Incontro in discoteca

Diversi anni fa,nei week end,sopra tutto d’estate,un appuntamento fisso era andare a ballare al Classic Club di Rimini,locale molto alla mano,ma frequentato principalmente da gay,lesbo,Trans e traveste.
Questo almeno,fino alle 4 del mattino,appena gli altri locali chiudevano,una bella fetta di quella gente si riversava da noi al Classic,perchè qui si faceva poi l’after hour,e si tirava fino alle sette del mattino a far baldoria.
Era molto appartato,come location,non si imponeva su una via principale,e neanche brandiva cartelloni pubblicitari immensi e luminosi,affinchè si vedesse a chilometri.
Si trovava dietro una zona industriale-commerciale,il Center Gross,di notte usata dai trans viados brasiliani,come vetrina della prostituzione.
Elettrizata per l’imminente serata,e passata la mattinata dal estetista per la depilazione,una lampada che non guasta mai,scelgo il vestiario della serata.
Opto,dopo lunga riflessione,per qualcosa di leggero ma audace,come amo presentarmi io.
Prendo un abitino altezza inguine,nero lucido,spalline larghe in pizzo che portano ad una scolaltura a “V” molto profonda,chiusa da una zip frontale,talmente legero,che tutto restava chiuso in una mano.
Un paio di autoreggenti a rete amglia larga nere,che stanno da dio sulle gambe abbronzate ed una scarpa laccata nera e rossa,tacco 18,con un alto plateau,finiscono l’opera.
Come intimo avevoo scelto un reggseno a balconcino in pizzo nero,con perizoma abinato.
Collana,orecchini e bracciali in argento con swarowski,che poi stasera andranno a bracetto col trucco coperto di brillantini…scintillante.
Nella borsettina a tracolla nera lucida ci sono sempre,documenti d’identita’,salviettine umdificate,preservativi e un mini set di trucco,per le riprese al volo.
Preparato il tutto,si va a pranzare,qualcosa di leggero,anche e non mi ricordo cosa,dato che questa sera è avvenuta anni addietro,poi si va a fare una penichella
pomeridiana,che non guasta mai.
Pomeriggio inoltrato mi sveglio,caffè e controllo dei ultimi peluzzi scampati dal’estetista,pulizia intestinale e di seguito bagno profumato,per esser al top in ogni situazione.
Dico cosi’,perchè il Classic Club è un insieme di situazioni,alle volte una serata tranquilla,senza sorprese,altre invece…beh,lavotare d’immaginazione voi.
Finisco di prepararmi,e alle 23 salgo in auto,al’epoca era una opel astra statio grigia,nulòa di spettacolare,ma quello che mi potevo permettere,e mi avvio verso Rimini,che d’estate è una miniera di avventure,vizi e peccati…l’adoro.
Arrivo al locale,che ancora la serata deve iniziare,cosi’ mi fermo per una sifaretta nel parcheggio,passano adiverse auto con a bordo mocciosi curiosi,che quando mi vedono acellerano imbarazzati,ma la cosa mi fa sorridere,ricordo com’ero io,ai loro anni.
Verso mezza notte entro,passo deciso sui miei 18 centimetri,vado al bar per un cocktail,e poi me lo porto ad uno dei divanetti della”passeggiata”.
Viene chiamata cosi’,perchè è un corridoio che unisce le due piste da ballo,oltre anche il lounge bar.
Seduta ed cavallate le gambe,ammro il passaggio,diersi maschietti che sorridono,sorelline piu’ o meno disinvolte,qualche trans brasiliana,e cosi via…
Una di loro,una satuaria stangona dalla pelle ambrata,senza chiedere permesso,si siede sul divanetto di fronte a me,si avvicina al mio drink,e fa cenno di chiedere se puo’ ernè un sorso.
Io le faccio cenno di si,e reto ad ammirarla.
Indossava una mini,ma cosa dico mini…una micro nera lucida,un top sempre dello stesso tessuto,un coprispalla in pizzotrasparente,lungo fino a terra.
Bevuto un abbondante sorso,apoggia il bicchiere,si alza e si risiede al mio fianco,strusciando la sua coscia alla mia.
Apoggia il gominto alla spalliera del divanetto,si regge la testa cosi’ che si avvivina al mio viso,quasi toccandoci guancia a guancia,e mi saluta con una voce bassa,irrazionale per il suo fisico da super femmina,”Ciao tesoro…come va?”.
Io a mia volta,riprendo il bicchiere in mano e le rispondo che sto bene,aggiungendo i complimento al suo fisico da dea.
Senza troppi complimenti lei allunga una mano verso il mio seno,palpandolo leggermente,cercando di capire se le mie erano tette reali o protesi al silicone.
Capito che era tutta ciccia vera,la mano scende verso il ventre,e lei mi chiede”Ti piaccio…davvero?”,ed io le confermo che era di una belezza straordinaria,m piaceva molto.
Non so se avesse assunto qalche droga,ma la sua spudoratezza era qualcosa di inaudito,si comportava come se ci fossimo solamente noi due li,mentre invece eravamo nel passaggio di centinaia di persone,tutte interessate al nostro petting.
Intanto che Raul,cosi si chiamava,continuava a provocarmi,aveva divaricato leggermente le gambe,facendo salire quello staccio di mini,e facendo cosi’ spuntare un perizoma nero in latex,contenitivo,come lo usano i trans di solito.
Mi prende la mano e se l’apoggia sul pacco in mezzo alle gambe,affinchè sentissi la consistenza,e tornava a infilare la mano sotto al vestito,in cerca del mio capezzolo.
Dopo dieci minuti di giochini,ella si alza,mi prende la mano e mi invita a seguirla,nel fiume di gente che continua a passareci davanti.
Andiamo verso i bagni,ma li c’è una fila di ore,cosi’ continuiamo la lenta passeggiata stavolta dirette verso il giardino estivo,dove avvenivano,coperti da pelmizi e siepi,certi numeri…
Il giardino estivo,come anche la dark room,erano due zone franche,dove poteva capitare di tutto…dai palpeggiamenti,fino al sesso selvaggio,anche senza protezione.
Raul,in arte Paula,mi porta in questo giardino del’eden,mano nella mano,la seguo curisa e divertita da cio’ che vedo attorno…due maschi che gia’ limonavano con mani nei pacchi reciproci,due lesbo dark ,un in piedi,l’altra acucciata col viso tra le sue cosce…wow…
Uscite dal percorso in pietra,andiamo sul prato fino ad un muro di mattoni grezzo,Paula mi fa poggiare le spalle al muro,si avvicina a me fino a toccarci i nostri corpi,stisciarci adosso la tette,che lei mi prende nuovamente la mano e l’infila,stavolta sotto al perizoma…dritta sul suo cazzone ormai duro come il marmo.
“Senti,quanto ti desidero?”,mi bisbiglia nel’oreccio,”mi fai tanta voglia”, e anche la sua mano si intrufola sotto la mini,cercando il mio cazzo,anch’esso ormai turgido.”Hai voglia anche tu,porca…”,mi incita,mi sprona,”ansiamo qua dietro”.
Mi spinge dietro una siepe alta,molto fitta,quasi ad isolarci dal resto del mondo.
Le mani scivolano sui nostri corpi,cercando punti inesplorati ad ogni attimo,lei mi strizza i seni dal capezzolo ormai teso dal’ecitazione ed io cerco i suoi,anch’essi con la punta dura eretta,ancora coi perizoma adosso ci strisciamo i nosti cazzi uno contro l’altro,sentiamo una tensione erotica altissima,sembra quasi che anche la musica diffusa anche nel girdino scomparisse,tanto eravamo concentrate l’una con l’altra.
“Ho voglia di fottere,amore..di sburrare”,mi sussurra al orecchio.
“Vuoi fottermi qui?”,le chiedo nel momento che le nostre bocche si staccano per una frazione di secondo.
“Qui voglio che me lo succhi,tesoro…poi andiamo da me”,e mi fissa dritta nei occhi,”Ti va?”.
Io annuisco e scendo lentamente,prima fermandomi ai capezzoli,leccandoli e succhiandoli avidamente,ma lei insiste e mi fa scendere ancora,fino a trovarmi di fonte il suo bastone di carne,teso e bollente.
“dai tesoro…succhia Paula,che vuole darti il suo seme…”,e mi guarda con un sorriso.
Neanche ci accorgiamo piu’ del fatto,che siamo in una discoteca,che decisamente qualcuno con lo sguardo aguzzo ci abbia viste in quel amplesso lesbo-trans,che eravamo due cagne in calore,a soddisfarci a vicenda.
Ero col cazzo scuro di Paula in bocca,succhiavo avida l’asta,spinta anche dalla sua mano sulla mia nuca,ad incitarmi di affondare la capella nel profondo della mia gola,quasi affogandomi,ma mi piaceva molto la pratica orale,sia praticarla che riceverla,e in quel momento avevo bagnato abbondantemente il mio perizoma.
Paula ha ressistito un buon quarto d’ota del mio massaggio orale,finchè non mi ha riempito la bocca con abbondanti getti di sperma caldo profumato e saporito,che io golosa,ho mandato giu’ come fosse una fonte di vita.
Con ancora qualche spasmo muscolare delle gambe,mi fa alzare e mi stampa un bacio in bolla,frugando con la sua lingua il sapore della mia,mischiando le nostre salive in un gioco peccaminoso.
Ci risisteiamo l’abbigliamento,e torniamo nella giungla di gente a passeggio nel locale,mano nella mano,come una coppia lesbo,vistosamente porca e trasgressiva.
Entriamo nella pista da ballo,una house pulsante,luci psichedeliche e gente di ogni genere,etnia,colore ed aspetto,s**tenati sulla pista a cerchio.
Paula si s**tena con movimenti sinuosi,contorcendosi come un serpente,mentre io,negata per il ballo,mi accomodo su un gradino del anfiteatro attorno,ammirandola.
Ancora stento a crederci,che mi sono imbattuta in una dea della belezza,lesbo e trans come Paula,una creatura tentatrice in ogni curva del suo corpo da modella,alta sinuosa,fianchi larghi e seno prorompente,gambe degne di descriverla come una cicogna,muscolose e ben tornite…stupenda.
Quasi la invidio,certo,so che li della chirurgia estetica ce n’è stata,e di sicuro un bel po’,ma vedendo il risultato,chi non vorebbe fare qualsiasi sacrificio,se quella è la meta,mi domando tra me e me.
Lei,con le braccia alzate al cielo si avvicina a me,si volta sprogendomi quel culo a mandolino,invitandomi ad accarezzarla,toccarla e palparla,sempre piu’ intimamente.
Ad un certo momento,sicuramente ripresa la foja del momento,ci accomodiamo sullo scalino piu esterno,rialzato ma fuori dalla luci,quasi in penombra,che lei mi si siede su una coscia,obbligandomi a tenere le mia gambe divaricate,a butta di getto la mano sul mio pacco coperto dal perizoma,mi fissa nei occhi e mi infila la lingua in bocca,appassionata ed intensa.
Io con la mano le torno sul seno,palpandolo con decisione,per poi scandere lungo il ventre fin al’interno delle coscie,cercando il cazzone che prima ho degustato…è tornato in pieno vigore.
Noncuranti del popolo del Classic che ci balla di fronte,tra cui anche una trans bionda che si era alzata la maglietta,mostrando a tutti due bocce da quinta,svettanti nel’aria,noi continuiamo le nostre effusioni calde,toccandoci a vicenda,senza alcun tabu’.
“Vieni con me,”,mi grida vicino al’orecchio,”andiamo a a fare un giro!”.
Mi prende per mano e mi porta fuori dal locale,”dove hai l’auto,tesoro?”,mi chiede ed io la accompagno alla mia station,l’apro e saliamo antrambe,erano le tre del mattino,circa.
Mi fa avviare e partiamo,io alla guida,seguo le indicazione che puala mi da,tagliando per qualche via di campagna,a me sconosciute,fino a entrare nel Gross di Rimini,la zona industriale e commerciale,dove i trans viados battono fino al’alba.
Passato il primo incrocio mi invita ad abassare la velocita’ a passo d’uomo,e con il finestrino abassato,saluta quasi tutte le ragazze a bordo strada,fermandoci qualche volta per due chiacchiere di un minuto,per poi riprendere.
“Adesso lavoro solo ancora a casa,”,mi spiega,”ma un tempo lavoravo li’.”,ed indica una rientranza lungo una strada buia,dove ora c’è un’altra trans ,con un folto gruppo di auto che le passano davanti,ammirando cotanto ben di dio.
Facciamo altri cinquanta metri e svoltiamo in una traversa,la imbocchiamo e la percorriamo di un’altri cinquanta metri,fino ad arrivare da una girl di colore,altra circa due metri,bionda,capelli oltre le spalle.
La studio dalla auto;oltre al’altezza,si nota che non aveva un gran seno,forse anche piu’ piccolo del mio,era molto masculina,sia nel aspetto come nei comportamenti,ma suscitava una impressione perversa,di dominatrice quasi,in me.
Era molto leggera,come abbigliamento;Sopra indossava una maglietta smanicata bianca,con un motivo floreale,sotto,un pareo colorato,semi trasparente che scendeva fino alle cavoglie,chiuso davanti con uan nodo.
Da ferma il pareo copriva bene tutto,ma come si voltava o faceva due passi,esso s’apriva,mostrando che sotto c’era un biscione,una mazza quasi asinina,impressionante,direi,ad occhio trenta centimetri da moscio.
A quella vista mi si era aperta la mandibola,non evevo mai visto una mazza simile,stentavo a crederci,ma quel ciondolo era reale,e lei,mentre chiachierava con l’amica Paula,di tanto in tanto spostava il velo,e con esso anche l’arma illecita.
Dopo qualche minuto ferma in auto nella via,quasi per niente trafficata,paula mi fa segno di fermare l’auto a bordo via e di raggiungerle.
Mi fermo,scendo e vado verso le due che ridono,chiacchierano entusiaste di essersi incontrate,mi avvcino e vorrei prensentarmi,ma Paula mi precede.
“Lei è Jenny”,Dice dolcemente guardandomi negli occhi,”la mia nuova ragazza…vero?”.
Io stupita la fisso negli occhi ed annuisco,quasi stento a crederci,per come mi ha descritta,mi sale una vampata di calore e felicita’…la sua ragazza…wow…
Jasmina,la stangona di colore mi si avvicina,mi porge la mano e si presenta,congratulandosi con me,per il lieto evento,poi senpre con la mia mano nella sua,mi scruta dalla testa ai piedi,deliziata.
Tolto quel attimo della dichiarazione di Paula,non riesco a distogliere lo sguardo dal bazooka che jasmin porta sotto al pareo e che bench’ moscio,spunta da sotto il velo arcobaleno,dondolando pigro di lato.
Sia paula che jasmin l’avevano notato,ma continuavano a chiacchierare tra loro,non curanti del fatto che non capvo quasi nulla,visto che parlavano la loro lingua,ma che io fossi ipnotizzata dal pitone nero,era inevitabile non notarlo.
Passati diversi minuti di ciarlare,dve io ero praticamente assente per i due motivi di prima,Paula torna al italiano”Ragazze,tanto stasera c’è poca gente qua’…andiamo da me per un drink…?”,ci chiede.
Noi,dopo un breve sguardo tra noi,acenniamo ad un si,e torniamo tutte e tre al’auto,per prendere verso riccione,che dista quei cinque chilometri.
Cnque chilometri nel traffico della strada statale adriatica in piena estate,significano trenta minuti buoni,si procede a passo d’uomo,con brevi fermate di tanto in tanto.
Con la musica al massimo balliamo dentro l’auto,Paula di fianco a me,che ogni tanto butta una mano tra le mie cosce,mi stampo una baccio in bocca,e ci divertiamo come matte,quando vedo jasmi,dietro estrarre una piccola bocetta dalla sua borsa,versare in contenuto in polvere sul palmo della mano,ed aspirarlo con un tiro secco dal naso.
Poi offre lo stesso flacone anche a noi,ma ambedue rfiutiamo,mantenendo pero’ l’umore divertito del momento.
Dopo qualche istante anche Jasmin,preda della coca,probabilmente,si s**tena alzando le braccia,dimenandosi e cantanto con noi.
Arriviamo dopo oltre quaranta minuti a casa di Jasmin a Riccione bassa,una serie di vilette a schiera molto discrete,ma,mi spiega Jasmin,tutte sub afittate a trans del Gross,quindi priva di inquilini esterni.
Noto,mentre raggiungamo il suo appartamento l’estrema pulizia,sia nel giardino interno che lungo tutti i passaggi,scale comprese.
Entriamo da jasmin,un appartamento molto moderno,arredato con cura,un open space con sulla destra la cucina,divisa da un muretto,e si accede al soggiorno di discrete dimensioni,direttamente dal ingresso.
Mantre da una porta in fondo al soggiorno si va verso il bagno e successivamente verso la stanza da letto.
Ci buttiamo sul divano in pelle nera,e Paula mi si getta contro,subito a toccarmi intimamente con un baccio inteso,lingua nella mia bocca,facendomi capire la sua eccitazione.
Jasmin intanto è in cucina,a preparare un caffè con la mokka,e continua a chiecchierare,spiegandomi come era fuggita dal’africa tre anni fa,sempre in conflitto
sia per motivi politici,tanto piu’ per la sua tendenza omosessuale,che le sarebbe costata la vita,rimanere li.
Ma noi eravamo avvinghiate l’una con l’altra,poco avevamo seguito le chiacchiere del’amica.
Dopo quel bacio infinito,Paula mi fissa negli occhi e mi cheide con malizioso sorriso”Ho visto,come guardavi il cazzone di jasmin…lo vorresti?”.
“Non so neanch’io…è una bestia enorme…non so se ce la farei…”,le rispondi,stavolta con una nota di dubbio.
“A me farebbe piacere,vederti scopare con le mie amiche,sai…”,mi informa dolcemente,”non sono di quelle isteriche,che vogliono la compagna sua a tutti i costi.”.
Continua a frullarmi l’immagine del pene a probiscide di Jasmin,il dubbio,se provarlo o lasciar stare,cosa avrei sentito,quanto dolore avrebbe provocato.
Ora la nostra ospite ci raggiunge e ci serve il caffè,lo consumiamo lentamente,con calma,e si riprende a chiacchierare amorevolmente tra noi tre,stavolta in italiano.
Nonostante jasmin avesse acavallato le gambe,spuntava da sotto un venti centimerti di cazzo,ed il mio occhio continuava a caderci sopra,mi ipnotizzava,catturava lo sguardo,verede qualla bestia in liberta’ ciondolante da sotto il culetto nudo.
Dopo diversi minuti,Paula prende l’iniziativa,diretta a Jasmin,le dice “Sai,ci siamo conosciuti al Classic qualche ora fa,ma vedo che siamo proprio due porche,fatte una per l’altra…”,e mi infila la mano tra le cosce,estraendo il mio cazzo mezzo sveglio.
Jasmin a quel punto,scavalla le gambe,aprendo la vista al suo membro XXL,e lasciandolo penzolare oltre il bordo del divano,”beh,se la tua compagna vuole…sai che per le amiche ci sono sempre…”,ed apre un sorriso quasi sfidante.
Io dal mio canto le rspondo che avrei come unico timore la dimensione,che non ne avevo mai presi di quelle dimensioni,e temevo potesse sfondare,rompere qualcosa dentro.
“Anch’io avevo la stassa paura”,mi tranquilizza Paula,continuando a masturbarmi dolcemente,”mi sono fata scopare un paio di volte da jasmin,e ti dico che è una roba stupenda…fortissima…”.
“Se vuoi,comincio delicata,tesoro,”,commenta Jasmin,”partiamo piano,mi dici tu se vado avanti o no…”,e si tocca anche lei,facendo affluire sangue alla bestia,che si sta svegliando.
Un poco intimorita dalla dimensione crescente,ma allo stesso tempo tentata,annuisco ed aferro l’asta ormai dura,ma che continua ad estendersi in lunghezza…sembra non volersi fermare!
“Ecco il mio giocattolo,tesoro…lo vuoi sentire?”,io annuisco ipnotozzata puntando solamente ancora quel bastone nero…sara’ ad occhio una trentina di centimetri.
Sento ad impugnarlo come il sangue al’interno pulsa,sento il calore,sento la forza decisa di quella spada che tra poco avro’ dentro di me.
Paula garbatamente mi fa alzare,mi porta verso il tavolo in cucina,mi ci fa sdraiare sopra ed inizia a succhiare il mio cazzo eretto,mantre con due prima,poi con tre dita,mi allarga a dovere,spingendoli e ruotandoli dentro,per allentare i muscoli anali.
Jasmin invece arriva con un barattoli di unguento come lubrificante,lo porge aperto a Paula,che ne prende una bella manciata con le tre dita,le introduce nuovamente dentro,massaggiando il buchetto aperto e ormai pronto al’uso di jasmin.
“Arrivo,cara…un bel respiro profondo,dai…”,sento puntare la capella bolente contro il forellino,spingere con decisione,d ecco…con un colpo di reni è entrata dentro di me di una buona meta’.
Mi viene da trattenere il respiro,sento la dilatazione del forellino,portato al suo estremo,ma mi piace sentirmi cosi’ aperta,sfondata e dilatata,sotto gli occhi della mia “compagna”,che ecciatta si sta masturbando dolcemente,ammirando l’opera.
Ora jasmin mi sta fottendo,portando dentro e quasi fuori la sua asta,ma mai uscendo del tutto,sento il mio canale adeguarsi velocemente alla dimensione,e dopo poco,con le gambe dietro al suo culo,stringo per farla affondare oltre.
E cos’,poco alla volta,Jasmin è entrata del tutto,lo sento anche perchè il suo scroto sta sbattendo contro il bordo del mio buchetto apertissimo,non sento neanche particolarmente dolore,anzi…
“Ti piace,troietta?”,mi chiede Paula,”te lo avevo detto…dopo un po’ ci prendi gusto,a farti sfondare,porca”.
Io,ormai preda delle due trans,non comprendo le parole,ma sento solo un grande mix di emozioni,le spinte di Jasmin si fanno piu’ decise,affonda con forza nel mio culetto,con le mani mi strizza le tette,ansima e mi insulta,dandomi della porca,della cagna in calore,del frocio rottinculo,e che sto prendendo quello che mi merito.
Io mi dimeno sensualmente,riecevo le mani,la spada di jasmin,vedo dopo poco anche il cazzo di Paula davanti al mio viso,e d’istinto,lo prendo in bocca,fino in gola.
Volevo essere la loro preda,il loro giocattolo,usato,anzi,abusato senza ritegno,volevo finire in una tresca come questa,mi passava per la testa,quindi hanno ragione…sono solamente una lurida porca rottincula,pure ninfomane e depravata.
“Voglio sborrarti nel culo,porca…e voglio che tieni la bocca aperta per la sborra di Paula”,mi ordina Jasmin ansimante,ormai prossima al’orgasmo.
Io neanche riesco a conettere le sue parole,sono talmente fuori dal mondo,in preda a tutte le sensazione del mio corpo,che realizzo solamente dopo,quello che mi ha detto.
Ecco che si sta avvicinando il momento,Jasmin mi sta tenendo per i fianchi con morsa decisa,intenta ad essere dentro del tutto,quando arriva la scarica di sperma caldo,Paula invece affonda sempre di piu’ nella miaa gola la capella,finchè resta ferma immobile,facendo sputare il suo nettare l’ennesima volta nella mia gola.
Altri due colpi secchi nella mia figa anale,e sento invadermi tutta dentro un caldo,denso seme,lo sento addentrarsi sempre piu’ a fondo,sento le contrazione del suo cazzone nel mio retto,quasi vibra durante i getti ripetuti,ed io resto ferma immobile,a ricverli tutti.
Ora paula e Jasmin escono dal mio corpo estenuato d estenuate loro,tornano sul divanetto e si accendono una canna rilassante,mentre io mi trovo ancora ferma immobile sul tavolo,ancora confusa dal mio orgasmo,che solo ora noto,senza toccarmi,ho sborrato pure io.
“Vieni piccola”,mi apostrofa Paula,”vuoi fare un tiro?”.
La faccio cenno che non mi andava,ma mi alzo,torno sulla poltrona di pelle nera,mi prendo una delle mie sigarette e mi godo quel attimo magico di relax,con la vista dalla finestra delle prime luci del’alba riminese.
Un gran silenzio,finalmente raggiunta la pace dei sensi un attimo quasi magico.
Mi stavo chiededo se la nostra amicizia,quella con Paula,avrebbe durato o era solo la voglia di una notte,ma poi me ne sono fregata,d’altronde siamo state bene tutte,quella notte,ed è questo,quello che conta,no?

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