Dal libro dei ricordi della maiala

Mi ricordo sovente, con piacere, la volta che, tornando a casa, invece che come previsto, stirasse, la maiala

si stava cambiando. Una molla mi s**ttò nel cervello.

Misi la mano in mezzo alle sue calde, e come previsto umide, grandi labbra. “ Troia, sei stata…. a chiavare !!? “

Lei presa in contropiede, non seppe inventare prontamente una scusa. “ Non inventare balle, si sente dalla fica larga ed

ancora gonfia, e dalla tua faccia paonazza, con quel’ espressione da vogliosa di cazzo, che hai appena

trombato.”

“ Sì, “ sussurrò con un filo di voce a metà tra la colpevole che sà di essere stata presa con le mani nella marmellata,

e la gran maiala che si compiace di aver appena preso un cazzo, che non sia il solito.

“ Ma non mi ha soddisfatto, ho ancora voglia di cazzo, grosso, che duri molto di più che i 5

minuti di quello di prima. Dai porco, sfondami come solo tu sai fare, caccialo dentro, che la strada è

ancora calda e larga, dai pompami, così posso dire di essermi fatta due cazzi in un pomeriggio.”

Sussurrando queste frasi, mi prese una mano, e se la cacciò sulla fica, per farmi sentire ancor di più

la sua voglia di cazzo, e con l’altra scese alla mia patta slacciando il pantalone, facendo scivolare

fuori, in tutta la sua trionfale rigidità, il cazzo di famiglia.

A questo punto si girò sculettando “ Dai porco ho ancora voglia di cazzo, quello di prima era piccolo ed è venuto subito”

Una frase del genere autorizzerebbe chiunque, alla più sfrenata delle cavalcate, senza sentirsi dire

“ Piano, mi fai male, .. lo sento nelle ovaie.” Difatti fu così.

La più frenetica, eccitante e forsennata cavalcata stava avvenendo proprio lì, in quel momento,

nella fica di quella troia di mia moglie, che, invece che farmi incazzare

per le corna subite, aveva s**tenato in mè un toro, che sbuffava come una ciminiera, eccitato come mai mi era capitato

“ Chi è sto’ pirla, che ti ha voluto scopare, senza sapere quanto sei maiala e ben abituata a lunghe cavalcate.”

“ Piantala di parlare e spingi che non ne posso più dalla voglia di cazzo che mi è rimasta,

e poi voglio godermi il secondo cazzo del pomeriggio come una gran porca, proprio come le porche che mi dici

sempre ti piacerebbe scopare. Dai pompa.”

Tutto ciò, non faceva altro che aumentare il ritmo dei colpi nella fica sempre più gonfia e sbrodolosa della bongustaia,

che in un attimo, si era trasformata da: bongustaia in troiona.

Ma ben presto ritornai alla carica, ben conscio, che in quei momenti di estasi pura, l’incalzare di particolari erotici,

riceve risposte, che non fan altro che far scendere sangue velocemente dalla testa alla cappella e viceversa.

“ Lo conosco, ci hai già scopato altre volte a mia insaputa!!!”

“ Ma no, non sai chi è, é uno che viaggia con mè, sono mesi che mi tormenta con proposte oscene,

mi ha proposto di tutto pur di infilarsi tra le mie cosce. A parte un altra

volta che, nel parcheggio, al buio mi ha ravanato la fica con le sue ditone, ed è stato piacevole, e una altra volta

che mi ha convinto ad andare a casa sua, e più che ravanarglielo nei pantaloni, mentre mi

limonava e pastrugnava le tette, non avevo mai accettato di scopare fino ad oggi.

Ma adesso non ci voglio pensare, dai fammi godere e poi riempimi la figa di sborra che mi sento una maiala

. Dai … dai taci e pompa.” Come darle torto, mi sentivo eccitato come non mi era mai successo

. Non è che tutti i giorni capita di fottersi una porcona così. In men che non si dica, poco prima dei soliti venti minuti

mi uscì con un getto imponente, anche lei se ne accorse, tanta di quella sborra da riempire e tracimare

la sua calda ed accogliente fica. Forse la più bella scopata che ricordi con la bongustaia, anche lei pare

della stessa opinione, anche se dice di non voler ricordare il suo passato di peccatrice.

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