Come il cazzo nero e africano ha cambiato la mia v

Mi chiamo Chiara, sono alta un metro e 70, terza di reggiseno, culetto tondo e formoso e una passione sfrenata per gli africani, tutti, dal Maghreb all’africa più nera.

Lavoro come impiegata, ma durante il fine settimana faccio la promoter per le discoteche di Bologna, ed è grazie a questo lavoretto che ho avuto il mio primo contatto con un ragazzo di colore che mi ha cambiato la vita.

Sono sempre stata libertina e ho sempre adorato essere presa con forza, sottomessa e scopata dal mio partner e grazie al mio lavoro di promoter riuscivo sempre ad avere ragazzi per provare esperienze nuove, in periodo di Erasmus poi era festa grande.

Francesi, tedeschi, spagnoli (niente male quelli), romeni e altri…

All’appello mi mancava però di provare un uomo di colore, o un magrebino, benché alcune mie amiche mi sconsigliassero questa mia fissa, perché secondo loro “sono pericolosi”.

Una sera a Bologna, vicino al Parco nord, stavo distribuendo volantini per una serata, mi guardavo in giro e appena vedevo un ragazzo che mi sembrava africano lo fissavo, alcuni mi scopavano con gli occhi, ed ero già eccitata per questo, ma poi si avvicina un ragazzo in compagnia di alcuni amici, era un bellissimo ragazzo alto quasi due metri, possente e bellissimo, nero come la notte!

Dissi: Ciao! ti va una serata in una discoteca non tanto lontana da qui?
lui rispose: non sono di qua, non la conosco, ci accompagni? io risposi “si, certo!”
Nel tragitto mi raccontò che era un ragazzo senegalese e che si chiama Cheick, io dissi che mi chiamavo Chiara.
Arrivati alla discoteca mi chiese se potevo restare per una bevuta, per ringraziarmi di averli consigliato la discoteca, i suoi amici erano tutti sparpagliati ed io e Cheick ci mettemmo a bere un drink insieme.

Era bellissimo, uno sguardo magnetico che mi faceva sesso, ma non riuscivo a guardarlo negli occhi, lui si accorse del mio disagio e mi chiese se c’era qualcosa che non andasse, non so cosa mi prese ma gli dissi:

“Se ti dicessi che ho sperato davvero che tu mi invitassi ad accompagnarti qui perché mi piaci tu cosa diresti?”
“Che io ho sperato che venissi con me, perché sei molto carina e mi dai l’idea di essere un fuoco!”
Scoppiamo a ridere, poi, si fece più audace, mi mise una mano sulla coscia, si avvicinò, sentivo il suo maschio odore e mi stavo bagnando, iniziai a gemere come una bambina, lui si accorse che ero pronta per essere scopata e mi portò in un parcheggio non lontano dalla discoteca, dove aveva la macchina, ci mettemmo in auto, ci baciammo, fu piuttosto violento, mi toccava, aveva mani in ogni parte del mio corpo, mi desiderava, voleva nutrirsi del mio corpo.
Gli sbottonai i pantaloni ed usci qualcosa di meraviglioso: un cazzo grosso, infinito, la sua cappella circoncisa era una meraviglia.
Mi gettai a succhiarli il cazzo, con la mano mi spingeva fino in gola il suo palo, dissi: Piano, non sono abituata!
“Devi abituarti troia!”. sentii un brivido che mi attraversava, finalmente qualcuno che se ne fregava di me, che mi usava, mi sottometteva e mi scopava come volevo.

Si mise sopra di me, mi impuntò il suo missile e lo fece entrare con violenza: “ahh, oh mio dio, ma è enorme! oh si, ahhh piano tesoro, la mia ficaaa” ma lui se ne fregava, trattava la mia piccola figa bianca con rabbia e depravazione, ad ogni colpo aumentava la velocità ed io ero sempre più alla sua mercé.

“Troia adesso usciamo, voglio prenderti da dietro”, uno schiaffo ed io obbedì, uscimmo dalla macchina, mi misi sul cofano e si prese il mio culetto che fino a poco prima gli sculettava in modo provocatorio davanti, voleva essere provocante, volevo farlo scoppiare di desiderio e volevo che mi scopasse fino a farmi male e così fece.

“Mi avevano detto di quanto troie sapete essere voi italiane, ma adesso ho prove!”
“MMM siiii sfonda il mio culo ahh si, Cheick, sfonda la tua puttana italiana!”

Mi scopò con violenza, mi sottomise in tutto e per tutto, mi riempì il culo di schiaffi fino a farlo diventare rosso, fino a quando emise un urlo… stava venendo, sentivo un lago che mi riempiva il culo, uscì dal mio culo e mi ritrovai allagata di sborra, mi usciva da tutte le parti, le mie cosce erano dei torrenti in piena, provai di asciugarmi alla bene e meglio e tornammo in discoteca, salutai Cheick dicendoli che era stato qualcosa di sublime e sperando di rincontralo, appena i suoi amici mi videro stordita e con i capelli in disordine vidi Cheick sorridere e i suoi amici sghignazzare, ma non me ne fregava niente, perché da quella sera ho capito di amare i cazzi neri e africani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *