tristezza.
Lei era in bagno, luci accese, porta aperta, aveva solo le mutande addosso, si stava preparando, stava preparando i suoi sensi, il suo corpo e la sua mente. Io seduto sul letto la fissavo attraverso lo specchio e ogni tanto lo sguardo si incontrava. nel corpo un sussulto di emozioni, paure, ansie, pensieri, curiosità, tensione, desiderio….. ma dio quanto cazzo era bella. se non avessi voluto tenermi per la sera la avrei scopata li sul lavandino, ma non potevo volevo avere abbastanza sperma per dissetare tutti se le cose fossero andate nel modo prefigurato, che poi in realtà non c’era.
“che fai tu, vieni vestito da corsa?” “no MG, mi alzo subito”, presa una camicia, i jeans e un paio di mutande scherzose con degli orsetti disegnati sopra, tanto per non prendersi troppo sul serio. poggiato tutto nel bagno e mi misi sotto la doccia. Accarezzavo il corpo e lo insaponavo. un pensiero squarciò la serenità, la avrei vista con un altro? e se le piace di più di me? arrivo la risposta: ” se le piace più di me vuol dire che non sono il migliore ma se sta con me vuol dire che lo sono per lei e poi forse le piace cosi perché ci sono anche io”.
Insieme a questo pensiero arrivò anche il sorriso. diedi una sforbiciata ai peli pubici, cosi per guadagnare in lunghezza a colpo d’occhio e per far trovare tutto ordinato. uscito dalla doccia sentii che la casa si era riempita di un succulento suono che mi ricordava le composizioni di Wagner. ” MG ma che hai messo su Wagner?” lei da di la ” non lo so era già dentro al lettore”, certo che ad avere il lettore per i cd sono rimasto proprio solo io, vabbhe mi vesto!
infilo la camicia, i jeans, allaccio le scarpe, due spruzzate di profumo, portafogli, occhiali, cellulare, chiavi: “Mari, scendo giù, intanto porto fuori la moto, ti aspetto sotto” ” si mi serve qualche minuto, prendi anche il casco mio per favore” Mi rispose cosi.
Seduto sulla mia moto guardavo il portone del palazzo, si apri 3 volte, non sarebbe potuta andare diversamente. la prima volta era una studentessa universitaria al primo anno che non so quanto sia vero ma ho sempre pensato di piacergli e a dire il vero mi sembrava anche molto disponibile. la seconda volta il Signor De Marchi, il nostro dirimpettaio, che mi auguro una buona serata, mi venne da sorridere a pensare che reazione avrebbe avuto se gli avessi risposto ” speriamo, abbiamo in programma un’orgia” mi piace pensare che mi avrebbe risposto, ” alla prossima chiamatemi”. La terza era lei, jeans che sembravano esploderle sul sedere, una canottiera nera e il giubbino di pelle con i suoi capelli con i riflessi delle punte bionde…. sembrava una pubblicità del campari. saltò dietro la sella e posando la mano poco sotto la cinta sussurrò mentre le passavo il casco: ” secondo te dovevo metterle le mutandine?” un classico, ma comunque mi fece gonfiare il cazzo nelle mutande, ma anche quello con lei faceva parte dell’ordinario.
pochi giri del motore e con qualche minuto di ritardo siamo davanti al locale. “allora che facciamo entriamo MG?”- “io direi proprio di si” – ” va bene ma se c’è qualcosa che non va ti faccio il segnale e ce la diamo a gambe” – ” ma dai smettila che deve esserci che non va” – “non fare la sciocca, te lo ricordi il segnale?” “sisi mi tocco le palpebre con indice e pollice insieme e tu inventi una scusa” – ” grazie, perchè io non lo ricordavo più, ahahahahah” – “scemo, dai che è brutto fare cosi tardi”.
Bastò sorpassare la porta per vederli, li seduti. ” siamo con dei nostri amici” e il cameriere allargo il braccio in direzione del tavolo. Mentre si avvicinava sentiva la pelle della fica a contatto jeans ed era da prima che ancora non si era asciugata. Mi sembrava una coppia carina, nel complesso sani, puliti….Lui non era male un capello lunghetto sale e pepe sui 35, non un grande fisico ma mi stava bene nel complesso, mi sembrava un tipo intelligente, non uno sempliciotto. si vedeva che era stato in montagna e la cosa non mi dispiaceva, doveva essere uno sportivo, se cammina in salita vuol dire che con quei quadricipiti può sbattere bello forte. Lei un mezzo tono sotto di lui, aveva dovuto esagerare un pò con l’outfit forse per recuperare punti, ma era anche più giovane, forse 26. un vestitino poise di quelli di zara, sandali modello schiava….ma aveva un gran bel seno… oddio ma sono già arrivata al tavolo e adesso che dico? Penso MG, ma avendo notato tutto le venni incontro… “piacere Jean, lei è MG” per fortuna non abbiamo concesso spazio a l’imbarazzo del silenzio. Ci scambiammo occhiate fugaci che scomparvero sotto a sorrisi di cortesia. Ordinarono da bere qualcosa di alcolico giusto per rompere il ghiaccio, anche se poi avremmo dovuto guidare ma il tragitto sarebbe stato breve visto che avevano concordato di andare da MG. Ci scambiammo le info di base rimanendo sul vago. Tale Marco e Sara erano molto alla mano e ben presto tutti si sentirono a loro agio. Alla domanda “e voi come vi siete conosciuti?” io e MG si scambiammo un’occhiata complice, sorridendo. Era una storia decisamente lunga.
Uscirono dal caffè poco dopo, la voglia unita alla curiosità cominciava a scalpitare. MG mi aveva visto osservare adorante le tette di Sara dentro al locale e la cosa l’aveva stuzzicata piacevolmente. Quando furono da soli lei mi prese per un braccio e mi tirò a se “non vedi l’ora di affondare la faccia in mezzo a quelle tette eh?” sussurrò strofinando i jeans bagnati di eccitazione contro i suoi, allora lui le infilò la lingua in bocca facendole capire che era decisamente pronto a far cominciare la serata.
Quando arrivarono a casa Jean e Marco si piazzarono sul divano in compagnia di un paio di birre, c’era Gazebo in tv il programma che guardavano sempre insieme e per un attimo la cosa la infastidi poi Sara le chiese “potrei andare in bagno?” lei sorrise “certo ti accompagno” premurandosi di lasciare la porta dischiusa.
Mentre Sara faceva pipì MG non pote fare a meno di commentare “mi piace depilarla tutta anche a me, godo di più quando mi tocco..” Sara rimase in silenzio “mi piacerebbe leccarne una cosi..” aggiunse quando sentì dei passi dietro di lei, io e Marco le stavamo guardano sulla porta, avidi di desiderio. Si poteva vedere dai pantaloni che avevamo entrambi il cazzo duro, MG allungò una mano sul seno di Sara e si abbassò a leccarle un capezzolo, mi sentì trattenere il respiro e mi disse “vuoi farlo tu? vieni qui” lui si avvicinò lentamente e la toccò, subito d’istinto le mise una mano in mezzo alla patatina mentre Sara chiudeva gli occhi, con l’altra mano Luca le strinse forte un capezzolo cosi da farla gemere, Marco nel frattempo aveva cominciato a masturbarsi sulla porta, piano, lentamente. MG si inginocchiò ai miei piedi e prese a succhiarlo con passione mentre mi intimava di baciare Sara. allora la presi per i capelli e la baciai e MG si alzò per poterci guardare meglio “adesso scopala”, allora presi Sara allargandole le gambe di ed eseguii, la scopai contro il muro con foga mentre una fitta di dolore si univa ad un’altra di piacere cosi forti che MG stava per venire senza essersi ancora toccata. Sentiva la fica pizzicare terribilmente, la bocca divenire arida e il respiro spezzarsi, si appoggiò al lavandino mentre gli umori colavano lungo le cosce; fu allora che sentí qualcosa di caldo, Marco si era avvicinato e la stava leccando da dietro. Marco la leccava in maniera convinta. Lei era poggiata sul lavandino. I jeans calati e lui inginocchiato alla sue spalle che le faceva correre la sua lingua dal suo sesso fino al coccige. Tutti sapevano quello che stavano facendo e tutti sapevano cosa succedeva accanto a loro nella stessa stanza. Marco ormai aveva il cazzo che gli scoppiava…. si mise un preservativo e inizio a scopare MG da dietro mentre nello specchio osservava Sara che si faceva inculare da Jean e non resiste…. venne copiosamente nel preservativo dopo pochi istanti.
MG si sfilo il cazzo di Marco da dentro, prese Sara per mano e la porto verso la camera da letto, la stese sul letto a gambe aperte, MG si mise e 4 zampe e con la lingua inizio a peccare la fica con l’idea che fino a un secondo prima li c’era Jean. Ma non fece in tempo a passare un paio di volte intorno la clitoride che senti la sua fica piena di un cazzo che conosceva. Andarono avanti per qualche minuto fin quando marco non si riprese e propose il suo pene verso la bocca di Sara che lo prese con affetto. A quel punto Luca si sfilo da Mag e propose anche lui il suo cazzo verso la bocca di Sara, mentre MG continuava a leccarla imperterrita…. Sara estasiata ne stava tenendo in bocca due. Allora MG inizio a masturbarla con tutta la mano… Sara non ce la faceva più ed esplose in un orgasmo schizzando addosso a Mg e bagnando tutto il materasso. Anche io iniziai a cedere e riempi la bocca di Sara che non volle assolutamente sprecare nulla e con lo sperma in bocca andò a baciare Mg. Che a quel punto aveva davvero tutto il gioco in mano… con Sara che le faceva colare lo sperma in bocca da sopra e Marco che la scopava nella posizione del missionario mentre io la guardavo, era come voleva lei, era davvero al centro delle attenzioni di tutti. Marco inizio a soffiare e gonfiare il petto ” sto per venire” esclamò. “Questa volta lo voglio in faccia non di nuovo nel preservativo” e marco si sfilo con uno s**tto, si sedette sul petto di Mg e Sara inizio a masturbarlo. Così venne di nuovo e la copri completamente di sperma dal collo fin sopra i capelli, non era tanto ma fu uno schizzo davvero potente. Dopo qualche secondo ci dirigemmo tutti insieme verso il bagno era notte ormai. Ma Io e Sara non entrammo in doccia con gli altri, avevo sborato solo una volta e quella ventiseienne mi attizzava proprio. Ci spostammo sul divano, le si stese poggiando la testa sul bracciolo e allargando le gambe, non mi feci pregare. Mi sdraia sopra di lei con dolcezza, come se fosse una fidanzata e iniziai a prenderla senza andare veloce, ma decisamente fino in fondo, le facevo colare la mia saliva nella bocca mentre la baciavo e sentivo i suoi capezzoli diventare come chiodi sotto il mio petto.. Sara sospiro e disse ” togli il preservativo sono pulita ti Prego sborami dentro” dal fondo del bagno marco aggiunse “si dai sbora dentro ” e così successe, quelle parole non mi sembravano vere, potevo sentire la sua pelle giovane e morbida cingere saldamente la mia cappella, dopo un paio di volte che la ritraevo e lo rinfilavo le venni dentro senza smettere di muovermi, fu un bellissimo orgasmo. Lo fu anche per lei, sentivo i peli delle palle completamente zuppi. E con la fica piena di sperma Sara si tiro su mettendosi seduta a gambe aperte e fece un sorriso a marco che si in ginocchio e inizio a leccarla mentre io li guardavo esterrefatto. MG, non so da quanto fosse li, se mi avesse visto fare l’amore con Sara cosi, ma si era accomodata da un lato del divano leggermente distante dai nostri ospiti per poterli osservare senza disturbarli. Incredibile era di nuovo bagnata. Mentre Marco si ripulivano il viso dagli schizzi di Sara, che giaceva soffocata dal piacere a gambe aperte sul divano, lei si accese una sigaretta. C’era una regola a casa di MG, non si poteva fumare dentro neanche durante le cene con gli amici. Ma un’altra regola implicita era non scoparsi nessun altro quindi…
Sara giocava con i suoi seni prosperosi, la faccia dipinta da un ghigno soddisfatto ma ora toccava a lei. Maria Grazia si girò, vogliosa, dando loro le spalle, il bacino proteso in fuori. Sapevo esattamente cosa voleva. Marco e Sara si avvicinarono a MG insieme, su invito di lei, che chiedeva di avere entrambe i buchi leccati, avanti e dietro da Sara e il cazzo di Marco in bocca. Lentamente, mi avvicinai e dopo che Sara me lo ebbe spompinato a dovere facendolo tornare bello duro infilai un dito nell’ano di MG che istantaneamente lanciò un grido soffocato perchè aveva la bocca occupata. Marco nel frattempo masturbava Sara in piedi accanto a lui. Non fu rapido ma riuscii a venire di nuovo, le riempivo il culo un colpo dopo l’altro aspettando che venisse Marco e la inondasse e poi che venisse lei, mentre Sara veniva a sua volta nelle mani di Marco, infine venni anche io di nuovo, rumorosamente, riempiendola tutta mentre con le mani le stringevo le chiappe provando ad acchiapparle tutte.

Erano passate le 6 di mattina quando la coppia lasciò la casa di MG e andammo finalmente a letto, riposando mente e corpo. Quando ci svegliammo il giorno dopo sentivamo l’aria calda del pomeriggio estivo che soffiava attraverso le tende facendo tintinnare lo scacciapensieri, la pace dei sensi racchiusa in una stanza. Facemmo l’amore lentamente, dicendoci tutto quello che le parole non potevano esprimere. Poi ci alzammo, facemmo la doccia e si fiondammo in cucina affamati. Più tardi ci accomodammo al solito sul divano e accendemmo la TV: tempismo perfetto, era appena iniziato Gazebo.

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