giornalista di guerra parte4

Un silenzio irreale ed una tensione tangibile erano presenti nella stanza. 

Sara praticamente smise di respirare alla visione di quelle persone; il suo incubo era diventato reale, gli aguzzini erano di nuovo lì, ancora più numerosi e lei era nuda ed indifesa e nel panico più totale. 
Al diavolo i corsi sullo stress, sulla sopravvivenza e sulla gestione delle emozioni in casi estremi. 
Non aveva emozioni al plurare da gestire; Sara sentiva solo una cosa in quel momento ed era paura più totale.

L’ironia sembrò fuori luogo, ma non potè fare a meno di fissare il maggiore Smith, Meg, colei che era stata l’istruttrice in alcuni di quei corsi, colei che leaveva insegnato a tener duro, a gestirsi e non farsi sopraffare e che ora invece sembrava fosse diventata l’ultima delle puttane da accampamento in guerra, 
pronta ad offrire tutti gli orefizi su richiesta. 

Miss Samantha faceva strada davanti ai quattro uomini che la seguivano in religioso silenzio. 

Solo Amir si sganciò subito, puntando verso il Maggior Smith con una bottiglia d’acqua.
La fece bere, le sciacquò la faccia, la mise con la spalla dritta versa il muro e le ficcò il cazzo in bocca. 
Il maggiore iniziò ad insalivare l’arnese per bene senza poter usare le mani ancora bloccate. Continue grosse succhiate, prima di avere la possibilità di respirare. A volte Amir arrivava al limite, portandola quasi ad avere i conati di vomito e rilasciare grosse dosi di saliva per terra. In quei momenti di respiro, portava l’arnese dalla bocca del Maggiore fin in mezzo alle sue grosse tette, regalandosi favolose spagnolette.
Dopo qualche minuto di fervente movimento, l’omone finalmente scaricò tutto il suo seme in faccia alla donna che iniziò a leccare e leccarsi per pulire il tutto. 
Era diventato palese che il Maggiore Smith fosse ormai la schiava personale di Amir.

Finito lo spettacolo, gli altri puntarono verso Sara e si avvicinarono a lei fino a che non furono a circa mezzo metro di distanza.
“Lei è quella nuova, quella beccata a masturbarsi mentre il Padrone giocava con quest’altra schiava. Se era fradicia solo guardando, figuriamoci quanto sarà fradicia e zoccola quando toccherà a lei” esordì la donna. E giù di risate fragorose.
Il viso di Sara già rigato da lacrime diventò totalmente paonazzo e non riuscì a mantenere lo sguardo degli uomini. L’umiliazione regnò sovrana.

Miss Samantha prese Sara dal collare e la esortò ad alzarsi. La giornalista faticò non poco ad alzarsi, contratta ancora nei movimenti e limitata dal plugin nel culo. Un fischio di approvazione si alzò quando Sara fu finalmente in piedi e Miss Samantha le fece fare un giro completo su se stessa tenendola a guinzagli corto.
Miss Samantha scollegò il collare dalla catena, slegando le mani di Sara che fu libera da tutti gli impedimenti.
“Vai Sara scappa, aggrediscimi, picchia questi uomini” intimò la Mistress strattonando più volte la giornalista.
Non vedendola muoversi, Miss Samantha la scaraventò contro gli uomini.

I tre uomini erano tutti di un’altezza superiore a 1,90 m e particolarmente massicci. Tutti stampo militare.
Ion aveva chiare origini caucasiche, capelli a spazzola biondi ed occhi chiari. Diverse cicatrici erano evidenti sul suo viso.
Dan, un filo più basso, moro, era certamente più robusto di Ion e, con quel mascellone, poteva fare il verso a diversi attori americani.
DaMarcus era di poco il più alto ma anche il più massiccio…un altro armadio d’ebano, figlio dell’Africa, in grado di far sembrare non così prestante anche il gigante Amir alle loro spalle.

Sara si ritrovò in mezzo ai tre energumeni che si chiusero in cerchio prendendosi gioco di lei spingendola e toccandola dappertutto e strappandole quel rimasuglio di maglietta che aveva addosso. La sua bella terza di seno fu ben gradita dagli uomini che si alternarono a succhiarle con dovizia i piccoli capezzoli via via sempre più appuntiti color rosa e passarle le dita nella vagina o muovendole il plugin nel culo come fosse una coda.
A turno venne passata dai tre uomini che se la misero davanti e si strusciarono su di lei personalmente, bloccandole gli arti e facendole muovere solo il busto in maniera circolare o avanti ed indietro, mimando l’atto sessuale. 
Ogni volta Sara sentiva i membri di ciascuno crescere di volume, ma anche la sua vagina crescere di lubrificazione. Lo sbattimento del plugin nelle sue pareti interne le dava emozioni contrastanti….ancora dolore da un lato, ma iniziò a notare
anche un certo calore. Sara era in confusione.

Amir intanto aveva liberato il maggiore Smith; al suo segno lui trascinò il maggiore e DaMarcus sollevò di peso, a mo di sacco, la povera Sara, incamminandosi verso una direzione ignota per la giornalista.
A nulla valsero le urla e gli strattoni di Sara che sembrava essere in una morsa umana. Il suo dimenarsi era solo motivo di eccitazione per i militari che, camminando, si alternarono a sculacciare e stuzzicare il suo povero sedere che ben presto diventò rosso.
Visto che la giornalista non si calmava, Miss Samantha fece fermare il gruppo piantandosi davanti al sedere della donna.
Gli altri due uomini presero le braccia della giornalista per tenerla ferma. 
DaMarcus le aprì le gambe, mentre la teneva a tracolla, saldando la posizione.
Miss Samantha cominciò ad accarezzarle gli interni coscia, accarezzando i glutei ancora caldi dopo le recenti sculacciate.
Con movimenti circolari iniziò a passarle un dito nella vagina, con movimenti così sapienti che iniziarono a far contrarre la povera Sara che non riusciva a calmare il suo corpo. Piccole e grandi labbra ebbero la loro dose di attenzioni dall’espertissima mistress.
Parallelamente l’altra mano iniziò ad armeggiare con il dildo piantato nel culo. Movimenti lenti, circolari, pian piano Miss Samantha tirava verso di se per farlo uscire fuori. 
Sara iniziò a supplicare la donna di fermarsi, che sarebbe stata buona e ferma, ma fu troppo tardi.

Miss Samantha non badò ai lamenti e completò l’opera con un altro po’ di stimolazione e sapienti movimenti.
Tra le urla della giornalista, inconsciamente aggrapatasi a tutta forza al grosso corpo di DaMarcus, il dildo si stappò dal culo con un acuto vocale di Sara e, nonostante il dolore, uno schizzo di umori quasi colpì Miss Samantha che progredì in una fragorosa risata. 
Sopraffatta dalla situazione, Sara ebbe quasi un mancamento e si lasciò svenire sul corpo dell’omone, sembrando un sacco a spalla a tutti gli effetti.

Il gruppo proseguì nel suo viaggio verso la prossima stanza…

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