IL MIO SOGNO

admin   10 febbraio 2017   Nessun commento su IL MIO SOGNO

Mi svegliai, ero sdraiata per terra su una coperta, non vidi nulla tutto era immerso nell’oscurità, mi accorsi che ero imbavagliata e legata, i polsi chiusi fra loro da molti giri di corda, le gambe unite fin sopra al ginocchio. Mi prese il panico. Avevo molto freddo. Con il piccolo movimento che potevo fare con le mani cercavo di capire cosa avessi addosso, spalancai gli occhi per lo stupore. Ero vestita di pelle!! Il sotto era un pantaloncino ma sentivo qualcosa di freddo proprio sul mio sesso cercai di tastare ed era una chiusura lampo. Rimasi sbigottita e preoccupata che anche il top (tipo sportivo per intenderci) avesse quelle strane ma curiose zip sul seno, ma non avevo tempo di pensarci, sentivo dei passi, un rumore di chiavi non molto lontani da me. Finsi di dormire, con il cuore che mi martellava. La porta si aprì e mi investì una luce. Era entrato qualcuno, non volevo aprire gli occhi per sapere chi fosse. Sentivo che parlava con qualcuno. Lui parlava con una donna, ma non riuscivo a capire cosa si stavano dicendo, ero troppo lontana e loro parlavano a bassa voce come se avessero capito che ero sveglia. Dopo pochi minuti che mi sembrarono un eternità qualcuno uscì dalla stanza. Ero decisa a guardarmi intorno, ad aprire gli occhi, il cuore non voleva smettere di martellarmi nel petto. Aprì un occhio e vidi una stanza fredda, senza un minimo di colore, ed era arredata con lo stretto necessario ma illuminata fiocamente. Vicino alla porta vidi delle scarpe da uomo, la donna se n’era andata via. Di nuovo il rumore di chiavi, l’uomo si volto e venne nella mia direzione dicendo
Bene sei sveglia!! Io sono Al
Io ero pietrificata ma riuscii finalmente ad aprire entrambi gli occhi. Lui era vestito con dei jeans e una maglia blu scuri, corpo a V magro e spalle larghe, moro occhi nocciola, non vidi il resto del viso perché era coperto da una maschera che lasciava scoperta la bocca carnosa e il mento ricoperto da un filo di barba. Lui mi afferrò per le spalle e mi sollevò mettendomi seduta su una sedia. Dietro di me c’erano vari tipi di fruste e dildo appoggiati su un tavolo di legno. Lui continuava a guardarmi voleva vedere la mia reazione alla vista di quegli oggetti. Si chinò davanti a me e mi tolse le corde che avevo intorno alle gambe, io ero contenta non ne potevo più!! Mi sollevò di nuovo e mi disse di camminare per la stanza. Io non capivo il motivo ma lo feci solo perché ne sentivo il bisogno. Dopo i primi passi mi fermai, sentivo qualcosa dentro di me, realizzai immediatamente che in entrambi i buchi avevo dei plug e guardai Al, lui fece un mezzo sorriso (da stronzo) e mi fece il gesto di camminare. Ero ancora imbavagliata altrimenti gliene avrei dette di tutti i colori, ma sapevo che non potevo fare niente, io non ero nulla se non il suo giocattolo. Lui era il mio Padrone.
Continuai a camminare immersa nei miei pensieri con l’umore misto tra eccitazione e timore. Sentivo il suo sguardo su di me fiero di quel che vedeva. Ma agli uomini si sa non basta guardare vogliono agire. Si alzò e mi venne incontro si mise dietro di me, sentivo il suo respiro sul mio collo, la mano che lentamente scivolava sul mio ventre, il mio respiro si faceva più intenso quasi un ansimare, ma lui tolse la mano e mi sussurrò:
Tu non meriti che io ti accarezzi, tu meriti questo!!
E sentii un forte schiaffo sulla figa, dalla mia bocca uscì un lamento soffocato dal bavaglio. Lui mi bloccò con un braccio intorno al collo e mi portò alla coperta facendomi sedere. Prese le chiavi e se ne andò via urlando che sarebbe tornato…
Il mattino dopo vidi che davanti a me c’era un tavolino basso con del cibo e Al accanto seduto su una poltrona con lo schienale alto.
Buongiorno Giulia. Mangia tutto devi essere in forze per oggi!!
Mi disse. Non ero più legata, ma avevo ancora il completo di pelle. Mangiai tutto e quando ebbi finito lui era già in piedi con delle polsiere, cavigliere e collare blu elettrico. Mi disse di fare la brava e di farmeli mettere. Ma non ci fu il tempo perché entrò la donna dicendo ad Al che dovevo essere lavata come merito. Dentro di me non capivo più niente gli avrei voluto dire e tu che cosa vuoi!?! Come merito?!? Ma rimasi in silenzio con gli occhi sbarrati, vidi Al acconsentire. Lei mi mise un guinzaglio per cani con collare di cuoio e con la catena, mi bendò e mi trascinò fuori, mentre camminavo sapevo che i plug erano ancora li, gli unici suoni erano il mio respiro affannato e il rumore dei suoi tacchi. Il suo profumo era dolce mi faceva venir voglia di baciargli delicatamente il collo, cercai di controllarmi a questo impulso. Lei si fermò e mi ordinò di fare lo stesso e si allontanò. Rimasi lì in attesa con agitazione che cresceva ma dopo pochi istanti la sentì parlare con qualcuno supposi al telefono non essendoci risposta, chiuse la chiamata e tornò da me. Mi fece sedere su una sedia e mi tolse il completo di pelle, mi aspettavo che mi togliesse la benda ma non fu così, sentì le sue unghie graffiarmi il seno, mi scansai velocemente ma fu un errore… mi arrivò uno schiaffo molto forte lì dove prima sentivo le sue unghie. Passarono i minuti ma sapevo che lei era nella stanza con me, stava riempiendo la vasca, mi prese tolse il collare e i plug e mi fece entrare. Mi lavò ero imbarazzata ma anche eccitata che quelle mani mi insaponassero, aveva un tocco leggero che mi faceva venire i brividi. Poi mi fece alzare in piedi, pensai subito che doveva sciaquarmi ma non potevo essere più lontana da ciò che stava per succedere… mi infilò due dita nella figa con rapidità, mi fece sobbalzare non me l’aspettavo e questo lei lo sapeva e disse
Ahahaha!! Troietta del cazzo ti ho solo sfiorato e sei già bagnatissima. Dovrai imparare a controllarti, cagna!!
E tolse le dita. Rimasi spiazzata pensavo che lei era una delle schiave di Al, forse aveva il potere solo sulle nuove arrivate e solo quando il padrone non c’era, o forse era lui lo schiavo di questa donna?? Mi stavo facendo troppe paranoie. Lei mi asciugò in fretta e rimise il collare, questa volta addosso avevo un perizoma rosso. Mi aveva lasciato i capelli bagnati sentivo le punte solleticarmi l’osso sacro. Mi stava riportando nella stanza, una volta arrivate mi tolse la benda, Al si avvicinò e mi tolse il collare per cani e mise quello blu con tutto il set. La donna se n’era andata. Al aveva un profumo forte, deciso. Della serie saltami addosso, oppure lo faccio io!! tutto il contrario di quello della donna. Lui si mise dietro di me toccò i capelli per un po’, poi sentì uno strattone che mi fece tirare indietro la testa, mi baciò in bocca in modo provocatorio, ma subito dopo smise e mi lasciò i capelli. Si allontanò e prese il cellulare dal tavolo vicino la porta. Intanto che parlava io mi guardavo per la stanza c’era una sedia che non avevo visto, era molto simile a quella dei ginecologi ma si poteva legare polsi e caviglie alla malcapitata che si sedeva. Non sentivo più Al parlare, sapevo che mi osservava tutto d’un tratto il suo tocco caldo mi spinse verso quella strana sedia, mi fece sedere e mi legò. Mi mise in bocca una gag-ball. Non ero più intimorita da lui anzi quella situazione mi incuriosiva ed eccitava, lui era al tavolo degli oggetti e prese una frusta, mi disse di stare tranquilla e che non avrebbe esagerato per il momento. Il primo colpo arrivò all’interno della coscia destra non era molto forte, non sentì del dolore ma solamente un leggero bruciore. Mi colpì altre quattro volte poi passò alla coscia sinistra e me ne diede altre cinque. Ogni colpo mi faceva sobbalzare è come se ogni frustata mi dava una scossa dallo stomaco fino alla figa e trasformava quel bruciore in eccitazione, la sentivo pulsare volevo di più. Mentre cercavo di riprendermi lui aveva posato la frusta ed era tornato con un vibratore a forma di microfono e mi osservava, alzai un sopracciglio in segno di sfida e lui lo accese e me l’appoggiò sul clitoride, saltai letteralmente dalla sedia fortuna che ero legata!! Non avevo mai provato una cosa del genere. Lui non accenno minimamente di toglierlo da lì voleva portarmi al limite, ci stava riuscendo cercai di parlare ma quella maledetta pallina mi intralciava!! Lui infilò due dita dentro e sorrideva soddisfatto io non ne potevo più mi mancava pochissimo per venire, ma lui lo capì e tolse tutto. Mi ritrovai ad aprire gli occhi e il mio viso diceva chiaramente: perché ti sei fermato?!?!?
Mi slegò da quella sedia mi fece mettere sulla mia coperta…

Purtroppo da qui non so come continua il sogno. Non sapete quanto cavolo mi ha dato fastidio!! Inventerò il continuo se questa storia farà successo come le altre!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *