Cagna in chat

admin   10 febbraio 2017   Nessun commento su Cagna in chat

– Buonasera cagna, sei pronta? –
– Buonasera Signore, sì sono pronta. – La cagna è in piedi davanti al PC, oltre al maglioncino, che si sta levando, indossa solo delle pantofole da camera con il tacco basso.
– Bene, leva quel maglioncino e fatti vedere, fammi vedere cosa hai scritto sul seno. –
Il giorno prima l’avevo obbligata a scrivere sul suo seno “Cagna del mio Master.”
– L’hai fatta bene la scritta che ti ho ordinato ieri? Si vede ancora? –
– Sì Signore – dice finendo di spogliarsi e mostrandomela – ho scritto sulle tette e sulla pancia “Cagna del mio Master” e ogni volta che mi lavo la ripasso. La vede? – Ora è nuda ed è notevole, scalcia le pantofole ed ora l’unica cosa che indossa è un robusto collare il cui guinzaglio le scende tra le magnifiche tette.
– Vedo, vedo, sei una bella cagna. –
– Grazie Signore – mi risponde.
– Ok, ora prendi il guinzaglio in bocca mettiti a quattro zampe e vai in gabbia.
– Si… – mi risponde ora tesa, sa che i convenevoli sono finiti e si comincia a fare sul serio. Vedo che gattona verso la gabbia, le sue natiche sono rivolte alla cam e sono molto interessanti.
– Ci sono. – Mi dice quando è dentro la gabbia. Una gabbia con tutti i lati di un metro che la contengono bene, ma non le permettono né di alzarsi, né di distendersi, può starci solo a quattro zampe o accucciata. Ovvero nelle posizioni di un cane.
– Brava troia, tutti gli oggetti sono lì? –
– Si! –
– Prendi il plug in bocca, sistematelo vicino alle zampe e leccalo – le ordino.
– ok… – è esitante, ma obbediente.
– Leccalo bene come se fosse il tuo osso preferito. – E lei lecca, devotamente.
– Sì Padrone, lo sto leccando. –
– Bene troia, ora voglio che ti prendi una tetta in mano e te la lecchi, poi mordi il capezzolo e poi passa all’altra. Cosa ne pensi? Puoi rispondere.–
– Signore, mi sento una porca così. –
– Lo sei, e sarai degradata come una cagna. Vedo che i tuoi capezzoli sono ritti. –
– Sì Signore. –
– Mordili vacca, voglio che senti male. –
Li lecca e li morde, prima il sinistro e poi il destro. Vedo che stringe i denti e soffre. La cagna si sta comportando bene.
– Fanno male Padrone. – Non mi curo del suo male, ma l’incalzo.
– Ora abbaia cagna fammi sentire che abbai. –
– abbaio Signore? –
– sì, fai bau bau, bau… mordi i capezzoli ed abbaia, mordi ed abbaia… –
– Ok. Cai, cai, cai, amfh, bau, bau. –
– Sìììì troia, continua. Ti fanno male i capezzoli? ti senti ridicola ad abbaiare? Sei eccitata? –
– Mi sento un idiota Padrone. I capezzoli sono arrosati ed inizio ad eccitarmi. – In effetti i capezzoli sono belli rossi. Non insisto, mi piace di più degradarla che farla soffrire.
– Ok, lecca il plug e passalo sulla fica. –
– ok… –
– accarezzati la fica con il plug ed abbaia. –
– devo abbaiare ancora? –
– sì troia. Come una cagna! –
– Lo sto mettendo Signore… È dentro. –
– Puoi anche guaire e fare versi da cagna, immedesimati nella cagna che sei. –
– Oh… ok Signore, non mi sono mai sentita così ridicola. Cai, cai, cai, amfh, bau, bau. –
La cagna è molto divertente, non posso fare a meno di sorridere e deriderla.
– bene troia, abbaia e guaisci, come se un bel cagnone fosse lì a fotterti e morderti sulle spalle mentre ti monta. –
– … ok… Mi sto bagnando. –
– fammi sentire, non ti distrarre. –
– amfh, cai, cai, cai, amfh, bau, bau. –

Nella posizione in cui si trova vedo il suo viso, ma non vedo granché del plug nella sua fica e chiedo. – Come va cagna? –
– È aperta bene ora Entra ed esce facilmente ora. –
– così va bene, ora gattona fino alla scrivania, lecca le gambe del tavolo, dai delle belle leccate e ritorna alla gabbia. Fallo tenendo il plugu in fica, non lo perdere. –
– … ok… –
L’osservo mentre a 4 zampe viene verso la scrivania dove è posizionata la cam, purtroppo non vedo come lecca, dopo qualche decina di secondi la vedo ritornare indietro. Ha un culo fantastico. – brava la mia cagnolina. –
– Sto bagnandomi… –
– sei sempre in calore, rientra in gabbia. –
– Va bene. Ok… –
– ora leva il plug dalla fica e mettilo in culo. Piazzalo sul muro che sta sul retro della gabbia ed inculati. –
– Come una troia.
– Sei una troia, una vacca a disposizione di chi ti domina. – Non vedo granché e chiedo
– l’hai sistemato in culo? –
– Mi sta usando come una vacca da monta ogni giorno. Sì l’ho sistemato.
– Mi stai servendo spesso è vero. E’ il tuo compito e non ti lamentare altrimenti ti punisco. –
– Sì Signore. –
– Vorrei essere lì troia. E’ dentro? –
– Sì Signore, è dentro, fa male. –
– bene troia, non lo perdere. –
– Se fosse qui si limiterebbe a guardare? –

– No, non guarderei soltanto, ti userei. Ti piace essere usata? Ti piace non avere scampo? Ti piace essere ridotta allo stato a****le? –
– Mi eccita, ma mi fa sentire uno schifo. –
– Sì, immagino. Ora tocca al vibratore. Come è?
– Quale? –
– Il più grosso come è? –
Me lo mostra – E’ a forma di cazzo anatomico, più di 20 cm. –
– leccalo, sempre tenendolo fermo con le zampe. –
– Ok… –
– leccalo bene. –
– Lo prendo in bocca? –
– Sì, prima lo lecchi e poi lo prendi in bocca, come una cagna con il suo osso preferito. –
– … ok. –
– prendilo in bocca cagna. –
– Come se mi scopassi in bocca? –
– sì, ma il vibratore sta fermo e tu vai su e giù con la bocca. –
– Ok… – La vedo che fa il pompino al vibratore, è deliziosa. Non vedo invece quello che succede dietro.
– Se muovi il culo contro il muro il plug penetra? .
– Si… Signore. –
– ed allora fallo e continua a pompare il vibratore. –
– … ok… faccio schifo. –
– sei magnifica troia, ti apprezzo molto. –
– Mi scoperebbe dopo??? –
– Forse, ora metti il vibratore in fica. Sei bagnata? –
– Lasciando il plug in culo? Sì sono bagnata, sto colando. –
– Certo che il plug deve stare in culo. –
– L’ideale sarebbe che mentre tu fai questi giochini con me, io mi scopassi un’altra schiava. Non lo trovi divertente? –
– Cioè, io mi scopo con gli oggetti e lei si scopa un’altra? –
– Sarebbe piacevole. Non sei d’accordo? – La osservo è avvilita e infierisco.
– Non ti distrarre mena il vibratore in fica e muovi il culo, non dimenticare il plug. –
– … cioè …., lei usa un’altra ed io faccio la cagna per eccitarvi. –
– Vedi quando vuoi ci arrivi. Sì, proprio così. –
– … e riderebbe di me l’altra? –
– Sì, intanto che questo pensiero ti penetra in testa come vanno le altre penetrazioni? – Poi le rispondo meglio – penso che riderebbero tutti, certo, anche l’altra schiava. –
– Sono apertissima… fa male e sto colando. –
– calma troia, ora lecca il vibratore piccolo, lascia vibrare quello grosso in fica e continua a fare andare avanti ed indietro il culo. – Lei prende il vibratore piccolo, ma non può fare a meno di esprimere il suo sentimento di afflizione. – Cagna anche di una slave… –
– Se voglio sarai ubbidiente anche con lei. Comunque non intendo vietarle di ridere di te. –
Inizia a leccare – … oddio anche l’altro vibratore… –
– Sì, prendilo in bocca e leccalo. –
– toccati anche il clitoride. –
– Sì Signore, me lo sto taccando. Mi sta riempiendo tre buchi. –
– Come va con tutti e tre i buchi pieni. –
– Peggio di una troia, una da sesso di gruppo. –
– Non ti piacerebbe? Mentre rispondi usa tutti e tre i buchi. Devi imparare. –
– Cosa, devo imparare??? – La sento isterica e spaventata.
– A servire anche più Master e se voglio anche Mistress. –
– Nooo, la prego, Mistress nooo. –
– Decido io e comunque ora aggiornami su come è messa la tua fica. –
– Pulsa… –
– Dopo più di un’ora che ti stai sollazzando con tutti quei cazzi vorrei vedere. –
– Si… sto godendo quasi. –
– Fermati e rilassati. – Lei si ferma e fissa la cam. E’ stravolta.
– Ok… – mi dice.
– Perché ti sto usando così. –
– Perché mi vuole piegare, per poi usarmi come vuole. – La cagna è molto intelligente, molto più soddisfacente di altre vacue schiave che ubbidiscono senza mai riflettere.
– Vuoi venire cagna? –
– Si… la prego. –
– allora esci da quella gabbia e mettiti in piedi, ti voglio vedere bene. Lascia pure il plug. –
– Grazie Padrone – dice mettendosi in piedi. E’ provata, ha i capezzoli arrosati, la fica gocciolante e il succo che le cola tra le cosce. Ora ha solo il vibratore che ronza nella fica.
– Non ringraziarmi cagna, sarà ancora dura. Prendi il bambù ed allarga le gambe, fammi vedere bene la fica. Usa il bambù per venire, non ti devi toccare con le mani. –
– Il bambù sulla fica? –
– Sì, usa solo quello per venire, non mettere le mani sulla fica. –
– Per farmi male o per eccitarmi? –
– Usalo come vuoi, picchialo sul vibratore, accarezzati la fica… fai quello che vuoi, ma è quello che hai a disposizione per godere. –
– Ok… –
Vedo che lo picchietta sul vibratore e sul clitoride e sulle grandi labbra. Vedo le sue smorfie, sento che mugola e guaisce. Si contorce e si inarca. Soffre ma inizia a godere.
– Sto venendo e mi sto spaccando – mi dice con sofferenza. –
– Brava cagna, sono fiero di te, ma ora chiedimi, con grazia, il permesso di godere. –
– Mi faccia godere Padrone, non mi lasci così a lungo la prego. –
La vedo che sfrega il bambù sulla fica e che ogi tanto si da dei colpi secchi, la vedo che soffre e che gode e le do il permesso di godere.
– Grazie Signore – abbassa la testa e mentre con il bambù spinge in dentro il vibratore e si accarezza tra le cosce con l’altra mano si accarezza le tette e strizza i capezzoli. Spinge il bacino in avanti e mi mostra la fica.
– Brava cagna, sei perfetta. –
– Neppure una cagna in calore si comporta così. –

Poi si concentra si di sé. Mugola, geme e guaisce.
– Sono una cagna da monta… – mormora più a se stessa che a me.
– Da monta, da esibizione, da portare in fiera. Sei magnifica. –
– Oddio… vuole esibirmi in questo stato. – Quasi piange mentre si contorce per il piacere che monta.
– Perché no, ma vedo che stai arrivando. –
– Sto venendo… Siiiii –
– Brava troia, sei uno spettacolo. –
– A lei piace umiliarmi e far vedere chi sono? –
– E cosa sei troia? –
– Sto venendo di brutto… Un a****le da montare e usare come una cagna in calore. –
Non dico niente, la sento ansimare e muggire, la vedo contorcersi a gambe larghe e con il viso sfigurato da piacere e sofferenza.
– Sto venendo e fa maleee. –
– Non male cagna, sei spettacolare. –
– Per cosa – grida mentre gode, – per essere scopata come un a****le? Sono indecente.-
La lascio rifiatare, riprendere, ci vuole un po’. Poi le chiedo – come stai? –
– Ho la figa scorticata, fa male in modo assurdo. Ma devo dire che ho goduto tanto… –
– E come ti senti? –
– Mi sento uno schifo. –
– Sei stata stupenda, ora te lo posso dire, e mi hai eccitato come poche. Mi piaci molto e non ti darò in pasto a nessuno. Sei mia e solo mia. –
– Grazie Signore, mi piace essere Sua ancora ed ancora, ma mi prometta che non mi darà mai ad una Mistress. –
– Te lo prometto schiava, ora va a dormire, ci sentiamo domani. Ciao.-
– Buonanotte Signore. –

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