BASTA! FINALE (finalmente….)

BASTA! FINALE (finalmente….forse!)

(episodio otto) – Il felice ritorno.

Ero tornata a casa, ospite per ora. Durerà la condizione di solo amica?
Avevo già pensato a una soluzione: come fare per restare, perché volevo restare!
Ora si che c’erano le condizioni, oddio, non tutte, una mancava, essenziale?
Forse no ma mi mancava, ma non ci mancavano alternative, non certo a Marica.
Aveva il suo giro, discreto ed elegante, ed io davo “una mano” quando volevo e lo facevo volentieri, restando vicina a lei. Godevo meglio e molto di più con lei che si divertiva.

In un lampo di genio dei miei avevo scritto una lettera d’addio con la mia vecchia scrittura, firmata Mario. La avevo nascosta sotto il sedile dell’auto, fatta ritrovare in modo fortuito.
Il triste e sconsolato fuggitivo spiegava con una lettera strappa lacrime le ragioni di un allontanamento definitivo e senza possibilità di ritorno. Che non sarebbe mai più tornato, lasciando così libera la moglie. E che chiedeva una sorta di piacere, un contra-passo per redimere la situazione: di come contattare una sorella gemella, abbandonata dalla famiglia da piccola, un abbandono di cui era consapevole e quindi sconvolto.

Certo c’era la seccatura della suocera impicciona.
Ma anche la novità di una gemella abbandonata in un convento.
Che ora diventava parimenti erede di un lascito con tutti soldi ed averi dei conti di Mario S. – per sua espressa volontà firmata nel possesso di tutte le facoltà mentali.

Trovata la lettera, la moglie e l’ereditiera, io, avevamo fatto un test genetico, con consenso comune, combaciavo al 100% con i capelli di Mario rimasti in un suo pettine.- ora eravamo padrone di tutto, amiche e pure socie. La nostra felice attività era “LA CASA APERTA DELLA CULTURA E DEGLI SCAMBI NATURA” di Marica e Maria. – club esclusivo per soli soci. Si poteva entrare a qualsiasi ora tramite tessera elettronica o appuntamento.

Fabrizio si presentò presto un giorno suonando come un dannato, mentre sputavamo sangue e altri liquidi con lo stronzo del negozio, il peggior cliente tra quelli di riguardo ed un altro suo pari…Oltre a un duro lavoro si prospettava un giorno intero di buona ginnastica.

“Chi insiste a suonare?” lamentò Marica – “Vado io” dissi, per fortuna…
Aperta la porta:

“Qui allora ti sei nascosta Maria, come mai? Lo sai che ti amo! Ero preoccupato, pensavo a un trucco di quella tr….”
“ZITTO per carità, qui ora siamo socie, e tutto va bene! ma non voglio si sappia niente di più. Non creare problemi se davvero mi vuoi bene!”
Lo squadrai per bene, guardandolo negli occhi, sorridendo.
“Tu non aggiungere nulla, vieni quando vuoi, ti farò una copia della chiave, anch’io ti voglio, voglio mantenere i rapporti di amicizia e di sesso, ma solo se sarai muto come un pesce e farai tutto ciò che vuoi.”
“OK, fammi venire, ora, dentro…”
“Sei sicuro di farcela?”
“Certo…”
“Allora vieni, c’è posto!” avevamo tre stanze per gli ospiti, ma lo portai apposta in quella occupata:
“Voi continuate, ho qui un amico con un problema, che per ora vuole solo guardare…”

I tre nel letto continuavano a darsi da fare, con un tacito assenso, codificato in altre occasioni introdussi l’ospite. Iniziai a spogliare l’amico, che restava purtroppo inerte, allora lo avvicinai al letto. Marica disse: “Per ora che guardi, se e quando sarà pronto lo voglio conoscere bene io…per prima! Oh ma te sei Ferruccio!!! dai non esser timido!”
– “perché? Chiesero gli altri due, non stancatevi voi padrone, … buso l’è buso ee caso no ha oci!” Il disponibile mandingo ci aiutò a rilassare il neofita.

Aveva capito la situazione e lo prese alle spalle, facendoli il trattamento per cui lo conoscevo meglio…..solo allora arrivò l’interesse di Ferruccio, chino sotto i colpi che lo sodomizzavano ci fu un’erezione, soddisfatta presto all’orgasmo dalle nostre due bocche fameliche.
Il neofita disponibile ci aiutò poi soddisfacendo il “priapista”, aiutando Marica a prenderlo tutto in gola, e provando pure lui, con discreti risultati, se non per la novità! Eravamo un bel gruppo di giocosi, perversi bisessuali, pronti a tutte le esperienze, in fondo come non divertirsi in gruppo? !!!!

(episodio nove) – L’invidia o la nostalgia del pene

Ma anche a questo si può trovare soluzione, che credete?
Certo che esiste, questa invidia, specie per chi ne è sprovvisto, e ancor più per chi senza poterlo dire l’aveva; ma abbiamo risolto assieme, io e Marica.
Intanto passando nel nostro negozio di oggettistica particolare, ormai preferito e ottimamente fornito. Anche qui il padrone è amico e confidente e pure qualche volta cliente.

Ci consigliò uno “strap-on” di ottima qualità. Il modello duplex, medio, ma noi prendemmo pure il grande e l’over-size…
Mettendo quest’ultimo nella borsa ci guardò perplesso.
E scherzò: “Accidenti, dopo che avrete usato questo non vorrei perdermi!”
-“Già ti capita cocco….” risposi
-“Vieni a trovarci presto” disse Marica giuliva, “terremo per te le cosce ben strette per stritolarti bene”

A volte al mattino, mentre mi svegliavo la sentivo parlare nel sonno, mentre mi baciava…
“Mario ti amo, sei tornato da me…” ed avevo il dubbio che avesse capito.
Dubbio fugato alla visita mensile all’ospizio. Non volevo andare, ma non volevo neppure sembrare impaurito dalla presenza della vecchia madre brontolona di Marica.
La vecchia acida chiedeva sempre di Mario, aggiungendo sempre qualche cattiveria delle sue.
Non la smetteva un attimo di lamentarsi e di fare pettegolezzi malevoli, concludendo che tutti
in fondo non la capivano e soprattutto l’uomo scappato di casa la trattava male, e meritava una brutta fine. E che di sicuro non tornava più in famiglia. E che ora trascurava la suocera senza mai passare a trovarla, e per questo motivo non poteva amare la moglie…. e che…
Stufa come sempre dopo pochi minuti di quel tormento Marica disse: “Ma no! Solo che non ti vuol vedere, tanto sei insopportabile! Beato lui che ti può evitare!

….
Stufa come sempre dopo pochi minuti di quel tormento Marica disse: “Ma no! Solo che non ti vuol vedere, tanto sei insopportabile! Beato lui che ti può evitare! Ma son sicura che la prossima volta ti scriverà qualcosa!!!” – e rivolta verso di me: “Vero Maria, che tuo fratello scriverà”…. ridendo, mi prese per mano mentre uscivamo leggiadre, sentivamo la vegliarda urlare e ripetere parolacce e altre frasi senza senso… “mi deruba ancora di notte, anche qui mi porta via la biancheria, hai sposato uno stronzo, torna qui!!!! puttana!!! merda por. ###***°*@#.”

L’infermiere che accorse, ci guardò severo incrociandoci: “ Un vespaio anche per questa settimana sollevaste! Sentite come arrabbiata è la brontolona! Romperà i “cabasisi” per tutta la notte!
Passerò a rilassarmi da voi due appena finito… preparate le fruste!” ci disse più piano.

Ora a volte il mio sogno inconfessabile e di tornare come prima con le condizioni di ora… vorrei potermi rioperare, non si può più: il lavoro fatto è irreversibile.
E c’è una soluzione ed un problema: Marica insiste che ora tocca a lei! E forse….

FINE (o no?)

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